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Droga, meglio proibire o legalizzare?

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Firenze, 26 giugno 2017. Ogni anno si “festeggia” e noi puntualmente ci domandiamo: “ma cosa ci sara’ da festeggiare, visto che e’ una débacle totale in tutto il mondo?”. Stiamo parlando della giornata di oggi, 26 giugno, che dal 1987 l’Assemblea Generale dell’ONU ha scelto per celebrare la “Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga” (1).
Sempre a margine dei programmi politici, economici e sociali dei maggiori Paesi di tutto il mondo, la politica sulle droghe si celebra una festa che e’ fatta di morti, distruzioni fisiche ed istituzionali, nonche’ umane e sociali, tutte legate al fenomeno non della droga in se’, ma al fatto che e’ proibita; partendo da un presupposto, smentito da tutte le indagini e statistiche, che quando qualcosa si ritiene che faccia male, vada proibita. E siccome la presa d’atto di questa débacle e’ diffusa ovunque, non c’e’ Paese o Continente o comunita’ in cui il divieto non abbia provocato e continui a provocare disastri di ogni tipo, compromettendo sicurezza e salute soprattutto delle generazioni piu’ giovani. Criminalita’ spicciola ed organizzata transnazionale, salute a go-go per i consumatori, sconfitte istituzionali di tutti gli organismi preposti a controllo ed applicazione di questi divieti, interi Paesi (produttori e consumatori) coinvolti. E in ognuno di questi
Paesi, i cantori dei presunti successi del proibizionismo, nonche’ il suo indurimento, continuano a farci credere il contrario solo per indecenti calcoli elettorali, che’ comunque ci sara’ sempre una fascia di super-proibizionisti ideologici -e ottusamente non informati- come vasca da cui attingere consenso per il rinnovo delle specifiche poltrone.
Ci sono delle lucine che non fanno vedere un futuro totalmente buio. Come sempre vengono da alcuni Stati degli Usa e da altri Stati (Uruguay, Portogallo, per esempio) con governi coraggiosi e attenti a salute dei cittadini e delle istituzioni. Ma sono lucine ancora troppo fioche, tant’e’ che anche a livello mediatico, una giornata come il 26 giugno diventa solo stanca, sonnacchiosa e noiosa ritualita’, dove anche i coraggiosi che combattono almeno per il rifiuto individuale, diventano inconsapevoli macchine giustificatrici di uno Stato che ha totalmente delegato loro l’assistenza ai piu’ deboli.
Per parlare del nostro minuscolo Paese (in materia siano proprio un pidocchio), fa testo che, nonostante in Parlamento la legge con piu’ firme di deputati sia quella per la riforma dell’attuale regime proibizionista, di questa legge non se ne parla se non nei consessi dei soliti ed isolati coraggiosi che sono quasi diventati dei “don chisciotte” o dei goduriosi del proprio orticello. Questo lo diciamo per manifestare la nostra totale sfiducia in materia nei confronti delle forze politiche di maggioranza in Parlamento. Sappiamo che nulla faranno, visto che, per esempio, tanti anni fa, nel secolo scorso, gli italiani approvarono un referendum per la depenalizzazione dello spinello… e tutto e’ rimasto lettera morta. Ma non demordiamo nella speranza. Siamo un Paese a ruota sia nell’Ue che nel consesso internazionale. E a ruota subiremo le conseguenze di un cambiamento e una fine del proibizionismo che e’ nella cose del nostro futuro. Al momento possiamo solo convivere
col proibizionismo cercando di farci meno male, individualmente ed istituzionalmente. Si chiama “riduzione del danno” e, al momento, sembra l’unica politica per la sopravvivenza e il futuro. Usiamola cercando di non sciuparla.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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Bonus bollette, la maggioranza ritira gli emendamenti sull’automatismo – L’appello ai presidenti delle Camere

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Rendere automatico il bonus sociale luce gas e acqua non comporta oneri per il bilancio dello Stato, mentre sosterrebbe in maniera concreta i 6 milioni di italiani in povertà assoluta.

Appello di Adiconsum a Governo e Parlamento
per l’introduzione del bonus automatico nella Legge di bilancio 

5 dicembre 2018 – I dati sulla povertà nel nostro Paese sono allarmanti: la povertà assoluta riguarda quasi 6 milioni di cittadini, con un 30% della popolazione a rischio esclusione sociale, di cui il 12,1%, cioè 1 milione e 208 mila, sono minori. Non passano inosservati anche i dati sulla povertà energetica, con il 16,1% della popolazione che non può permettersi di riscaldare adeguatamente la propria abitazione.

