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Ecco come proteggere il tuo patrimonio con i certificate short, assicurati contro i cali in borsa

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La Borsa americana influenza l’andamento di tutti gli altri listini azionari, specialmente quelli europei. Se New York inizia a scendere, lo fanno prima o poi a ruota anche Parigi, Londra, Milano… Per questo, il modo più semplice per assicurarsi contro le perdite del proprio portafoglio azionario, secondo gli analisti di Altroconsumo Finanza, è comprare il certificate 5x short di Société Générale (1,109 euro; Isin IT0006723271), anche se il suo andamento è legato solo a quello di Milano: mette su il 10% se Piazza Affari perde il 2%. La copertura, però, non è perfetta. Primo: è vero che le Borse tendono a muoversi allo stesso modo, ma è difficile che l’andamento di Milano sia perfettamente correlato a quello del tuo portafoglio azionario. Secondo: il fatto che lo short moltiplichi per 5 e al contrario l’andamento di Piazza Affari vale solo giorno per giorno. Come detto sul numero di Altroconsumo Finanza del 27 gennaio scorso, su un periodo di qualche settimana non è scontato che faccia +50% se la Borsa fa -10%. Se si è consci di questi limiti e si vuole proteggersi dal calo delle Borse, l’acquisto del certificate resta una strategia semplice da seguire: si pagano solo le commissioni di acquisto e vendita del certificate e non si deve stare ogni volta a vendere e ricomprare tutte le azioni del portafoglio.

Ecco come metterla in pratica.
Come coprirsi con gli short 5x…
Supponiamo di avere 50.000 euro investiti in azioni e di temere un tracollo dei mercati del 20% da qui a pochi mesi. Se si investono altri 10.000 euro nel certificate 5x short si è già a buon punto. Infatti, se i mercati scendono del 20%, si perde 10.000 euro sul portafoglio, ma se ne guadagnano altrettanti sul certificate (20% moltiplicato per 5 fa il 100%). Attenzione, però: i guadagni sul certificate sono lordi, quindi l’incasso netto è di soli 8.000 euro. Come fare per avere una copertura precisa? Bisogna aumentare l’investimento nel certificate short. Quanto investire precisamente basta vedere la tabella Proteggi il portafoglio con gli short. Nella prima colonna si cerca il valore del portafoglio che si vuole proteggere e guardare la seconda colonna. Per coprire 50.000 euro di portafoglio bisogna investire 12.500 euro nel certificate short: ai prezzi attuali significa comprarne 11.271 pezzi.
… e come farlo con quelli 7x
Se la somma aggiuntiva da investire nel certificate ti sembra troppo elevata, si può ridurla comprando i certificate 7x short di Société Générale (33,85 euro; Isin DE000SG409N9). Se Piazza Affari perde il 2%, questi certificate guadagnano il 14%! Funzionano effettivamente così? Come promesso su Altroconsumo Finanza n° 1061 gli analisti li hanno seguiti da vicino in questi giorni: l’avvio non è stato brillante, ma nelle ultime battute sembrano aver iniziato a fare il loro lavoro per bene, ma non ne siamo ancora certi. So potrebbe, quindi, usare questi certificate, ma bisogna sapere che ancor più la copertura potrebbe non essere perfetta. Quanti comprarne? Guardare sempre la tabella Proteggi il patrimonio con gli short: cercare 50.000 euro nella prima colonna e guardare il corrispondente valore nella terza colonna. Ai prezzi attuali del certificate 7x, bisognerebbe comprarne 264 pezzi. Commissioni escluse, spendi 8.929 euro, circa il 30% in meno rispetto ai 12.500 euro che si spenderebbe per coprirsi con i certificate 5x.

Suggerimenti pratici per l’uso
Investire nei certificate è semplice: si comprano come fossero delle normali azioni. La propria banca deve, però, dare l’accesso al segmento Sedex di Piazza Affari. Altroconsumo Finanza consiglia l’acquisto, se possibile, al meglio, ovvero al prezzo corrente di mercato. Andando fisicamente in banca chiedere allo sportellista “mi compri 264 certificate 7x short con codice Isin DE000SG409N9”. Se la banca chiede un limite di prezzo impostalo di circa il 10% superiore a quello di mercato nel momento in cui si fa l’ordine, quindi se il prezzo di mercato è 35 euro come limite si deve dichiarare 38,5 euro: è necessario per poter chiudere l’operazione, ma non si pagherà i 38,5 euro per certificate, verosimilmente si pagherà un prezzo più vicino ai 35. In ogni caso, ricordano gli analisti di Altroconsumo Finanza bisogna anche porre un limite massimo alle perdite con lo short: se, infatti, il mercato inizia a salire, ci si rimette subito dei soldi. Per limitare i danni basta mettere, o nel sistema della banca, o nella propria testa un limite alle perdite. Quando si perde il 10% bisogna vendere senza se e senza ma.
Fonte Altroconsumo

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Assegni non trasferibili| Cambio di rotta del Governo su sconti e sanzioni

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CODICI: E’ urgente modificare la norma

Nella vicenda che vede protagonisti i risparmiatori italiani, che si sono visti recapitare maxi multe in seguito all’attuazione della normativa antiriciclaggio sugli assegni privi della dicitura “non trasferibili”, non è stata accolta la richiesta di sconti sulle sanzioni.

