Il XXI secolo è stato caratterizzato da una modifica delle abitudini da parte dei consumatori in merito agli acquisti e al modo di approcciarsi al mercato. Il consumatore ha modificato il suo modo di approcciarsi al cibo; se con il boom economico si era indirizzato il ricorso ai grandi centri di distribuzione ora si sta orientando verso l’acquisto a chilometro zero, al discount e all’acquisto online; scelte sicuramente contrastanti ma in linea con la crisi economica e finanziaria che sta caratterizzando il periodo.
Una tecnica innovativa e totalmente differente da quelle tradizionali è quella dell’e-commerce, dove il rapporto privilegiato tra consumatore e venditore viene messo in secondo piano, quasi scomparendo del tutto.
L’e-commerce e l’utilizzo egli strumenti multimediali ( soprattutto multicanali), sono, infatti, di certo le forme più innovative e di tendenza in questo periodo, a causa o per merito della globalizzazione. Il web 2.0 e l’e-commerce forniscono al consumatore maggiori informazioni per la scelta di un prodotto. Permettono di confrontare prodotti e prezzi attraverso i siti e verificare la maggiore convenienza. Questi nuovi strumenti soddisfano la necessità, quindi, dei consumatori di conoscere lo scenario globale, ma presentano numerose criticità, prima fra tutto la non possibilità di esaminare il prodotto acquistato. Un’azione, che resta ancora oggi primaria nei consumatori, è quella di esaminare in prima persona i prodotti che s’intendono acquistare, usando tutti e cinque i sensi. L’acquisto virtuale inoltre limita il momento di convivialità che si era instaurato per gli acquisti importanti che comportava l’incontrarsi con amici e confrontare le idee con qualche ulteriore commento prima i decidere, tutto poi concluso con una puntata al bar.
Tali fattori possono soffrire d’influenza negativa sulla decisione dei consumatori di fare acquisto online, tanto è vero che l’Italia è in grave ritardo e anche la normativa a tutela dei consumatori ancora non tutela la categoria in modo globale.
Anche se ancora poco utilizzato, il dato che viene fuori dai diversi studi realizzati è significativo :’e-commerce in Italia vale 13,2 miliardi di euro ed è cresciuto in un anno del 17%, ma solo il 6% delle aziende opera sul web
Sintesi dell’indagine elaborata dalla testata Giornalistica frodi alimentari in collaborazione con MDC
Ma cosa ne pensano gli italiani e come si approcciamo agli acquisti sul web? A questo quesito si è cercato di dare una risposta attraverso un’indagine conoscitiva, su un campione non rappresentativo di acquirenti, focalizzando l’attenzione sugli acquisti di prodotti agroalimentari e alimentari.
Al fine di rendere l’indagine più facilmente comprensibile e fruibile è stata realizzata attraverso la somministrazione di un questionario.
Tra i diversi strumenti utilizzati dalla ricerca sociologica, il questionario è quello più efficiente per un numero elevato di partecipanti, soprattutto se poi per la somministrazione si presceglie il web.
Questo tipo di somministrazione consente di contattare i destinatari in pochi minuti e di ottenere delle risposte in un tempo limitato e a costi contenuti
Non avendo informazioni sulla dimensione della popolazione si è pensato di considerare la popolazione infinta per la quale a un livello di confidenza del 95% con errore massimo ammissibile dl 5% della numerosità campionaria richiesta che è stata pari a 1265
•​Periodo di somministrazione questionario 1 maggio 2014 – 30 ottobre 2014-11-10
•​tipologia di campione: casuale misto strumento utilizzato: questionario strutturato a risposte multiple
•​n. domande: 17 domande
•​metodologia di somministrazione: online realizzata dalla testata giornalistica www.frodialimentari.it e dal MDC
•​ il campione: di tipo casuale e non rappresentativo e stato pari a 1265
Risultati ottenuti

Il 64% del campione ha acquistato prodotti online, il 18% mai e il 14% li ha acquistati ma non lo farà mai più. Inoltre il 57% risulta essere di sesso femminile, di un’età che varia fra i 30-60 anni.
Questi dati, relativi alla parte anagrafica è fondamentale in quanto permette ponderare e correlare meglio i dati.
È interessante infatti constatare come il 64% del campione ha acquistato almeno una volta un prodotto dal web, e come per ben il 14% dopo questa esperienza non ha intenzione di ripetere l’esperienza.
La motivazione è rinvenibile per il 32% alla poca corrispondenza fra ciò richiesto e quello poi ottenuto, per il 12,4% la complessità nel completare l’acquisto (la procedura è troppo lunga e poco lineare), infine per il 30% della mancata possibilità di conoscere la qualità del prodotto e quindi la paura di non ricevere un prodotto di qualità.

Nel novero dei prodotti/ servizi prescelti dal campione inserito nella ricerca i viaggi (com’è anche dai dati ufficiali) sono i prodotti maggiormente prescelti (20%), seguito a prodotti alimentari e abbigliamento (11%)

Se si correla la variabile età e sesso, occorrono egli spostamento nelle percentuali, il campione femminile preferisce (età che va da 25- 45) acquistare prodotti alimentari a discapito di altri, diminuisce la percentuale relativa ai viaggi (18%) e sale quella relativa al cibo (13%)

Diverso ancora se si correla la variabile maschio di età che varia fra i 18-35 anni, in questo caso, i prodotti preferiti per gli acquisti sul web sono i cellulari, tablet etc 35%, mentre scende quello legato al cibo 8%.
Entrando nello specifico degli illeciti, il 40% del campione afferma di averne subito almeno uno, il 34% non ne ha mai sentito mentre il 13% anche se l’ha subito non se ne è accorto, oppure non lo sa.

I prodotti acquistati che sono stati meno conformi, meglio non rispondenti a quelli acquistati sono stati per il 23% viaggi e vacanze, seguito dal 19% per tablet cellulari, pc e dai generi alimentai 16%.

Se si analizza in modo dettagliato il comparto agroalimentare, si evidenzia come i consumatori che hanno subito frodi sono il 31% (quindi la percentuale scende di 7 punti)

Nello specifico dei prodotti agroalimentari più oggetto di frode sono stati per il 16% prodotti a marchio dop igp, seguiti per il 12% semilavorati (conserve, sughi pronti etc insaccati) e i prodotti tipici per il 32% (prodotti della tradizione locale e regionale)

Ancora più nel dettaglio, sono i formaggi, i prodotti che risultano essere più contraffatti e meno corrispondenti alla realtà 32% seguito per il 12% dalle creme spalmabili, dal 10% salumi, 7% altro.
L’area regionale italiana dove si fanno più acquisti online e-commerce è il nord con il 38% seguito dal sud 25% Centro, 15% e Isole per il 12% .
Le principali frodi che sono state rilevate, sempre sono dovute per il 45% alla mancata consegna o invio del prodotto acquistato, seguito dalla difformità di quanto acquistato per 23% , mentre per il 12% dei consumatori il prodotto acquistato è arrivato con data di scadenza superata. Per il 10% la quantità era minore di quella che si aspettavano.