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E se il futuro si chiamasse proprio Blockchain?

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Fonte: Visionari.org

Il fenomeno delle criptovalute potrebbe aver semplicemente scoperchiato un “vaso di Pandora” chiamato Blockchain.

Nel 500d.c. sull’isola di Yap, in una regione dell’attuale Oceania, alcune popolazioni incominciarono a sviluppare un sistema economico che consentisse di effettuare scambi economici e transizioni con facilità. Poiché la moneta di scambio di quel tempo era costituita da pietre pesanti tonnellate, si ideò un sistema di scambio che evitasse di doverle spostare di proprietà in proprietà.

Ogni abitante avrebbe tenuto un registro dove annotare la proprietà di ogni singola pietra, e quando si fosse presentata la necessità di regolare una transazione commerciale, avrebbe provveduto ad aggiornare il proprio registro invitando anche tutti gli altri abitanti dell’isola ad effettuare la stessa operazione. Così facendo il controllo delle transazioni non era più nelle nelle mani di una autorità centrale, ma regolarizzato da ogni singolo registro dei cittadini.

Per utilizzare una terminologia moderna, svilupparono un sistema economico basato sulla Blockchain.

Aree di impatto possibili della tecnologia BlockChain.(fonte: Google)

La cyber-sicurezza soprannominata Blockchain

Mentre le valute criptovalute quali BitcoinWavesLitecoin talvolta subiscono fluttuazioni e crolli non indifferenti, la tecnologia che vi si cela alle spalle, ovvero la blockchain, finora ha resistito con successo ad attacchi informatici per più di 8 anni. Questo è il motivo per cui alcune delle più grandi aziende come Lockheed Martin hanno deciso di scommettere sulla blockchain per la rilevantissima questione cybersecurity.

Si stima, infatti, che il costo della sicurezza informatica, atta a tentare di ed evitare cyber-attacchi, si aggiri intorno a $18,5 miliardi di dollari all’anno. Utilizzando una tecnologia del tipo blockchain tale costo potrebbe ridursi drasticamente. Proprio per tale ragione numerose aziende hanno esplorato i vantaggi della blockchain per risolvere alcuni degli odierni problemi di cyber-sicurezza.

Guardtime, fondata dal crittografo estone Ahto Buldas, è una startup per lo storage e la sicurezza di dati che esiste dal 2007. Ora sta puntando sulla tecnologia blockchain per proteggere i dati più sensibili. L’azienda ha già utilizzato la tecnologia blockchain per creare una Keyless Signature Infrastructure (KSI), in sostituzione della più tradizionale Public Key Infrastructure (PKI), che utilizza la crittografia asimmetrica e una cache delle chiavi pubbliche gestita da un’Autorità di Certificazione centralizzata (CA).

Guardtime è cresciuta fino a diventare “la più grande azienda al mondo per fatturato, numero di addetti e distribuzione effettiva dei clienti”, come si legge su Forbes. Nel 2016 l’azienda ha raggiunto un risultato incredibili riuscendo a proteggere circa 1 milione di dossier sanitari dell’Estonia con la sua tecnologia.

Oltre a rendere più sicure le transazioni e il flusso di dati in rete, la Blockchain potrebbe anche rappresentare la chiave per la nascita di una futura cyber-identità inviolabile. (Credit: Shutterstock)

Anche REMME con un sistema di sicurezza basato sulla blockchain ha permesso alle aziende di autenticare utenti e dispositivi senza necessità di una password. Eliminando il fattore umano dal processo di autenticazione, ha impedito così che si trasformi in un potenziale vettore di attacco. Alex Momot, fondatore e CEO di REMME, afferma che l’uso di semplici login e un’architettura centralizzata sono una grande debolezza dei sistemi tradizionali. Non importa quanto denaro un’azienda spenda per la sicurezza, tutti questi sforzi sono vani se clienti e dipendenti usano password facili da crackare. La blockchain si assume la responsabilità di fornire loro un’autenticazione più sicura.

Anche moderni colossi della tecnologia informatica, quali Facebook e WeChat potrebbero essere interessati ad una sicurezza informatica basata su Blockchain.

L’integrazione della messaggistica con un criptazione più sicura potrebbe permettere di risolvere eventuali problemi basati sull’elaborazione di meta-dati delle immagini .