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato, in via definitiva, il decreto legislativo in materia di antiriciclaggio, in attuazione della direttiva Ue 2016/2258, modificativa della direttiva 2011/16/UE.

Il provvedimento stabilisce le disposizioni che disciplinano l’accesso, da parte delle autorità fiscali, alle informazioni in materia di antiriciclaggio, ma non stabilisce le norme, richieste dal Parlamento a fine della precedente legislatura, che avrebbero ridotto le penalità per chi emette e chi porta in banca gli assegni a partire da mille euro sprovvisti della clausola di non trasferibilità.

La precedente decisione del Mef Palazzo Chigi, in risposta anche alle numerose segnalazioni di cittadini raggiunti dalle sanzioni per non aver apposto la clausola sugli assegni, prevedeva un ritorno ad una sanzione proporzionale del 10% per le somme fino a 30mila euro.

Se questo meccanismo, secondo il programma ideato, fosse stato applicato anche alle violazioni dal 4 luglio 2017, si sarebbe dato il via ad una serie di rimborsi per tutti i risparmiatori che avessero già pagato l’oblazione, scegliendo di chiudere il proprio conto corrente.

Ricordiamo che, dall’entrata in vigore sulla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231/2007), che sanziona l’uso di assegni privi della clausola di non trasferibilità da un minimo di 1.000 ad un massimo di 250.000 euro, negli ultimi dieci anni le sanzioni sono cambiate.

Ad oggi, grazie al successivo D.Lgs. n. 90/2017, le sanzioni vanno da 3.000 a 50.000 euro e grazie alla cosiddetta oblazione i “colpevoli” possono riconoscere l’errore, concludere anticipatamente il procedimento e arrivare a pagare un importo ridotto, che va da un terzo della sanzione massima (16.600 euro) al doppio della sanzione minima (6.000 euro).

Secondo quanto riportato dal MEF in 10 anni gli assegni contestati sono stati 1.692, con nessuna sanzione comminata e 107 oblazioni. Lo stesso Ministero ha però verificato che, in alcuni casi, sanzioni anche elevate possono colpire “cittadini che in buona fede hanno utilizzato assegni senza clausola di non trasferibilità”.

Ricordiamo che dal 2008 le banche non stampano più carnet di assegni privi della dicitura “non trasferibile” e che, anche in caso di utilizzo di vecchi libretti, il cittadino può comunque scrivere la dicitura “non trasferibile” di suo pugno. Il problema è che ad oggi le stesse banche non sono tenute a rifiutare eventuali assegni irregolari ed anzi li possono versare senza problemi, segnalando poi il fatto al MEF ed attivando l’alert che farà scattare la sanzione sia verso chi ha emesso l’assegno, sia verso chi lo ha incassato.

Si comprende come il problema possa essere causato dal fatto che i consumatori abbiano messo in circolazione assegni staccati da libretti consegnati dalle banche fino a 10 anni fa. Ciò nonostante i consumatori potrebbero rivalersi sulle banche se potessero provare che il libretto privo di clausola “non trasferibile” sia stato consegnato dopo l’entrata in vigore della normativa, o anche per il caso in cui l’assegno sia stato incassato sulla stessa banca di cui l’emittente è cliente: in quest’ultimo caso, la banca avrebbe potuto avvisare l’utente della violazione di un divieto normativo, così dando la possibilità di correggere l’assegno anche inserendo a penna la clausola.

L’Associazione CODICI, come ha sottolineato il Responsabile Affari Istituzionali Luigi Gabriele, ritiene che sia “urgente modificare la norma, deve essere il primo atto del governo anche per dimostrare che si é realmente dalla parte del risparmiatore, a fatti non a parole. Se si vuole combattere il riciclaggio – ha proseguito Luigi Gabriele – bisogna aumentare enormemente le pene sulla responsabilità, sui controllori e mi riferisco alle Autorità di Vigilanza e alla Banche”.

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Polizze Cardif affibbiate ai Consumatori in cerca di finanziamenti

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In un momento di crisi economica e di difficoltà nell’agganciare nuovi clienti, Istituti di Credito e Assicurazioni vanno a braccetto per aumentare il loro raggio d’azione e per evitare qualsiasi rischio, inserendo nei contratti proposte a dir poco vincolanti.

