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E-cig: pratiche commerciali scorrette e commenti positivi fasulli. Aduc denuncia all’Antitrust il sito web Sedansaitalia

Diverse persone ci hanno chiesto consigli in merito ad alcune pratiche commerciali tenute dalla societa’ che gestisce il sito di vendita di sigarette elettroniche online Sedansa (www.sedansaitalia.eu)

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Le segnalazioni riguardano la mancata/ritardata consegna dei beni acquistati, la consegna di beni diversi da quelli acquistati e il mancato/ritardato rimborso in caso di inadempimento del venditore.
Dall’analisi del forum aperto in calce ad una delle lettere di segnalazione (1) abbiamo poi verificato che buona parte dei disservizi segnalati sono stati “risolti” successivamente alla pubblicazione dei singoli commenti di lamentela, segno di particolare attenzione del professionista alla propria reputazione sul web, che interviene spesso nei forum e che con insistenza chiede agli utenti di pubblicare un ulteriore commento in cui specificare che il problema e’ stato risolto.

L’analisi del sito ha poi pero’ fatto emergere un altro dato: molti dei commenti positivi pubblicati nel forum dagli utenti (almeno 49 su 148) parrebbero essere fasulli, in quanto postati da utenti registrati con nickname diversi ma provenienti dallo stesso ip. In molti casi inoltre, l’ip associato all’utente-consumatore era lo stesso associato al nickname con il quale Sedansait inseriva, nello stesso periodo, i propri post.

In un caso, dallo stesso ip parte addirittura un botta e risposta fra il finto utente e Sedansait su un lamentato inadempimento contrattuale che poi si conclude felicemente.
Sempre dallo stesso ip diversi utenti lodano Sedansait, che da quello stesso ip li ringrazia….

I commenti di utenti entusiasti pubblicati dallo stesso ip dal quale SEDANSAIT scrive hanno l’effetto di contrastare e controbilanciare le critiche negative degli altri utenti (veri) del forum, dando una immagine di puntualita’, rapidita’, efficienza della societa’ venditrice. Anche
fra gli altri post pubblicati ricorrono molto spesso lodi eccessive, poco spontanee e troppo “pubblicitarie”, lontane dai toni solitamente utilizzati dai consumatori per esprimere la propria soddisfazione online.

Una simile condotta ad avviso di Aduc e’ idonea a falsare la percezione del consumatore potenziale acquirente che faccia una ricerca online sulla societa’ prima di procedere all’acquisto, e portarlo di conseguenza a prendere una decisione economica che altrimenti non avrebbe preso.

Dalla successiva analisi del sito www.sedansaitalia.eu, abbiamo poi rilevato diverse carenze in merito alle informazioni rese al consumatore che potrebbero configurare una condotta non conforme al livello di diligenza professionale esigibile dalla societa’:
non e’ chiara l’identita’ del venditore, che in alcune pagine del sito parrebbe essere la societa’ ESIG GROUP di Cecilia Lopez, in altre la societa’ ECIG GROUP FRANCE;
manca l’informativa sul trattamento dei dati personali;
mancano le informazioni sull’esistenza e sulle modalita’ e tempi di esercizio del diritto di recesso;
manca una informativa chiara sull’esercizio del diritto di garanzia (pur essendovi una intera pagina dedicata alla garanzia, il cui contenuto e’ pero’ decisamente “sbrigativo”: “[…] Non mandate parecchie mail contemporaneamente, vengono subito cestinate […]Non bombardare di ripetute chiamate, il sistema le cancella tutte e non sarete mai richiamati)”.

Per questi motivi Aduc ha presentato una denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le seguenti pratiche commerciali ingannevoli e aggressive poste in essere dalla societa’ che gestisce il sito www.sedansaitalia.eu:
A) nella fase di pre vendita, l’aver fornito ai consumatori informazioni non veritiere in merito alla disponibilità ed ai tempi di consegna dei prodotti offerti attraverso il sito web utilizzato per l’esercizio dell’attività di vendita online, inducendo i consumatori a prendere una decisione commerciale che altrimenti non avrebbe preso dichiarando sul sito il prodotto come disponibile, salvo poi omettere la consegna ovvero ritardarla oltre i limiti di legge;
B) in fase di post vendita, l’aver reiteratamente comunicato informazioni non veritiere circa lo stato di evasione degli ordini e le effettive prospettive di consegna dei beni acquistati; l’aver omesso/ritardato la corresponsione del rimborso del prezzo nei casi di mancata consegna, comunicando informazioni non veritiere circa l’avvenuto o imminente perfezionamento delle relative operazioni; nell’aver omesso/ritardato la prestazione delle misure ripristinatorie previste dal Codice del Consumo a fronte di casi di consegna di prodotto non conforme; l’aver – in molti casi – posto essere pratiche commerciali aggressive provvedendo alla ritardata restituzione del prezzo pagato o alla ritardata consegna del bene acquistato solo successivamente alla pubblicazione sul sito Aduc della segnalazione del consumatore, chiedendo poi al consumatore di cancellare/modificare il proprio post;
C) in fase di prevendita, l’aver omesso di fornire/pubblicare informazioni rilevanti in sede di invito all’acquisto e l’aver omesso/diffuso informazioni incomplete in merito ai contenuti ed alle modalità di esercizio di diritti contrattuali, con particolare riferimento al termine ed alle modalità di esercizio del diritto di recesso e alle modalita’ di esercizio del diritto alla garanzia;
D) in fase di post vendita, l’aver insistentemente richiesto tramite email ed sms agli utenti la rettifica dei propri commenti inseriti nel forum Aduc;
E) l’aver pubblicato sul sito internet dell’Aduc falsi commenti positivi, apparentemente inviati da consumatori soddisfatti, ponendo cosi’ in essere una pratica commerciale scorretta e ingannevole finalizzata a indurre il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