L’Obsidian Messenger, da questo punto di vista, è un passo avanti i grandi colossi della messaggistica.Utilizza infatti una rete decentralizzata basata su blockchain, che non può essere censurata o controllata da nessuna singola fonte. Inoltre, i meta-dati delle comunicazioni sono sparsi attraverso i vari blocchi della “catena” e non possono essere raccolti in un unico archivio centrale.

Il che non rappresenta solamente un sinonimo di sicurezza ma anche di diminuzione della necessità di oggetti fisici per lo storage dei dati. Nel momento in cui ogni singolo PC, server, smartphone, entra a far parte di un tale blocco di memorizzazione basato sulla Blockchain, i dati “scompaiono” fisicamente per essere ridistribuiti equamente tra i singoli.

Blockchain e la sua espressione logistica nell’IoE

In diversi settori industriali e non, è in corso la sperimentazione della nuova tecnologia Blockchain che potrebbe aiutare a migliorare la sicurezza e l’affidabilità delle transazioni. Ne è un esempio il settore assicurativo all’interno del quale la Blockchain trova ampia diffusione sotto il nome si smart contracts, ossia, protocolli informatici che facilitano, verificano, o fanno rispettare la negoziazione di un contratto, effettuando in modo automatico ogni clausola contrattuale.

La Blockchain sta riscuotendo anche un inequivocabile successo nell’industria IoT e sull’ascendente industria 4.0 per il suo approccio end-to-end ai dati. E naturalmente anche le evoluzioni nella logistica. Sia nell’industria 4.0 che nella logistica intelligente non ci si concentra solo sul modello dati end-to-end, ma anche sulle decisioni autonome.

Il flusso di comunicazione e la logistica sono un aspetto essenziale dell’esistenza umana che costituisce la spina dorsale del trasferimento di beni, servizi e valore.

John Monarch, CEO di ShipChain, osserva che il settore della logistica occupa la maggior parte delle persone al mondo. Spiega che, man mano che questo settore si è espanso nel corso dei millenni, ha richiesto l’innovazione per scalare e sostenere la praticità per la crescente popolazione umana. Questo sta accadendo di nuovo ora, con la quarta rivoluzione industriale.

I dispositivi collegati che ruotano attorno all’Internet del Tutto (IoE) necessitano di un livello di sicurezza più elevato. La tecnologia Blockchain è una soluzione ineguagliabile a questo proposito, perché fornisce la migliore protezione attraverso libri contabili distribuiti, crittografia avanzata, smart contracts e intermediari ridotti.

Egli conclude che, una volta che le reti blockchain iniziano a compiere i primi passi a livello di mercato di massa, risparmieranno all’industria commerciale internazionale almeno 50 miliardi di dollari l’anno. E alla maturità, la tecnologia Blockchain potrebbe risparmiare all’industria logistica circa 500 miliardi di dollari all’anno.

È inoltre necessario menzionare anche applicazioni del settore non logistico, riguardanti l’energy storage negli smart buildings, che insieme alle applicazioni smart city potrebbero mostrarci il nuovo volto delle città del futuro.

Tra le principali evoluzioni nella gestione dell’energia degli edifici e dell’edilizia vi è la sicurezza energetica, come in molti altri settori in cui l’IoT entra in gioco.

La registrazione delle transazioni autonome e macchina-macchina relative all’uso dell’energia elettrica è un’altra applicazione della Blockhain che sfrutterebbe le opportunità offerte dalla piattaforma digitale e i modelli di business in evoluzione per tracciare le transazioni sulla smart grid (NIST). Un caso attivo a Brooklyn dimostra l’uso della Blockchain per la produzione e scambio peer-to-peer locale dell’energia elettrica.

Fare un passo in avanti attraverso l’ industria energetica, la produzione/progettazione di prodotti intelligenti con le tecnologie digitali, l’industria logistica mostra come l’Internet delle Cose e la Blockchain in una prospettiva molto più ampia offriranno possibilità che fanno sembrare le principali aree di intervento odierne applicazioni preistoriche.

