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Diritti dei padri separati, ecco tutto quello che c’è da sapere

Dall’affidamento al falso condiviso: tutte le criticità della giurisprudenza italiana sul tema dell’affido dei minori nelle separazioni conflittuali

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Ieri si è tenuto il convegno Bigenitorialità, 10 anni di legge disattesa; psicologi, giornalisti ed avvocati hanno dibattuto a lungo sulla controversa tematica dell’affido condiviso, con particolare attenzione al ruolo del padre, nelle così dette separazioni conflittuali; la grande affluenza è stata un segnale forte di quanto sia sentito il problema a tutti i livelli.

Gli argomenti affrontati dai relatori, introdotti dal Sen. Bartolomeo Pepe e moderati da Gianluca Agerde (Ass. Diritto Minori)  sono stati i seguenti: Ivano Giacomelli, Segr. Naz Ass Codici e portavoce di Rete Consumatori Italia nella campagna ‘Voglio Papà’ ha svolto un’analisi giuridica sulla nascita dei ‘Nuovi Orfani’,  l’Avv. Fausto Pucillo ha analizzato il ‘mobbing genitoriale’, il fiscalista Marco Ertman, gli aspetti fiscali ed economici dopo la separazione, Mauro de Cristofaro, giornalista Rai, è intervenuto in qualità di padre e vittima involontaria della macchinosità delle leggi sull’affido, Roberto Cicioni, psicologo del Rorshach forense, ci ha fornito un’analisi dei modelli comportamentali dei genitori, la Psicologa Floriana Loggia  ha evidenziato le conflittualità coniugali e le violenze psicologiche sui figli, Maria Barbarisi, psicologa e CTU, si è soffermata sull’importanza del ruolo di questi ultimi nelle separazioni. La conclusione, affidata al Prof. Alessandro Meluzzi dall’evocativo titolo, ‘Il Codice, i paradossi dell’amore e dell Essere’, ha affrontato anche la componente filosofica dei conflitti.

Tutte le considerazioni esaminate hanno portato alla redazione di un documento, che per la sua natura intrinseca potrebbe veramente portare un significativo cambiamento del ruolo in cui il costume, gli usi e le consuetudini, hanno relegato fino ad oggi la figura paterna in seguito alla separazione.

La Giurisprudenza ha reso Il principio fondamentale di uguaglianza un simulacro realizzando il “falso condiviso”, attraverso gli artt. 316 (residenza abituale), 337-ter (Provvedimenti riguardo ai figli e corresponsione di un assegno periodico), 337-quater (Affidamento a un solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso), 337-sexies (Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza) cod. civ.

I dati presentati durante il convegno dimostrano che colui che è chiamato ad abbandonare l’abitazione a seguito di separazione o divorzio sia nella maggior parte dei casi il padre. Secondo l’Istat, nel 2014 sono state soprattutto le mogli a vedersi assegnata la casa, con una percentuale che tocca il 59,7% delle separazioni, ed in particolare al Sud, dove la percentuale è ben più alta (64,9%). Invece, viene segnalato che nella quasi totalità dei casi, in percentuale pari al 94,1%, l’assegno di mantenimento a seguito di separazione viene versato proprio dai padri: dato che sembra essersi mantenuto costante almeno negli ultimi quattordici-quindici anni circa.  Ciò comporta però per l’uomo una spesa enorme nella maggior parte dei casi, poiché è chiamato a versare assegni di mantenimento e, parallelamente, a sostenere le spese del proprio sostentamento, compresi eventuali “extra” per i figli e le spese collegate al nuovo alloggio che ha dovuto trovare a seguito dell’assegnazione dell’abitazione alla moglie.

Aspetti di estrema rilevanza sono le violenze striscianti, i comportamenti vessatori, umilianti, emarginanti  e denigratori in ambiente familiare In tale ambito si distingue il c.d. «MOBBING GENITORIALE», laddove le condotte ostili ledono l’identità e il ruolo genitoriale, con danno, oltre che per il genitore «bersaglio», soprattutto per la prole.

La sistematicità di episodi che, singolarmente considerati, possono apparire quasi innocui, ma Il fenomeno è tanto grave quanto difficile da dimostrare, prevenire e reprimere.

