“Ci saremmo aspettati un maggiore coinvolgimento degli stakeholder del settore, a fianco al ruolo tecnico dell’Enea. Non si intravede l’obiettivo politico da raggiungere sull’efficienza energetica, così come non c’è chiarezza sulla cabina di regia relativa alla riqualificazione energetica degli edifici che dovrebbe essere in capo alla Presidenza del Consiglio. Manca, inoltre, un ruolo definito e importante delle Regioni per l’efficienza energetica, per la programmazione su base pluriennale, partendo dalle risorse necessarie”.
“Quello dei fondi a disposizione è un tema rilevante. Gli investimenti per riqualificare il patrimonio energetico sono anticiclici. Si propone nel Documento- presentato nel corso dell’audizione – di portare sino al 2020 i fondi per le detrazioni fiscali del 65%. L’idea contenuta nello schema di decreto legislativo di creare un Fondo nazionale per l’efficienza energetica non è del tutto chiara. Non è chiaro se questo fondo si sostituirà alle detrazioni fiscali attualmente in vigore, e potrebbe gravare sui cittadini che dovrebbero finanziarlo tramite la bolletta del gas”.
Tra le proposte elaborate nel documento di Free ci sono: la possibilità per gli enti locali di assumere impegni di spesa per riqualificare i propri immobili; possibilità di introdurre la bancabilità delle detrazioni fiscali; un ruolo attivo delle Esco per riqualificare gli edifici pubblici; incentivi per le imprese che adottano entro 24 mesi misure per l’efficienza energetica.
Nello schema di decreto poi ci sono due commi che nulla hanno a che vedere con l’efficienza energetica, per i quali si suggerisce la soppressione: l’eliminazione indiscriminata del sistema di tariffe progressivo e l’aggiornamento per le regole per la remunerazione delle attività di sviluppo e gestione delle reti elettriche e del gas e la definizione di disposizioni per stabilire la priorità di dispacciamento all’energia prodotta dalle Fer. Questi due temi vengono demandati all’Autorità per l’energia e il gas ma devono coinvolgere gli attori del sistema.
Alla fine del documento si consiglia di definire meglio la distinzione tra certificazione energetica e diagnosi energetica degli edifici che nello schema di decreto legislativo appare sovrapposta.