La Blockchain racconta la DigitalTown

Potrà, in un futuro prossimo, la distribuzione dell’informazione rappresentare un occasione per migliorare la collaborazione pubblico-privato? (Credit:Google)

Il concetto di smart city è diventato molto popolare negli ultimi anni poiché racchiude diverse dimensioni a seconda del significato della parola “smart”. Tali città sfruttano applicazioni innovative e nuovi tipi di tecnologie dell’informazione e della comunicazione per supportare la condivisione comunitaria.

Molte città si definiscono “smart” quando racchiudono in sé alcune delle più note tecnologie caratterizzanti l’epoca moderna, come ad esempio la connettività a banda larga, l’integrazione digitale e permettono alla ricerca di progredire. Ciò che accomuna tutte le smart city è che esse traggono enormi vantaggi da applicazioni innovative di nuovi tipi di Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) al fine di supportare la condivisione comunale.

Per tale ragione, le smart city non possono non sposarsi con l’avvento di tecnologie innovative che forniscono loro nuova “vita”, rendendole sempre più intelligenti.

La Blockchain né è esempio lampante. Già nel settembre 2017 una compagnia chiamata DigitalTown iniziò ad assorbire completamente la tecnologia Blockchain al fine di creare una piattaforma di condivisione per i cittadini di delle smart city de futuro.

DigitalTown, fornitore leader di soluzioni per portali smart city ha lanciato un registro distribuito basato su una blockchain per la gestione della proprietà condivisa di ogni città presente nella sua rete globale di portali urbani. Essa ritiene che tale iniziativa darà vita ad una nuova era di collaborazione pubblico-privato per lo sviluppo di economie locali fiorenti.

Rob Monster, CEO di DigitalTown, ha commentato sul lancio: “Dall’avvento della ricerca online, istituzioni locali e regionali come comuni, camere di commercio, uffici congressi e visitatori, organizzazioni di marketing di destinazione, associazioni di categoria, così come altre istituzioni locali sono stati in competizione tra loro per il posizionamento nei motori di ricerca.”

La piattaforma di DigitalTown SmartCity mira a fornire alle città gli strumenti necessari per competere e vincere nell’era digitale. Tali strumenti comprendono:

  • Un Single Verified Login per le smart city: il DigitalTown SmartWalletsingle-sign-on fornisce ad ogni cittadino registrato un login verificato gratuito con il quale è possibile connettersi in modo sicuro e effettuare transazioni sia a livello locale che globale attraverso i servizi pubblici e privati dello shopping locale, prenotando un tavolo presso un ristorante per iscriversi ad eventi e attività ricreative.
  • Un punto vendita per ogni impresa: DigitalTown fornisce soluzioni integrate per il commercio locale attraverso rivenditori, fornitori di servizi, ristoranti e alloggi. Le imprese registrate possono assicurarsi un punto vendita gratuito con il quale iniziare immediatamente le transazioni.
  • Una piattaforma sicura per l’innovazione locale: gli sviluppatori di software in una città possono utilizzare l’interfaccia del programma applicativo (API) di DigitalTown senza alcun costo. Durante la London Tech Week nel giugno 2017, alla quale hanno partecipato più di 50.000 delegati da Londra e dall’estero, quasi 400 sviluppatori hanno partecipato alla Smart London global Hackathon sponsorizzata da DigitalTown.

La BlockChain sbarca anche nello spazio

Una presentazione della NASA intitolata “Bitcoin, Blockchains e Efficient Distributed Spacecraft Mission Control” ha approfondito l’impatto che la tecnologia Blockchain potrebbe avere in missioni spaziali, i cui veicoli presentavano più moduli di trasporto.

In particolare, nel programma SensorWeb della NASA, che sviluppa un ambiente operativo in grado di garantire l’interconnessione di una vasta gamma di sensori satellitari, potrebbero essere utilizzati smart contracts basati sulla Blockchain di Ethereum. Le tecnologie di intelligenza artificiale (AI) e Blockchain potrebbero essere ulteriormente integrate insieme per rendere le reti di sensori spaziali più efficienti e reattive.

La NASA ha infatto assegnato una borsa di studio di circa 330 mila dollariall’assistente dell’Università di Akron (UA), il Professore Jin Wei, al fine di implementare un’AI basata sulla Blockchain che potesse essere installata su veicoli in missioni nello spazio profondo, in cui i ritardi delle comunicazioni sono rilevanti. Tale AI dovrebbe garantire l’autonomia e l’integrità del veicolo dinanzi a potenziali pericoli.