Durante il convegno è emersa con grande evidenza la tendenza piuttosto diffusa nel contesto delle separazioni conflittuali, di utilizzare i figli come arma di ricatto che diventano uno strumento di “vendetta contro il coniuge”, spesso scandita da una successione di false denunce di abuso o di stalking, finalizzate all’allontanamento dell’ex-coniuge e all’ottenimento della definitiva custodia esclusiva dei figli. In altri casi, molti genitori vengono accusati (falsamente) di forme di violenza piuttosto gravi perpetrate nei confronti dei figli, quale appunto l’abuso sessuale.

Ad esito del confronto sono state approvate una serie di proposte e di raccomandazioni.

L’attuale legge in materia di affidamento, pur se progettata con l’intento di mantenere il principio di bi-genitorialità, si trova a dover far fronte a gravi resistenze culturali da parte di Magistrati e di Consulenti Tecnici che di fatto eludono il principio giuridico della parità dei genitori privilegiando in maniera acritica la figura della madre ritenuta genitore idoneo per nascita, mentre il padre deve sempre di mostrare di essere un buon genitore. Incide ancora molto l’idea di un “ bambino di cristallo” che non può vivere una genitorialità condivisa ma preferibilmente una mono genitorialità. Dall’esame di questa situazione è nato il titolo della campagna “ I nuovi orfani” in quanto i figli vengono allontanati dai padri che spesso vengono relegati al ruolo di “padri portafoglio” o “padri visitatori”.

Questo sbilanciamento della giurisprudenza ha determinato un nuovo allarmante fenomeno consistente nella possibilità del genitore che intende allontanare l’ex-coniuge, per ragioni ingiustificate, dal proprio bambino metta in atto una serie di denunce volte a screditare il ruolo genitoriale di questi; o, ancora peggio, fomenti l’astio del bambino contro di lui, pervertendo le normali dinamiche di attaccamento e di corretto sviluppo, con la conseguente alienazione della figura parentale.  Il ruolo della CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio), è di fondamentale importanza soprattutto nei casi di affidamento più controversi, laddove però i tecnici in questione risultino preparati a dovere sull’argomento e pertanto riescano a riconoscere e discriminare eventuali false denunce (sanzionabili legalmente, di conseguenza) o PAS e quindi eventuali gradi di instabilità da parte del genitore alienante, tenendo presente quali conseguenze ciò potrebbe ingenerare nel figlio.

Viene quindi lanciata una forte raccomandazione ai Tribunali indicando come assolutamente necessario che vi sia una rotazione dei consulenti chiamati a svolgere il ruolo di CTU onde evitare lo sviluppo di procedure collusive e il supermanto di un modello genitoriale interno di vecchio stampo  che consenta di proporre pensieri e soluzioni in linea con i tempi attuali.

Un altra raccomandazione è la tempestività di azione in queste situazioni: dovrebbero essere previste tempistiche di intervento davvero brevi, finalizzate a minimizzare l’impatto di tale forma di abuso sul bambino e sulla sua relazione con il genitore allontanato, e, ancor più, ad evitare eventuali esiti ben più gravi e funesti.

Fondamentale è la revisione delle modalità di individuazione dell’assegno alimentare in funzione delle esigenze del minore alla luce della nuova condizione economica dei genitori separati. Il rischio oramai evidente è quello di creare una nuova categoria di poveri che non solo non può provvedere ai propri bisogni , ma in pratica lavora per permettere al coniuge affidatario di educare i figli in sua vece non avendo questo alcuna possibilità economica per partecipare attivamente alla crescita del figlio.

Le soluzioni proposte e sollecitate sono quelle di prevedere il mantenimento diretto in modo da coinvolgere maggiormente il coniuge non affidatario nel processo educativo e di prevedere un assegno alimentare diviso per categorie di spesa da imputare separatamente ai coniugi.

Il principio di bi-genitorialità sancito dalla legge 54/2006 dovrebbe inoltre essere tutelato in misura maggiore. La mancanza di sanzioni apapre essere il maggiore responsabile di questa deriva, per cui si sottolinea la necessità di sanzionare il genitore che tenta di vendicarsi dell’ex-coniuge impedendo le visite, ostacolandone i rapporti con il bambino, punendo così quei comportamenti tesi a manipolare il minore per chi lo induce ad avere una visione negativa dell’altro genitore, secondo il livello di gravità della manipolazione: l’abuso perpetrato, il cui esito è rappresentato dalla PAS nei suoi diversi gradi sintomatologici, dovrebbe vedere invertito l’affidamento del figlio, prevedendo che al genitore alienante o vessatorio dovrebbe essere revocato l’affidamento o il collocamento. 