Testo integrale della denuncia all’Antitrust:
http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/2014/20141024-espostoSedansaitalia.pdf

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Prima radiografia a colori 3D di un essere umano con tecnologia CERN, da Visionari

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fonte: Visionari.org

Dall’acceleratore di particelle agli ospedali: una nuova tecnica fotografica promette diagnosi più accurate e precise

Cosa succede se, invece di un’immagine radiografica in bianco e nero, il medico di un malato di cancro avesse accesso a immagini a colori che identificano i tessuti scansionati? Questa tecnica di imaging a raggi X a colori potrebbe produrre immagini più chiare e precise e aiutare i medici a fornire ai loro pazienti diagnosi più accurate.

Ciò è ora possibile grazie a un’azienda neozelandese che ha effettuato per la prima volta la scansione del corpo umano utilizzando un innovativo scanner medico a colori basato sulla tecnologia Medipix3 sviluppata dal CERN. I professori Phil e Anthony Butler delle università di Canterbury e Otago hanno trascorso un decennio costruendo e perfezionando i loro prodotti.

Medipix è una famiglia di chip di lettura per l’imaging e il rilevamento di particelle. Il concetto originale di Medipix consiste nel fatto di funzionare come una telecamera, rilevando e contando ogni singola particella che colpisce i pixel quando l’otturatore elettronico è aperto. Ciò consente di ottenere immagini ad alta risoluzione, ad alto contrasto e molto affidabili, rendendola unica per le applicazioni di imaging, in particolare in campo medico.

La tecnologia ibrida di rilevazione dei pixel è stata inizialmente sviluppata per soddisfare le esigenze di tracciamento delle particelle presso il Large Hadron Collider e le generazioni successive di chip Medipix hanno dimostrato, attraverso uno sviluppo durato 20 anni, il grande potenziale della tecnologia al di fuori della fisica ad alta energia.

MARS Bioimaging Ltd, che commercializza lo scanner 3D, è collegata alle Università di Otago e Canterbury. Quest’ultima, insieme ad oltre 20 istituti di ricerca, costituisce la terza generazione della collaborazione Medipix. Il chip Medipix3 è il più avanzato disponibile oggi e il Professor Phil Butler riconosce che “questa tecnologia differenzia la macchina a livello diagnostico perché i suoi piccoli pixel e l’accurata risoluzione energetica fanno sì che questo nuovo strumento di imaging sia in grado di ottenere immagini che nessun altro strumento di imaging può ottenere”.

La soluzione MARS accoppia le informazioni spettroscopiche generate dal rivelatore abilitato Medipix3 con potenti algoritmi per la generazione di immagini 3D. I colori rappresentano diversi livelli di energia dei fotoni a raggi X registrati dal rivelatore e quindi individuano diversi componenti delle parti del corpo come grasso, acqua, calcio e marcatori di malattie.

Finora i ricercatori hanno utilizzato una piccola versione dello scanner MARS per studiare il cancro, la salute delle ossa e delle articolazioni e le malattie vascolari che causano infarti e ictus. “In tutti questi studi, i primi promettenti risultati suggeriscono che, quando l’imaging spettrale viene usato regolarmente nelle cliniche, consentirà una diagnosi più accurata e una personalizzazione del trattamento”, afferma il Professor Anthony Butler.

Il gruppo di trasferimento delle conoscenze del CERN (Knowledge Transfer Group) vanta una lunga esperienza nel trasferimento delle tecnologie del CERN, in particolare per le applicazioni mediche. Nel caso dello scanner 3D è stato stipulato un contratto di licenza tra il CERN, per conto della collaborazione Medipix3 , e MARS Bioimaging Ltd.. Come afferma Aurélie Pezous, responsabile del trasferimento di conoscenze del CERN: “È sempre gratificante vedere che il nostro lavoro sfrutta i benefici per i pazienti di tutto il mondo. Applicazioni reali come questa alimentano i nostri sforzi per ottenere risultati ancora migliori”.

Nei prossimi mesi, i pazienti ortopedici e reumatologici in Nuova Zelanda saranno sottoposti a scansione dal rivoluzionario scanner MARS in uno studio clinico che rappresenta una novità mondiale, aprendo la strada a un uso potenzialmente routinario di questa apparecchiatura di nuova generazione.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: CERN


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Prezzi farmaci antitumorali ridotti all’80%, Antitrust accerta l’ottemperanza di Aspen

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Con un provvedimento del 13 giugno 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso il procedimento avviato nei confronti della società Aspen (appartenente ad un gruppo sudafricano) per verificare l’ottemperanza al precedente provvedimento del 29 settembre 2016.

