CODICI in conferenza stampa presenta il dossier “Le mani delle mafie nel cemento. A Roma appalti a rischio criminalità”. Sono intervenuti Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici e Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali dell’Associazione.

Un quadro preoccupante è quello che emerge dall’elaborazione dei dati ufficiali, derivati da fonti giudiziarie ed indagini delle forze dell’ordine, attraverso cui appare evidente come la criminalità abbia le mani nel cemento, prediligendo il settore degli appalti.

A partire da “professionisti-manager” con cui stabilisce un’interfaccia, la criminalità può condizionare il settore utilizzando diverse tecniche come la creazione di bandi su misura; l’esclusione dalle gare di soggetti anche attraverso forme di intimidazione; la presentazione di offerte plurime, ma in realtà riconducibili ad un’unica impresa; la sostituzione e la falsificazione delle offerte; l’esistenza di un “cartello” di imprese.

Questo è quello che accade all’inizio della “filiera”, praticamente può anche facilmente rilevare aziende, ditte ed imprese, spesso a conduzione personale familiare, di movimento terra, accaparrandosi così il controllo su un’ampia fetta della produzione del calcestruzzo e del cemento – Fonte D.I.A.
Spesso si tratta di piccole aziende con serie difficoltà economiche, a volte indebitate, che si rivolgono a personaggi poco trasparenti per la richiesta di un prestito. Da qui verso l’usura il passo è breve. Il titolare dell’azienda, non riuscendo a pagare gli interessi all’usuraio, “cede” una parte della propria impresa alla criminalità, la quale nel giro di poco tempo riuscirà ad impossessarsene interamente.

La dimostrazione dell’interesse crescente nel settore sono le numerose attività di prevenzione dalle infiltrazioni della delinquenza di stampo mafioso ad opera della D.I.A. In particolare la Direzione Investigativa Antimafia ha “attenzionato” più imprese impegnate nella realizzazione delle linee B1 e C della Metropolitana di Roma. Una serie di controlli ha riguardato anche i lavori per la costruzione del nuovo Centro Congressi, la cosiddetta “Nuvola Fuksas”.

Vista la crescente penetrazione delle mafie nel settore degli appalti, Codici ha così elaborato un elenco delle opere potenzialmente a rischio infiltrazione. Alcune sono costruzioni attualmente incompiute, come la “Nuvola Fuksas”, l’ “Acquario di Roma”, la “Città dello Sport”; altre in corso d’opera, come la Metro C. Codici ha, inoltre, esaminato il programma politico del neo Sindaco Ignazio Marino poco prima delle elezioni dal quale si possono ricavare i progetti di risanamento e ristrutturazione di alcuni quartieri della città e di aree da valorizzare.

Sintetizziamo:

– ristrutturare le grandi strutture dismesse: caserme e carceri, ospedali e manicomi, mattatoi e gasometri, ex depositi, mercati, ex fiera;

– risanamento dei quartieri di edilizia residenziale pubblica;

– risanamento dei quartieri della periferia di prima generazione quali Quarticciolo, San Basilio, Primavalle, Trullo, Gordiani, Pietralata;

– valorizzazione del Tevere per il tratto che ricade nel Comune di Roma;

– riqualificare e potenziare la ferrovia Roma-Lido;

– programma pluriennale di restauro delle mura Aureliane;

– interventi immediati nel paesaggio urbano: le piazze, le strade storiche, le aree pedonali, le aree sportive, i parchi, le aree verdi, le zone vicino al mare, al fiume, ai canali, al patrimonio archeologico, alle biblioteche, ai centri culturali.

– estensione della rete di illuminazione pubblica e di incremento dei punti luce, soprattutto in periferia e nelle zone di nuova urbanizzazione;

– recupero delle aree verdi pubbliche abbandonate o poco utilizzate;

– potenziamento delle strutture comunali di accoglienza di cani e gatti;

– riqualificare i 120 mercati rionali.

Queste sono le opere, presenti e future, su cui chiediamo l’istituzione di un osservatorio ed un organismo di controllo adatti affinché ci sia trasparenza nell’operato fin dal bando di gara.

Infine Codici invita le Amministrazioni a:

· una maggiore trasparenza negli appalti;

· prevedere libertà di accesso alle informazioni come previsto per l’accesso alle informazioni di natura ambientale;

· valutazione dei lavori degli uffici pubblici, snellendo la burocrazia ancora troppo farraginosa;

· trasparenza sui provvedimenti di natura emergenziale per i quali vengono assegnati appalti senza gare;

· a porre in essere un affinato organismo di controllo, sofisticato quanto le nuove tecniche usate dalle infiltrazioni, con la partecipazione della società civile

· a mettere in atto una azione che vada ad incidere contro il fenomeno di apparente clientelismo, legato a fazioni politiche, che potrebbe nascondere capitale criminale;

· a verificare la trasparenza nella pubblica amministrazione, inerente soprattutto la situazione patrimoniale di funzionari collocati in posti chiave,

· evitare norme esclusive e procedere nei bandi secondo architetture a punteggio che escludano categorie di imprese quali quelle:

– di cui non sia accertabile la titolarità in capo ad una o più persone fisiche;

– che abbiano la propria sede nei cosiddetti “paradisi fiscali”;

– che siano di recente costituzione;

– che abbiano un numero di dipendenti inferiore a standard definiti in relazione alle caratteristiche generali dell’appalto da acquisire;

Codici propone, inoltre, che tali criteri valgano obbligatoriamente per le imprese assegnatarie di subappalti.