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Bollette polemica “Dalla Chiesa vs ENEL”| ADICONSUM: è il momento di cambiare

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Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
Basta costi extra sulla bolletta della luce.
Il PNIEC parta dalla riduzione del costo dell’energia,
a cominciare dalla revisione degli oneri generali di sistema
22 marzo 2019 – I costi extra della bolletta, i c.d. oneri generali di sistema, sono tornati alla ribalta grazie alla denuncia della nota conduttrice Rita Dalla Chiesa.

Da tempo – dichiara Carlo De MasiPresidente di Adiconsum nazionale – denunciamo questa pratica. Più volte e in varie occasioni, abbiamo sottolineato l’esigenza di una revisione della struttura tariffaria, a partire dagli oneri generali di sistema, adeguandola alle scelte energetiche che il Governo si darà.

La nostra proposta – prosegue De Masi – è di contenere e ridurre i costi, trasferendo una quota degli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale, come già avviene in altri Paesi. Ciò anche per combattere la povertà energetica e permettere a tutti di accedere all’energia. Anche a tal proposito, abbiamo presentato, in più occasioni, le nostre proposte.

Auspichiamo – conclude De Masi – che il Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, presentato dai tre Ministeri (Sviluppo Economico, Ambiente e Trasporti, diventi l’occasione, finora mancata, di una reale svolta del nostro Paese nella politica energetica per gestire in modo adeguato la transizione energetica in atto e il cambio di paradigma.

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Internet e luce insieme? Linkem e IREN si alleano

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Firmato l’accordo fra Iren e Linkem: nasce “Iren Casa Online”
L’accordo tra la multiutility italiana e il provider internet a banda ultra-larga permetterà alle famiglie di avere a disposizione in una sola offerta
il servizio di energia elettrica e quello di accesso a internet veloce

Torino, 21 marzo 2019 – Iren Mercato, società del Gruppo Iren, e Linkem hanno siglato un accordo grazie al quale la multiutility italiana offrirà direttamente alle famiglie un servizio di connettività internet a banda ultralarga.
Dal 1° aprile Iren fornirà un servizio per la casa di accesso a internet senza limitazioni di tempo e di traffico e con una velocità di connessione che raggiunge i 30 Mbps. Lo farà grazie a una partnership con Linkem, uno dei principali operatori del mercato italiano.
Iren è una delle più importanti e dinamiche multiutility, che opera nei settori dell’energia elettrica, del gas, dell’energia termica per teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali e tecnologici. Iren Mercato è la business unit commerciale del Gruppo e vanta ad oggi 1.800.000 clienti.
Linkem – operatore leader del segmento Fixed Wireless Access che copre oltre il 65% della popolazione – metterà a disposizione di Iren oltre alla propria infrastruttura di rete, la propria rete di installatori capillare sul territorio nazionale e un servizio di assistenza tecnica dedicata.
“Siamo orgogliosi di aver firmato con un partner importante come Iren un accordo che rimane nel segno della tradizione di Linkem di rispondere alle esigenze di connettività delle famiglie in modo efficace e trasparente. L’azienda si conferma un importante player di riferimento per la sua presenza capillare sul territorio nazionale e la sua capacità di fornire servizi in grado di abilitare anche l’utilizzo di soluzioni smart per la casa”, ha sottolineato Davide Rota, Amministratore Delegato di Linkem. Gianluca Bufo, Amministratore Delegato di Iren Mercato, dichiara: “La partnership con Linkem costituisce la naturale evoluzione della nostra gamma di prodotti e servizi new downstream, dispositivi evoluti di domotica che, grazie alla connettività wireless, rendono le nostre case più smart e la nostra vita di ogni giorno più semplice. Linkem, in quanto provider internet proprietario della rete, ci dà garanzia di un servizio affidabile e sicuro. Questo è un importante passo in avanti nell’ampliamento della gamma multiservizi, che fa di noi un player nel mercato italiano delle telecomunicazioni con un modello di business di successo.”

Iren Casa Online potrà essere attivato a partire da aprile in Piemonte, e nei mesi immediatamente successivi anche in Liguria ed Emilia-Romagna. Sarà disponibile per coloro che sono già clienti Iren o che desiderano diventarlo, con un’offerta commerciale di sicuro appeal che prevede un canone mensile pari a 17.90€ al mese per i primi 48 mesi. Ai clienti che aderiranno all’offerta di energia elettrica abbinata al servizio di connettività internet verranno scontati i 5€ al mese, altrimenti previsti come costo di attivazione.
I servizi saranno venduti, attraverso gli spazi Iren, call center, sito web e agenzie autorizzate.

