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Ecco come far diventare l’Acqua di Roma di nuovo pubblica

Codici consegna alla Raggi il manifesto per l’acqua pubblica di Roma.
Una nuova governance societaria, con controllo interamente pubblico e 50 lt di acqua gratis per ogni cittadino tutti i giorni!

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Non un manifesto dei sogni, ma una concreta proposta realizzata dai principali esperti del settore del servizio idrico nazionale.

“Nel  giro di tre anni faremo diventare Acea la migliore azienda partecipata e la più amata dai consumatori, (cioè il contrario di quanto avvenuto fino ad oggi) nella gestione del servizio  idrico, energetico  e  di distribuzione dello Stivale.” Così in una nota Luigi Gabriele del Codici

Non un progetto utopico, ma un progetto MODERNO che coniuga il mantenimento del valore delle azioni delle società capitoline ad un nuovo corso di gestione pubblica della risorsa idrica per riportare Roma al panorama di eccellenza che merita.

LA PORPOSTA di GOVERNANCE

Sarà proposta una scissione della gestione del servizio idrico con attribuzione della titolarità e delle scelte di governance del servizio ad una società interamente pubblica, di proprietà esclusiva del Comune di Roma, alla quale saranno delegati tutti i compiti di alta programmazione e sorveglianza, con rapporto diretto con la cittadinanza e l’utenza.

Trasparenza e controllo degli utenti 3

All’interno della Società saranno creati comitati tecnici di utenti/consumatori che decideranno le linee guida di sviluppo del servizio e la gestione dei rapporti di utenza.

La Società sarà titolare del servizio, unico interlocutore con l’AEEGSI, soggetto titolato alla determinazione della tariffa e all’approvazione e controllo dei piani di investimento.

Residueranno in ACEA le attività tipiche gestionali, remunerate a contratto. La redditività di ACEA non sarà quindi legata al capitale investito, che resterà alla Società pubblica che deciderà come utilizzarla, ma sarà legata all’efficacia dei servizi che renderà.

In base al peso +/- delle attività che saranno delegate a ACEA, la Società pubblica potrebbe anche essere estremamente agile, con un organico al di sotto delle 40 unità.

ACQUA PER TUTTI 50 lt pro capite gratis

Garantire l’acqua a tutti, con un occhio di riguardo per le utenze abitative che, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica, non hanno la possibilità di adempiere con regolarità alle loro obbligazioni di pagamento della bolletta idrica.

Va trovata una formula per garantire questo nobile concetto e di considerare comunque una quantità d’acqua come minimo vitale da garantire che va, poi, coniugato differentemente.

La nostra proposta è semplice e senza costi:

Ad ogni utenza domestica prima casa deve essere assegnata una prima fascia di consumo di 50 litri al giorno a tariffa zero.

Il livello minimo per il distacco del servizio per la morosità di qualsiasi utenza domestica prima casa deve essere pari ad un anno di consumo che viene stabilito dall’AEEGSI con specifico provvedimento ogni anno.

Per la prima applicazione per il biennio 206 -2017, tale consumo annuo viene uniformato in un quantitativo complessivo di 100 metri cubi annui.

Dopo che è stata cumulata una morosità per l’utenza domestica prima abitazione di 100 metri cubi al netto del deposito cauzionale escusso se esistente, si procede al distacco dell’utenza, previo espletamento delle procedure di avviso come stabilite dall’AEEGSI.

Le rateizzazioni saranno applicate con scadenze direttamente proporzionali alla propensione dell’utente nel tempo a saldare regolarmente le proprie fatture (sostegno alle difficoltà momentanee).

Queste le proposte di Codici in pillole

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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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