Non possiamo rimanere indifferenti ed inermi di fronte a questi dati – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Più volte abbiamo denunciato la farraginosità, la scarsa conoscenza e l’insufficiente estensione dell’unica misura di sostegno a favore dei poveri energetici, il bonus sociale luce  e gas.

Ecco perché – continua De Masi – abbiamo inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia, chiedendo il loro autorevole intervento per l’introduzione nel DEF delle misure necessarie a rendere automatico il bonus sociale per luce, gas e acqua.

Un automatismo – conclude De Masi – che non peserebbe sulle casse dello Stato, in quanto i bonus sono prevalentemente a carico degli utenti di luce, gas e idrico e non gravano sulla fiscalità generale. Ci auguriamo che il nostro appello venga accolto.

 
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Salta il taglio dell’iva sui pannolini. Protesta il CODACONS

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Ancora una marcia indietro da parte del Governo che danneggia i cittadini in special modo le fasce più deboli della popolazione. Lo afferma il Codacons, commentando lo stop al taglio dell’Iva per pannolini e assorbenti, con la commissione Bilancio della Camera che ha bocciato un emendamento a prima firma Francesco Boccia (Pd) che portava l’aliquota dell’Iva al 5% per “latte in polvere e liquido per neonati, prodotti alimentari per l’infanzia, pannolini, assorbenti”.

“Si tratta di una promessa non mantenuta, e di un grave dietrofront su un provvedimento che avrebbe realmente sostenuto milioni di famiglie, aiutando i ceti meno abbienti – spiega il presidente Carlo Rienzi – La manovra del Governo appare oramai sempre più schizofrenica: regala fondi a pioggia per scuole musicali, accademie, apicoltura o archivi storici, abbassa l’Iva su Spa, centri benessere e massaggi al 10%, ma dimentica di aiutare chi ha davvero bisogno di aiuto e di sostenere gli enti meritevoli di tutela. Ed è gravissimo che dopo le promesse fatte da governo e opposizione non si sia ancora approvato l’emendamento per esonerare dal contributo unificato le associazioni che svolgono attività sociale e che attraverso le loro cause difendono i diritti di milioni di cittadini”.

Per tale motivo il Codacons, dopo la lettera inviata al Presidente della Repubblica, rivolge oggi un appello ai Senatori di tutti gli schieramenti politici, affinché intervengano per ridare equità alla manovra e sanare le discriminazioni a danno dei cittadini deboli e delle Onlus, e non approvino misure prive della necessaria copertura finanziaria.

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Spesa al mercato: come risparmiare e fare buoni affari

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ADICONSUM AVVERTE

L’acquisto di frutta e verdura ha un certo peso sull’economia familiare: secondo i dati Istat, nel corso del 2017, gli italiani hanno speso mensilmente circa 63 euro di frutta e 43 di verdura.

In realtà, parte di quello che paghiamo per questi prodotti non viene neanche utilizzato: stiamo parlando di tutti quei package (buste, confezioni e altro) che, oltre a inquinare l’ambiente, finiscono per pesare significativamente sul prezzo finale del prodotto.

Tra l’altro, i package ci vincolano a dover comprare quantitativi specifici, con il rischio che parte del prodotto si rovini o vada definitivamente a male.

Una possibile soluzione? Comprare prodotti sfusi al mercato! Anche in questo caso, però, è necessario prestare attenzione e conoscere qualche trucco per fare buoni affari.

 

Consigli per gli acquisti

Per tagliare i costi, e sufficiente seguire poche regole:

  • Compra prodotti di stagione
  • Ricorda che più la filiera di trasporto è breve, più i costi ambientali e materiali diminuiscono; per questo è preferibile scegliere banchi che indichino il luogo di produzione
  • Compra frutta e verdura con meno scarto possibile (meno si butta, meglio è!)
  • È preferibile rivolgersi a un coltivatore affiliato a una grande organizzazione
  • Presentati a ridosso dell’orario di chiusura per trovare offerte last minute
  • Compra quello che ti serve nelle giuste quantità
  • Con delle buone materie prime puoi realizzare prodotti casalinghi (marmellate, salamoie, etc.), assicurati, però, di rispettare le norme igieniche.

 

Come riconoscere un buon prodotto

  • Cerca etichette che indichino la provenienza del prodotto
  • I colori di frutta e verdura devono essere vivi
  • Ricorda di lavare bene frutta e verdura: al mercato c’è spesso la cattiva abitudine di toccarla senza usare i guanti
  • Se compri prodotti in salamoia sfusi, assicurati che siano completamente sommersi dal liquido.
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