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Condomini, obbligo di telelettura entro il 2020

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il 40% dell’energia consumata in Europa è legata al riscaldamento degli edifici. Da anni ormai l’Unione Europea si esprime per cercare di far decrescere questi numeri allarmanti. Ci ha provato prima stabilendo i
dettami per una corretta ed equa ripartizione delle spese di climatizzazione invernale in edifici di tipo condominiale e dopo con l’obbligo di installazione dei dispositivi di contabilizzazione di calore negli edifici
serviti da impianto termico centralizzato. Gli obiettivi però sono stati raggiunti solo in parte, dato che non sono mai effettivamente partite le tanto vaticinate sanzioni tra i 500 e i 2.500 euro per chi non si fosse
adeguato a norma.
Ora l’Unione Europea alza l’asticella per raggiungere un obiettivo al quale miriamo tutti: consumi più trasparenti per i riscaldamenti centralizzati nei condomini. Per raggiungere questo traguardo ci saranno delle tappe che ci auspichiamo vengano rispettate da tutti:
 la prima – entro il 25 ottobre 2020 – prevede che tutti i nuovi contabilizzatori installati dovranno consentire la lettura a distanza.
 La seconda – entro l’1 gennaio 2027 – prevede la definitiva sostituzione degli odierni modelli che non consentono il controllo da remoto. Ciò significa che quelli già installati ma sprovvisti di tale capacità dovranno essere sostituiti.
 La terza, un vero e proprio obiettivo finale: aumentare l’efficienza energetica del 32,5% entro il 2030.
Chissà che questi nuovi obiettivi non siano uno stimolo per far ritrovare al mercato un’accelerazione che non si vede dal 2016. Si tratta di scelte che mirano ad un futuro migliore e rappresentano un passo avanti
importante nei confronti di quella Digital Transformation che sta rivoluzionando tutti i settori, l’obbligo alla telelettura non fa eccezione. L’Automatic Meter Reading, di cui Qundis fa uso da anni, infatti, rappresenta la più innovativa tecnologia nell’ambito della lettura automatica dei contatori: Attraverso dei semplici nodi di rete i dettagli sui consumi energetici del riscaldamento, dell’acqua, della corrente e del gas vengono raccolti e trasferiti direttamente all’ amministratore di condominio o alle società di SSP. Con estrema semplicità, quindi, i dati di consumo vengono trasmessi da un modulo radio a una centrale operativa di
raccolta e scaricati su un determinato dispositivo, il tutto all’insegna dello smart metering.
L’obbligatorietà alla telelettura implica anche maggiore sicurezza: tutti i dati che vengono trasmessi tra la rete AMR e il server, infatti, sono crittografati e durante il trasferimento dei dati non vi è alcun collegamento tra unità abitativa e il singolo dispositivo.

L’obietto dell’Unione Europea è quello di arrivare entro il 2050 a edifici ad impatto tendente allo zero e non si tratta di un obiettivo impossibile. Il solo monitoraggio di tutti i propri consumi insieme alla tempestiva
informazione del consumatore può far risparmiare fino al 30%; allo stesso modo l’installazione di contabilizzatori di calore nei condomini può ridurre i costi fino al 20%. Grazie alla telelettura obbligatoria arriveranno ulteriori vantaggi: si abbasseranno i valori di consumo e si potrà godere di una maggiore e tempestiva ricezione di tali dati, in modo che anche l’utente finale possa modificare il proprio comportamento nell’utilizzo dei vari strumenti messi a disposizione e contribuire attivamente al risparmio.
Sicuramente ogni cambiamento porta con sé delle criticità ma, soprattutto, delle concrete opportunità di miglioramento: nel caso degli operatori del settore, si tratta di ampliare la loro professionalità, avere accesso a nuove competenze, allargare il proprio giro d’affari e anche formarsi nel miglior modo possibile, nel rispetto della normativa. Ma al di là dell’obbligo di legge, è un’opportunità di cambiamento a livello globale che deve essere colta ora, proprio con la sensibilizzazione e l’azione dei singoli. La gestione delle risorse energetiche è un tema che non può più essere messo da parte e deve interessare tutti perché si connette direttamente alla qualità dell’ambiente e del mondo in cui viviamo.

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