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Diritti dei passeggeri, ecco cosa ha trovato Johnny dopo un anno di verifiche

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  • Diritti dei passeggeri, servizi pubblici locali, e-commerce e sharing economy: un anno di
    indagini e attività presentate e discusse con Autorità, Istituzioni e attori del Mercato
    Roma, 9 giugno 2017 – Si è svolto ieri nel parlamentino del Cnel a Roma il convegno conclusivo
    del progetto “Johnny, un viaggio tra diritti disattesi, sharing economy e nuovi canali di acquisto”,
    realizzato da Cittadinanzattiva, Federazione Confconsumatori–ACP e Movimento
    Consumatori grazie al finanziamento del Ministero dello sviluppo economico. Dopo un anno di
    attività sul territorio, di indagini e di ricerche le tre associazioni hanno presentato il lavoro svolto e
    si sono confrontate con Istituzioni, Autorità e attori del Mercato sulle priorità individuate in ogni
    settore: diritti dei passeggeri; servizi pubblici locali; e-commerce e sharing economy.
    Dopo i saluti iniziali, sono state presentate brevemente le attività svolte dalle tre associazioni in
    tutta Italia: il seminario formativo, gli sportelli itineranti, le giornate di piazza, gli sportelli online, i
    materiali informativi, i video e le attività per i target specifici (ragazzi, giovani adulti e anziani). A
    seguire sono stati illustrati i risultati delle indagini di settore a cura del comitato scientifico, poi
    discussi nelle tre tavole rotonde, con esperti e ospiti prestigiosi.
    E-COMMERCE E SHARING ECONOMY – Nell’ambito del progetto Johnny, MC ha realizzato
    indagini sulla trasparenza dei servizi online e sulla correttezza delle condizioni di contratto presenti
    nei siti di società che operano nel trasporto passeggeri marittimo, su autobus, nel food
    delivery, nella vendita di capi di alta moda e un’indagine sulla “sharing mobility”. In merito
    all’ecommerce nel trasporto marittimo, su gomma e nel food delivery è emerso che il fatto di offrire
    servizi online non è (sempre salvo eccezioni), percepito dalle aziende come sinonimo della
    necessità di essere in regola al 100%. Priva di ombre invece sembra essere la vendita online dei
    capi di nove griffes italiane di abbigliamento prese in esame dall’indagine. Visto che, però, spesso
    in Rete si può incappare in siti che vendono capi di marca a prezzi stracciati, è stato realizzato un
    tutorial che aiuti il consumatore a “smascherare” i siti non affidabili. Per quanto concerne la
    sharing mobility, l’indagine ha riguardato il “car sharing” o “car rental” e il “car pooling”. Dalla
    ricerca è emerso che il car sharing pubblico fatica a reggere la concorrenza dei privati, ma i
    vantaggi della diffusione di quello privato ci sono in termini di beneficio ambientale e anche per il
    pagamento alle casse comunali da parte dei privati di un contributo per la circolazione delle auto
    noleggiate. Attraverso un’analisi delle condizioni di contratto si è poi approfondito quali possono
    essere le criticità nell’utilizzo delle auto a noleggio in città per quanto riguarda il comportamento
    dell’utente e l’applicazione di franchigie e penali quando è responsabile di un sinistro: infatti in
    caso di incidente le conseguenze per il conducente del veicolo a noleggio possono assumere
    una certa rilevanza economica (con dubbi di legittimità sull’applicazione di alcune clausole). Per
    tutti gli aspetti analizzati si rimanda ai risultati integrali delle indagini pubblicati su
    www.movimentoconsumatori.it/progettojohnny.
    SERVIZI PUBBLICI LOCALI – La partecipazione dei cittadini e il livello di coinvolgimento nella
    definizione dei servizi pubblici locali (per tpl e rifiuti), e l’adeguamento agli standard previsti dalla
    delibera 655/2015 dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), con un
    focus spostato sulla tutela dell’utente, per l’acqua, sono stati l’oggetto dell’indagine condotta
    presso un significativo numero di amministrazioni comunali da Cittadinanzattiva, nell’ambito del
    progetto Johnny. Gli esiti della ricerca offrono un interessante e decisamente utile “spaccato” dello
    stato dell’arte circa il regime dei servizi pubblici locali nei settori esaminati. Considerazioni che
    muovono da dati “reali”, e non da mere riletture del dato normativo di riferimento. Ciò che emerge
    fin da subito è che, mentre in una fase antecedente all’affidamento del servizio, il settore dei rifiuti
    si distingue nel prevedere nel 41% dei casi il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori,
    contro il tpl che per oltre 1/3 dei casi non prevede alcuna forma di consultazione, il livello di
    partecipazione rimane molto basso per entrambi i settori con riferimento specifico allo schema di
    contratto di servizio (nessuna forma di consultazione prevista nel 76% per i rifiuti e nel 63% per
    tpl) e ai contenuti della carta dei servizi (nessuna forma di consultazione è prevista nei rifiuti per il
    43%, per il 30% nel tpl). Altre le differenze specifiche per settore, sia in termini della
    presenza/assenza delle modalità per presentare reclamo all’interno del contratto di servizio (nel
    caso del tpl assenti nel 59% dei casi), sia per la previsione di modalità di ristoro in caso di
    disservizio (praticamente assenti nell’87% dei casi, nel settore dei rifiuti). Alla luce di ciò, dato che
    merita attenzione è che nel 16% dei casi, nel settore dei rifiuti, il gestore non ha redatto una carta
    dei servizi. Per quanto riguarda il servizio idrico integrato, le gestioni relative a 1/3 dei
    capoluoghi di provincia italiani non hanno adeguato le carte del servizio idrico a quanto previsto
    dalla delibera dell’AEEGSI. Per le gestioni che si sono invece conformate, non sempre, e non per
    tutti gli indicatori, l’adeguamento agli standard minimi dell’Autorità ha rappresentato un
    miglioramento per il cittadino rispetto alla situazione precedente. Per gli approfondimenti e
    l’indagine completa si rimanda al sito www.cittadinanzattiva.it/progettojohnny
    DIRITTI DEI PASSEGGERI – La sessione pomeridiana è stata dedicata all’approfondimento della
    Questione ferroviaria”. Attraverso gli interventi di esperti del settore, sono state analizzate le
    profonde trasformazioni che le ferrovie italiane hanno subito negli ultimi anni e il sistema che oggi
    si presenta molto frammentato e privo di una strategia definita di evoluzione. Confconsumatori ha
    presentato l’indagine realizzata nell’ambito del progetto Johnny: è stato creato un database
    online (www.confconsumatori.it/Trasporto) con tutte le Carte dei Servizi e i Contratti di Servizio
    (talvolta anche le Condizioni di trasporto e altri documenti e siti utili) relativi al trasporto ferroviario
    nazionale e regionale in tutto il territorio italiano. I Contratti di Servizio del trasporto ferroviario
    sono stati poi esaminati e valutati all’interno di un “pagellone” dei Contratti distribuito ai presenti.
    Dal lavoro svolto, incrociato con l’attività di monitoraggio e di sportello, sono emerse le principali
    criticità del settore. Eccone alcune in estrema sintesi: sono troppo pochi gli appalti ad evidenza
    pubblica che contribuirebbero, invece, a stimolare la concorrenzialità; gli standard minimi di
    servizio risultano uniformi ma sono diversi i criteri di calcolo da Regione a Regione; le penalità
    riscosse non sono sempre reinvestite, come ci si aspetterebbe, per il miglioramento dei servizi di
    trasporto ferroviario; i confort di viaggio (es. climatizzazione) sono troppo discontinui. Il ritardo
    dei treni è certamente il disservizio più significativo e Confconsumatori, sulla base del lavoro
    svolto, ha suggerito tre proposte per contenerlo: il monitoraggio su base mensile dei ritardi è
    preferibile rispetto a quello annuale, meno efficace; la percentuale di «tolleranza» dei ritardi
    andrebbe sostituita con meccanismi sanzionatori progressivi a copertura integrale; le penali per i
    ritardi sono troppo basse e non agiscono da deterrente. Per approfondire consultare il sito
    www.confconsumatori.it/progettojohnny.
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2018 crescono i clienti domestici nel mercato libero. Soprattutto i 20-40 enni situati al Centro-Nord

