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E-commerce, decalogo per acquistare in sicurezza sotto l’ombrellone

Gli italiani non rinunciano allo shopping on-line neanche sotto l’ombrellone: i consigli dell’Unione Nazionale Consumatori per acquisti sicuri e consapevoli.

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“Non solo vacanze, ma anche tecnologia, abbigliamento, libri, biglietti per i concerti e prodotti alimentari: il successo dello shopping on-line non si arresta neanche in vacanza grazie alla diffusione di smartphone e tablet, che permettono di fare acquisti con un semplice clic, comodamente sdraiati sotto l’ombrellone”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), parlando di e-commerce e sicurezza sul web.
“Internet è semplice, veloce e comoda, come ho sottolineato più volte nel mio libro ‘Aggiungi al carrello. Shopping on-line: sopravvivere agli inganni e alle dipendenze del web’, scritto a quattro mani con la psicologa Paola Vinciguerra per Minerva Edizioni -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)- ma è fondamentale non lasciarsi sopraffare dagli acquisti di impulso, accecati dalla voglia di fare l’affare a tutti i costi o, come ha ben spiegato la dottoressa Vinciguerra, cercando di colmare un vuoto esistenziale e affettivo con oggetti materiali. Per questo, il primo consiglio (e vale per il negozio sotto casa e ancor più in Rete, dove l’acquisto di impulso è ancora più facile) è chiedersi se si sta realmente acquistando ciò di cui si ha bisogno, senza farsi prendere dalla fretta, su cui molti siti giocano, puntando sul lato emotivo dell’acquisto”.
“Prima di procedere nell’acquisto -prosegue l’avvocato Dona- è sempre bene confrontare le varie offerte, cercando anche in Rete maggiori dettagli sui prodotti/servizi e la reputazione del venditore; controllate, poi, il prezzo finale del prodotto o servizio comprensivo di spese di spedizione e altri costi aggiuntivi (è illegittima la maggiorazione per l’uso della carta di credito) e ricordate che anche comprando on-line vale il diritto di recesso, da esercitare entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto o dalla sottoscrizione del contratto”.
Per avere maggiori informazioni per acquisti sicuri leggi Dieci regole per l’e-commerce.
“Un discorso a parte va fatto sui metodi di pagamento -aggiunge Massimiliano Dona- gli utenti internet stanno lentamente abbandonando i metodi più retrò come il bonifico e il contrassegno, a favore delle carte prepagate, che rappresentano la modalità più utilizzata in Italia per questo genere di transazioni; in futuro potrebbero avere un grande sviluppo anche i pagamenti mobile, ma ancora oggi il fenomeno è poco diffuso. Per quanto riguarda la sicurezza, in generale possiamo dire che non è rischioso usare la carta di credito su internet se il sito di shopping è affidabile; per questo è importante che il sito utilizzi un’efficace tecnologia di protezione: è bene, dunque, verificare che nella barra degli indirizzi, l’URL inizi con ‘https’ (indica trasferimenti riservati di dati nel web) e che nella parte inferiore destra della schermata appaia un lucchetto chiuso. Infine, nella scelta del sistema di pagamento on-line ogni consumatore deve fare una riflessione sulle proprie esigenze: se non si ha un’entrata fissa mensile, ad esempio, è meglio preferire la prepagata alla carta di credito; se si acquista un servizio che si paga periodicamente, viceversa, è consigliabile la carta di credito perché la prepagata deve essere ricaricata, pagando una commissione.”
Per saperne di più sui sistemi di pagamento leggi Pagamenti on-line, quale scegliere?
Per segnalarci un problema di e-commerce, utilizza il nostro Sportello Acquisti on-line

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Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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Cambio operatore telefonico| MDC : caos portabilità AGCOM garantisca tempi certi e indennizzi agli utenti coinvolti.

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Evidentemente non sono bastate le multe per la fatturazione 28 giorni e quelle per la minaccia di iscrizione a inesistenti banche dati morosi irrogate da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Antitrust alle principali compagnie telefoniche per far rispettare i consumatori italiani.

Come denuncia il Movimento Difesa del Cittadino l’Annus horribilis degli utenti della telefonia continua ancora per migliaia di utenti infuriati a causa dei ritardi della migrazione del proprio numero verso Iliad ed altri nuovi operatori da parte degli incumbents.

È soprattutto il caso Vodafone a tenere banco in queste ore, con numerosi clienti di fatto irraggiungibili a causa dei gravi rallentamenti nella trasmissione del proprio numero di cellulare dalla compagnia al nuovo operatore prescelto dal consumatore.

Come sottolineato da MDC, al danno per la irreperibilità si aggiunge la beffa di dover tollerare scuse banali come l’errore nella trascrizione del proprio codice fiscale e continui rimpalli della responsabilità tra vecchio e nuovo operatore.

Per il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo è urgente un intervento di AGCOM per garantire il sacrosanto diritto degli utenti alla Mobile Number Portability oltre ad una istruttoria sulla plateale violazione di quanto stabilito nella Delibera 147/11/CIR e connesso diritto dei clienti di ricevere il pagamento degli indennizzi previsti dall’articolo 14 pari a € 2,5 per ogni giorno lavorativo di ritardo fino ad un massimo di € 50,00 che dovrà versare l’operatore ricevente che a sua volta si rivarrà poi sul donating.

Tutta la rete del Movimento si sta attivando in queste ore per supportare i reclami dei consumatori e garantire il pagamento delle somme dovute.

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