A seguito dell’intervento dell’Autorità i prezzi di alcuni farmaci antitumorali distribuiti in Italia da Aspen sono stati ridotti da un minimo del 29% ad un massimo dell’82%. La vicenda origina dalla decisione dell’Autorità del 29 settembre 2016 di condannare alcune imprese del Gruppo Aspen (Aspen Pharma Trading Ltd., Aspen Italia s.r.l., Aspen Pharma Ireland Ltd., Aspen Pharmacare Holdings Ltd.) per un abuso di posizione dominante consistente nell’imposizione di prezzi eccessivamente onerosi, ottenuti tramite una pressione negoziale indebita nei confronti del regolatore farmaceutico AIFA in relazione ai seguenti farmaci antitumorali: Leukeran (2 mg – 25 compresse), Alkeran (50 mg/10 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile – 1 flacone), Alkeran (2 mg – 25 compresse), Purinethol (50 mg – 25 compresse), Tioguanina (40 mg – 25 compresse). Il Gruppo Aspen in quell’occasione è stato anche sanzionato per circa 5 milioni di euro. Subito dopo la decisione dell’Autorità italiana anche la Commissione Europea ha avviato un caso identico (ancora in corso) nei confronti del gruppo Aspen, relativamente alle condotte attuate negli altri 27 paesi dell’Unione Europea.

Nel corso del procedimento di ottemperanza, e a esito di una lunga fase negoziale avviata a seguito del provvedimento del settembre 2016, nel mese di aprile 2018 Aspen e AIFA hanno raggiunto un nuovo accordo finalizzato alla definizione dei prezzi dei farmaci antitumorali. Preso atto che si tratta di prezzi definiti sulla base della regolazione vigente e che l’applicazione di tali prezzi avrà efficacia retroattiva a partire dalla data in cui è stata accertata la natura abusiva dei vecchi prezzi (29 settembre 2016), l’Autorità ha quindi deciso di chiudere il procedimento e accertare l’ottemperanza del gruppo Aspen alla sua decisione.

Roma, 5 luglio 2018

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Salute

Slime cancerogeni Basta rischi per i bambini. MDC presenta un esposto in Procura

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Il 13 giugno sul sito del Ministero della salute è stato pubblicato un comunicato  – ripreso dai principali organi di stampa nazionali – con cui è stato disposto il ritiro dal commercio del giocattolo “Slime“ del marchio Every srl,  prodotto in Cina, in quanto pericoloso per la salute dei bambini, ed a rischio  “chimico/cancerogeno.

Di tale prodotto, già con  nota dello stesso Ministero della Salute,  Prot. 0015058 del 21/05/2018,  era stata vietata la vendita a durata illimitata:  ciononostante,  alcuni barattoli sarebbero stati comunque venduti.

Lo slime, letteralmente melma, è un gioco per bambini che se maneggiato a lungo, potrebbe sprigionare  sostanze pericolose capaci di provocare allergie e problemi alle vie respiratorie.

 

Dai test effettuati presso un laboratorio certificato MTC INTERCERT, su richiesta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli-Ufficio delle Dogane Milano 3, infatti, è stata rilevata la presenza di Boro e Cromo VI superiore ai limiti previsti dalla UNI EN 71-3 Cat.

Già l’ANSES francese aveva messo in allarme i consumatori spiegando che per rendere l’impasto più morbido, spesso si aggiunge allo slime un sostanza tossica, il più delle volte acido borico o suoi derivati, e che la manipolazione regolare da parte dei bambini può comportare  rischi “per la fertilità e lo sviluppo embrio-fetale”.

 

<<È l’ennesimo caso di giochi pericolosi per bambini messi in commercio senza cautele ed i doverosi controlli preventivi>> ha dichiarato il Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo.

 

L’associazione di consumatori attiva da anni su giochi e tutela dei minori, ricorda lotti ritirati dal Ministero  riguardano tre diversi prodotti: Barrel-O-Slime, Every Noise, Putty e riportano in etichetta  i seguenti codici a barre:

  • Codice a barre 94199019090 07 (codice AZ900);
  • Codice a barre 94199019090 14(codice AZ901);
  • Codice a barre 9419901 9900 05 (codice AZ900P);
  • Codice a barre 94199019090 21 (codice AZ902)

Come si evince dai dati riportati l’uso, sprigionando sostanze tossiche, può comportare gravi danni fino al rischio di sviluppare patologie cancerogene.

In ragione della gravità dei fatti e dell’importanza del bene tutelato, nonché della categoria di soggetti coinvolti dalla messa in commercio e dal conseguente uso di tali prodotti,  il Movimento Difesa del Cittadino, attraverso l’Avv. Irene Coppola,  ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Roma chiedendo ai magistrati di avviare le opportune indagini e di valutare la sussistenza di ipotesi delittuose riconducibili  ai reati di immissione nel mercato di prodotti pericolosi.

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