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Consumatori

Diesel gate” Volkswagen – il fascicolo torna dal GIP

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Mercoledì 6 settembre si è tenuto il primo incontro tra i periti nominati dal Tribunale di Verona, i vertici di Volkswagen Italia, Federconsumatori e le altre parti offese dai reati contestati, nel corso dell’Incidente Probatorio disposto dal Giudice delle Indagini Preliminari Dott. Ferraro.

Nonostante il G.I.P. avesse chiaramente formulato il quesito respingendo le richieste di modifica proposte dalla difesa dagli indagati all’udienza del 26 giugno, senza interpellare o avvisare le parti, i periti hanno unilateralmente deciso, già lo scorso 25 luglio, di richiedere al Giudice delle modifiche al quesito loro posto, in precedenza accettato senza riserve al momento del conferimento dell’incarico. Tali modifiche, riducendo il numero e variando la tipologia di test da eseguirsi potrebbero influenzare l’esito delle verifiche che la magistratura ha disposto.

Nel corso dell’incontro presso il Denerg del Politecnico di Torino si sono nettamente scontrate le richieste del consulente del Pubblico Ministero, Ing. Massa, sostenuto dalle parti offese fra cui Federconsumatori, per un più ampio ventaglio di test, che consentissero una maggiormente affidabile verifica del funzionamento del c.d. “defeat device”, installato su tutti i veicoli del gruppo Volkswagen. Proprio la presenza ed il funzionamento di questo dispositivo è il fulcro dell’indagine. La Procura ritiene infatti e con essa Federconsumatori, che tale dispositivo avrebbe sistematicamente alterato i test sulle emissioni, facendo risultare le effettive emissioni dei veicoli del 400% inferiori ai valori reali.

Federconsumatori contesta la condotta unilaterale dei periti, augurandosi che in futuro, a garanzia della massima trasparenza in questa delicata fase delle indagini, ogni decisione circa la procedura da seguirsi venga condivisa fra le parti, soprattutto avanti a modifiche che finirebbero per influenzare i possibili risultati dei test.

Il G.I.P. del Tribunale di Verona dovrà ora decidere se confermare il quesito già posto o accettare le modifiche proposte dalle parti.

Federconsumatori insisterà affinché il novero dei test da eseguirsi sia il più ampio possibile in modo da non lasciare dubbi circa l’esistenza ed il funzionamento del “defeat device”, così da appurare l’effettivo impatto ambientale che la circolazione di questi veicoli comporta e dunque l’esistenza di una vera e propria frode commerciale ai danni dei consumatori.

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Consumatori

Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

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OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

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Consumatori

Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

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Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

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Consumatori

Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

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12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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