Per aprire una finanziaria con due note società di prestito, come riportato dal quotidiano “La Repubblica”, Agos e Findomestic propongono ai Consumatori di stipulare contratti che prevedono l’attivazione di assicurazione sulla vita, invalidità permanente o sul lavoro.

Su questo caso si è pronunciata anche l’Antitrust che ha fatto luce sulla vicenda in cui le Società di finanziamento avrebbero indotto i propri clienti a stipulare contratti con Cardif, il polo assicurativo del Gruppo BNP Paribas, e vincolare necessariamente i prodotti bancari e quelli assicurativi, un’operazione che non è a norma di legge.

In un Comunicato dello scorso 18 Aprile, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha reso noto di aver avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a., dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers

L’oggetto degli approfondimenti sono le condotte poste in essere rispettivamente dalle Società erogatrici dei finanziamenti e dalle compagnie di assicurazione.

Per l’Antitrust non ci dovrebbe essere connessione tra la concessione del prestito e la stipula di una contratto di Assicurazione quando invece dalle segnalazioni emerse la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali veniva attuata solo in seguito alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative

Tali condotte risultano contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore.

Noi di CODICI siamo vicini al Consumatore di fronte a questi casi evidenti di raggiro e vi invitiamo a contattarci per qualsiasi dubbio.

Lo sportello legale di CODICI è sempre aperto: per avere informazioni sulla nostra attività potete visitare il sito www.codici.org, altrimenti potete contattarci al numero 065571996 o alla mail segreteria.sportello@codici.or g

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Modem, non sei obbligato a quello dell’operatore. Occhio alle trappole

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Il Modem è gratis ma devi pagare l’esperto: MDC continua la campagna Modem Libero e denuncia i tentativi in atto per aggirare la norma europea che tutela i consumatori.

 

<<L’acquisto obbligatorio di un terminale è un processo irrimediabilmente dannoso per l’utente – spiega Luongo – non solo in termini di privazione della libertà di scelta, ma anche rispetto alla mancata tutela della protezione dei dati e della privacy. E’ indiscusso che la digitalizzazione del nostro Paese passa attraverso le opportunità; libera scelta, libero mercato, ambiente neutrale e soprattutto libera fruizione delle tecnologie. E il tutto deve avvenire nel rispetto dell’individuo, della sua integrità e riservatezza>>.

Con queste parole l’Avv. Francesco Luongo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, illustra uno dei principi cardine che guida l’azione convinta e determinata dell’Associazione e della Free Modem Alliance, un’alleanza di scopo che riunisce al suo interno MDC, appunto, insieme a AIIP, AIRES Confcommercio, ALLNET, ASSOPROVIDER, VTKE, e ModemLibero.it, al fine di ottenere il riconoscimento del diritto di ciascun cittadino di scegliere quali beni acquistare e di quali servizi usufruire.

L’associazione di consumatori stigmatizza il ritardo del  provvedimento dell’Autorità sulla attuazione in Italia del regolamento Europeo 2120/15 sulla Net Neutrality non ancora emanato e si augura che ciò avvenga al più presto e nel pieno rispetto dei diritti dei consumatori senza regali agli operatori. In nome della norma europea, si auspica una maggiore trasparenza nei confronti degli utenti, con l’imposizione dettata agli operatori di fornire notizie chiare ai consumatori, rispetto a libertà di scelta, costo e acquisto, che potrà essere eseguito non obbligatoriamente con la compagnia telefonica.

MDC denuncia anche i primi tentativi di aggirare comunque le garanzie del Regolamento comunitario come nel caso di   TIM che ha deciso di dare il modem gratis  facendo  pagare comunque  i 200 euro ovvero  prezzo dell’apparato traslandoli su un cosiddetto esperto. Come spiega il sito TIM: “TIM Expert è previsto per i nuovi clienti TIM che attivano TIM Connect. Il servizio ha un costo di 212,40€, rateizzabile a 5,90€ per 36 mesi o 8,85€ per 24 mesi. In caso di recesso dall’offerta TIM Connect il cliente sarà tenuto a saldare tutte le eventuali rate rimaste in un’unica soluzione. Configurazione fino a 2 dispositivi alla rete. Il servizio TIM Expert include un intervento telefonico SOS PC all’anno per 3 anni.”

I consumatori che non intendano pagare “l’esperto” perché in grado di configurare il modem da soli o con un proprio tecnico, sono comunque tenuti al versamento di una tantum di 180 euro, una assurdità per il Movimento che ha deciso di segnalare la situazione quest’oggi all’Antitrust.

Continua infine la campagna per richiedere il rimborso delle somme dei modem imposti attraverso i modelli scaricabili dal sito www.difesadelcittadino.it/reclamo-pratica-commerciale-scorretta-connessa-alla-restrizione-contrattuale-riguardante-la-liberta-scelta-del-modem/

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