L’ideale sarebbe che le scuole si attivassero per organizzare i corsi di recupero, ma in tempi di spending review, le risorse sono ridotte all’osso, per questo la spesa ricade sulle famiglie, già duramente provate dai costi di libri e corredo scolastico”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), riferendosi ad un problema che riguarda molte famiglie, in questo periodo con le pagelle in arrivo.

“Negli ultimi anni -aggiunge Dona (segui @massidona su Twitter)- il costo delle ripetizioni per uno studente delle superiori è aumentato di circa il 17,86%. Oggi per un’ora di lezione si spendono in media intorno ai 25 euro, ma sul prezzo incidono due componenti importantissime: la materia e l’insegnante. Se, per esempio, ad insegnare greco o matematica, considerate come le materie più ostiche dagli studenti, ci si rivolge ad un professore di ruolo l’ora può costare anche 35-37 euro; la spesa scende intorno ai 20-25 euro se il tutor è uno studente universitario (oppure se la materia è tra le meno impegnative). Costi variabili anche a seconda della classe dello studente: preparare un ragazzo alla maturità costerà di più che colmare le lacune di uno studente del primo anno di liceo. A volte sono gli alunni delle scuole medie ad avere bisogno di una mano per lo svolgimento dei compiti o per ripetere la lezione: in questo caso il costo oscilla tra i 10 e i 15 euro l’ora”.

“Prima di procedere nella ricerca di un professore per aiutare i figli che hanno problemi a scuola -aggiunge Massimiliano Dona- è bene verificare se lo studente ne abbia davvero bisogno: in alcuni casi basterà che si organizzi con un compagno più bravo per recuperare facilmente. Se si ritiene, invece, che il supporto esterno sia indispensabile, è necessario valutare l’opzione più adatta al ragazzo: le ripetizioni collettive, ad esempio, potrebbe invogliare lo studente a passare qualche ora in più sui libri (oltre ad essere più economiche), ma non devono diventare un elemento di distrazione. Scegliendo uno studente universitario piuttosto che un professore di liceo, poi, si può risparmiare anche il 50 per cento, così come andare a domicilio costa meno di far venire il professore a casa (a patto che non si perda troppo tempo per raggiungere la destinazione).  Anche la sharing economy potrebbe essere un’opportunità: in tempi di condivisione si potrebbero mettere al servizio di altri i propri talenti (può bastare cucire, stirare o sapere fare buone torte), in cambio di lezioni gratuite per il figlio”.