Dopo due diffide e ben cinque esposti presentati dal Codacons all’Antitrust, Eataly è costretta a cedere e a ritirare dai propri scaffali alcuni prodotti “ingannevoli” per i consumatori, ricevendo inoltre un monito da parte dell’Autorità.
Ne dà notizia oggi l’associazione dei consumatori, che ha ricevuto apposita comunicazione dall’Autorità garante per la concorrenza.
La vicenda nasce quando il Codacons, dopo una verifica effettuata presso lo store Eataly di Roma, rilevava la presenza di prodotti la cui etichettatura non appariva conforme alle norme di legge. Ad esempio nei cartelloni posti in prossimità di un bancone frigo si leggeva: “Latte, yogurt, latticini a KM zero. Gran bei prodotti abbiamo trovato qui in Lazio”. Nella realtà però il frigorifero conteneva beni alimentari anche di altra tipologia (tipo pesto) e la maggior parte degli yogurt in vendita risultavano prodotti e confezionati nel Trentino o altri luoghi distanti dal Lazio.
Scrive oggi l’Antitrust:
“l’Autorità ha accertato, con riferimento alla presunta ingannevolezza delle informazioni diffuse da Eataly circa la genuinità e l’origine locale dei latticini promossi in vendita, che il claim “Latte, yogurt, latticini a km zero. Gran bei prodotti abbiamo trovato qui in Lazio” riportato su un cartellone in prossimità di banconi frigo presso il punto vendita di Roma è stato rimosso […] Quanto all’espressione “vino libero” utilizzata da Eataly per promuovere alcune bevande alcoliche e apposta sia sui cartelloni degli scaffali contenenti le bottiglie dei vini sia sui recipienti in vendita … si comunica che il professionista è stato invitato a rimuovere i profili di possibile scorrettezza nella condotta commerciale”.
Alla luce della rimozione dal commercio dei prodotti e dei cartelloni contestati dal Codacons, l’Autorità ha ritenuto di archiviare parzialmente l’istanza.
“Siamo felici di apprendere che anche il potentissimo Farinetti ha dovuto cedere e fare un passo indietro di fronte all’esigenza di tutelare i consumatori – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Critichiamo però duramente la lentezza mostrata dall’Antitrust nel definire la vicenda, e il grande sforzo legale cui il Codacons è stato costretto per far valere i sacrosanti diritti degli utenti, ai quali deve essere sempre garantita trasparenza e correttezza”.