“Spero di sviluppare una tecnologia in grado di riconoscere le minacce ambientali ed evitarle, oltre a completare automaticamente una serie di compiti. Sono onorato che la NASA abbia riconosciuto il mio lavoro e sono entusiasta di continuare a sfidare la capacità della tecnologia di pensare e fare da sola,” ha dichiarato Professore Jin Wei, assegnatario della borsa.

CubeSats lanciato al di fuori della Stazione Spaziale Internazionale nel maggio 2017. (fonte: NASA)

Nel campo delle applicazioni “spaziali”, però, si distingue anche un’altra grande azienda, la Space Chain, nata con lo scopo di esportare il sistema di backup di dati sensibili, tramite la tecnologia Blockchain, in una rete satellitare composta da CubeSat.

Per le startup basate sulla Blockchain che aspirano a creare applicazioni decentralizzate, il predominio delle grandi compagnie (quali Google e Facebook) nel settore pone un grave problema, ritiene Zheng Zuo, il 25enne CEO di Space Chain. Lanciata nel mese di aprile, l’azienda con sede a Singapore vuole spendere i propri satelliti per creare quella che Zheng pensa diventerà una vera e propria rete decentralizzata di “distribuzione dati.”

Se tutto andrà come previsto, Space Chain lancerà il suo primo CubeSat nello spazio il prossimo febbraio. Il satellite inaugurale utilizzerà la rete Qtum, una rete blockchain simile all’Ethereum sviluppata da uno degli investitori e partner di Space Chain, la Fondazione Qtum. Il CubeSat della società prevede di gestire un nodo Qtum dallo spazio.

“Il governo cinese è interessato a sviluppare in questo momento le possibili applicazioni spaziali della Blockchain,” afferma Zheng. “Speriamo di poter continuare su questa strada.” E non solo le applicazioni spaziali: nel programma strategico nazionale, la Cina ha già annunciato di voler studiare l’utilizzo della tecnologia per la gestione fiscale del Paese.

Il futuro si chiamerà BlockChain?

È evidente come le applicazioni della Blockchain stanno di gran lunga superando tutte le nostre più fervide previsioni. Dallo spazio profondo all’utilizzo per la protezione di dati sensibili, dai sistemi di salvaguardia dell’identità a quelli di voto, passando per la rivoluzione nel settore della logistica fino ad arrivare in città intelligenti in cui la comunicazione, la vendita, le transizioni, l’organizzazione, porteranno un solo e comune marchio: Blockchain.

Il fenomeno delle criptovalute ha davvero portato a galla un nuovo metodo di concepire la comunicazione, la cyber-sicurezza, lo storage dei dati sensibili, l’analisi e la protezioni di meta-dati e big data. Se si pensa che nel settore dell’AI si sta iniziando a concepire un sistema di interconnessioni basato sulla Blockchain in cui con una discreta connessione si avrà a disposizione un’enorme capacità smisurata di analisi intelligente dei dati, alcuni dei più grandi campi di ricerca moderna potrebbero trarne davvero vantaggi non indifferenti.



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Bonus bollette, la maggioranza ritira gli emendamenti sull’automatismo – L’appello ai presidenti delle Camere

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Rendere automatico il bonus sociale luce gas e acqua non comporta oneri per il bilancio dello Stato, mentre sosterrebbe in maniera concreta i 6 milioni di italiani in povertà assoluta.

Appello di Adiconsum a Governo e Parlamento
per l’introduzione del bonus automatico nella Legge di bilancio 

5 dicembre 2018 – I dati sulla povertà nel nostro Paese sono allarmanti: la povertà assoluta riguarda quasi 6 milioni di cittadini, con un 30% della popolazione a rischio esclusione sociale, di cui il 12,1%, cioè 1 milione e 208 mila, sono minori. Non passano inosservati anche i dati sulla povertà energetica, con il 16,1% della popolazione che non può permettersi di riscaldare adeguatamente la propria abitazione.

Non possiamo rimanere indifferenti ed inermi di fronte a questi dati – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Più volte abbiamo denunciato la farraginosità, la scarsa conoscenza e l’insufficiente estensione dell’unica misura di sostegno a favore dei poveri energetici, il bonus sociale luce  e gas.