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Elettricità: nel 2018 crescono i clienti domestici nel mercato libero
maggiore incidenza tra 20-40enni situati al Centro-Nord
Le anticipazioni del nuovo Monitoraggio retail 2018 presentate oggi a Milano
Milano, 20 febbraio 2019 – Continua a crescere la quota dei clienti che scelgono il mercato libero dell’energia elettrica: a fine anno 2018 le pmi sul mercato libero sono pari al 58% (4,3 milioni di utenze) e le famiglie al 46% (13,5 milioni) con picchi superiori al 50% in Umbria, Emilia Romagna
e Piemonte e un’altissima incidenza nelle fasce d’età dai 20 ai 40 anni. Non si arresta inoltre la crescita del numero delle società di vendita di energia elettrica attive, giunte a quota 554 unità (da 507 del 2017), con 290 società che operano come meri rivenditori. È quanto emerso dai primi risultati del
‘Monitoraggio dei mercati retail 2018’, anticipati oggi durante il convegno organizzato dall’ARERA a Milano “Monitoraggio retail: uno strumento per l’evoluzione del mercato”.
Durante la mattinata sono stati analizzati i dati completi del 2017 e, per la prima volta, sono state illustrate le potenzialità del nuovo monitoraggio, che sarà sottoposto a breve a una consultazione pubblica. Sfruttando il Sistema informativo integrato (SII), consentirà di comprendere con maggiore
efficacia lo sviluppo delle dinamiche concorrenziali e il livello di apertura dei mercati di energia elettrica e gas, nonché il livello di consapevolezza dei clienti, semplificando al tempo stesso gli adempimenti di venditori e distributori.
Con il nuovo monitoraggio sarà possibile inquadrare e descrivere in modo più completo e dettagliato il tipo di clientela, con cluster relativi alle caratteristiche dei clienti stessi (per esempio: età, genere, categorie commerciali o professionali delle utenze non domestiche), la zona geografica di fornitura, con focus regionali, provinciali e comunali, le offerte disponibili sul mercato (grazie alla mappatura del Portale Offerte) e le scelte operate dai clienti, il numero dei venditori, la loro dimensione e
collocazione territoriale. Infine, sarà più facile anche fruire dei nuovi dati prodotti, e della serie storica, perché saranno pubblicati con maggiore frequenza e saranno consultabili da tutti gli stakeholder in modalità open data.
Il Rapporto monitoraggio retail 2017 e il materiale del convegno sono disponibili sul sito.
www.arera.it

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Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Consumatori

Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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