Ecco perché – continua De Masi – abbiamo inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia, chiedendo il loro autorevole intervento per l’introduzione nel DEF delle misure necessarie a rendere automatico il bonus sociale per luce, gas e acqua.

Un automatismo – conclude De Masi – che non peserebbe sulle casse dello Stato, in quanto i bonus sono prevalentemente a carico degli utenti di luce, gas e idrico e non gravano sulla fiscalità generale. Ci auguriamo che il nostro appello venga accolto.

 
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Salta il taglio dell’iva sui pannolini. Protesta il CODACONS

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Ancora una marcia indietro da parte del Governo che danneggia i cittadini in special modo le fasce più deboli della popolazione. Lo afferma il Codacons, commentando lo stop al taglio dell’Iva per pannolini e assorbenti, con la commissione Bilancio della Camera che ha bocciato un emendamento a prima firma Francesco Boccia (Pd) che portava l’aliquota dell’Iva al 5% per “latte in polvere e liquido per neonati, prodotti alimentari per l’infanzia, pannolini, assorbenti”.

“Si tratta di una promessa non mantenuta, e di un grave dietrofront su un provvedimento che avrebbe realmente sostenuto milioni di famiglie, aiutando i ceti meno abbienti – spiega il presidente Carlo Rienzi – La manovra del Governo appare oramai sempre più schizofrenica: regala fondi a pioggia per scuole musicali, accademie, apicoltura o archivi storici, abbassa l’Iva su Spa, centri benessere e massaggi al 10%, ma dimentica di aiutare chi ha davvero bisogno di aiuto e di sostenere gli enti meritevoli di tutela. Ed è gravissimo che dopo le promesse fatte da governo e opposizione non si sia ancora approvato l’emendamento per esonerare dal contributo unificato le associazioni che svolgono attività sociale e che attraverso le loro cause difendono i diritti di milioni di cittadini”.

Per tale motivo il Codacons, dopo la lettera inviata al Presidente della Repubblica, rivolge oggi un appello ai Senatori di tutti gli schieramenti politici, affinché intervengano per ridare equità alla manovra e sanare le discriminazioni a danno dei cittadini deboli e delle Onlus, e non approvino misure prive della necessaria copertura finanziaria.

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Spesa al mercato: come risparmiare e fare buoni affari

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ADICONSUM AVVERTE

L’acquisto di frutta e verdura ha un certo peso sull’economia familiare: secondo i dati Istat, nel corso del 2017, gli italiani hanno speso mensilmente circa 63 euro di frutta e 43 di verdura.

In realtà, parte di quello che paghiamo per questi prodotti non viene neanche utilizzato: stiamo parlando di tutti quei package (buste, confezioni e altro) che, oltre a inquinare l’ambiente, finiscono per pesare significativamente sul prezzo finale del prodotto.

Tra l’altro, i package ci vincolano a dover comprare quantitativi specifici, con il rischio che parte del prodotto si rovini o vada definitivamente a male.

Una possibile soluzione? Comprare prodotti sfusi al mercato! Anche in questo caso, però, è necessario prestare attenzione e conoscere qualche trucco per fare buoni affari.

 

Consigli per gli acquisti

Per tagliare i costi, e sufficiente seguire poche regole:

  • Compra prodotti di stagione
  • Ricorda che più la filiera di trasporto è breve, più i costi ambientali e materiali diminuiscono; per questo è preferibile scegliere banchi che indichino il luogo di produzione
  • Compra frutta e verdura con meno scarto possibile (meno si butta, meglio è!)
  • È preferibile rivolgersi a un coltivatore affiliato a una grande organizzazione
  • Presentati a ridosso dell’orario di chiusura per trovare offerte last minute
  • Compra quello che ti serve nelle giuste quantità
  • Con delle buone materie prime puoi realizzare prodotti casalinghi (marmellate, salamoie, etc.), assicurati, però, di rispettare le norme igieniche.

 

Come riconoscere un buon prodotto

  • Cerca etichette che indichino la provenienza del prodotto
  • I colori di frutta e verdura devono essere vivi
  • Ricorda di lavare bene frutta e verdura: al mercato c’è spesso la cattiva abitudine di toccarla senza usare i guanti
  • Se compri prodotti in salamoia sfusi, assicurati che siano completamente sommersi dal liquido.
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