Di Canio Trione

Fonte: corrierenazionale.it

 

Con una significativa maggioranza (914 su 1369) dell’Assemblea dei soci Confindustria è stato eletto il salernitano Boccia nuovo Presidente.

Nel suo primo intervento ha chiesto al Governo di ridurre l’Ires, di potenziare il bonus ricerca, rinnovare il superammortamento sugli investimenti, … cioè chiede per le imprese confindustriali più soldi. Soldi che devono venire da una maggiore tassazione “delle cose” cioè dei consumi (più Iva) e -immaginiamo- delle proprietà. In aperto dispregio dei dettami costituzionali e del buon senso il nuovo Presidente segue pedissequamente le indicazioni della Unione Europea la quale suggerisce (errando per l’ennesima volta) proprio questa strategia contro i consumi e contro la proprietà privata.

Non si capisce come potrà avviarsi lo sviluppo senza consumi già falcidiati da decenni di politiche vicine all’idiozia e all’autolesionismo. Né è accettabile -eticamente ma anche sul piano economico- tassare le proprietà dopo che il reddito da esse prodotto è quasi interamente devoluto al bilancio pubblico. Politica certamente suicida come i passati anni hanno dimostrato oltre ogni dubbio. Anche la invocazione di ulteriori riforme denota una povertà di idee che fa rabbrividire; infatti non si capisce di quali riforme parla.

Dopo il job act visibilmente fallito, le decine di leggi sul credito e sul salvataggio delle banche, sulle pensioni,… non si vede dove si debba metter mano. La cancellazione del bicameralismo per dare tutto il potere a sempre meno persone, non può essere presentata come una riforma economica e anche come riforma istituzionale non si vede a cosa possa essere utile! Infatti se le idee sono queste è sicuramente molto meglio che non si faccia nulla. Un ramoscello di ulivo agli amici del sindacato non è mancato dicendo loro che i lavoratori avranno aumenti salariali se produrranno di più. Il contratto nazionale “resta per definire le tutele fondamentali del lavoro” ma per tutto il resto decideranno caso per caso: la sintesi è.”se volete più soldi ne dovete far guadagnare di più a noi”. Una neo“concertazione” contro i lavoratori; prendere o lasciare.

Quindi con “quelli che contano” il neo presidente è in perfetta sintonia: con l’Europa (ha ripetuto esattamente le indicazioni provenienti da Bruxelles); con il governo (voteremo “si” al referendum) con i sindacati (vi daremo qualche soldino mano mano che ne faremo grazie a voi). Chi farà le spese di tutto ciò? I consumatori, i proprietari di case (la maggioranza dei cittadini italiani ha casa di proprietà ma non è socio di Confindustria) e gli evasori che per Confindustria -si sa- sono gli autonomi.

Un presidente di Salerno non poteva non citare il Mezzogiorno ammettendo che è un problema “imbarazzante”; non ha detto che la questione meridionale è iniziata con al conquista savoiarda del Sud che quindi ne è la causa primaria, ma ha affermato che per il Sud non serve nulla di straordinario ma solo qualche investimento in più (magari realizzato dai confindustriali con un aiutino pubblico).

Cioè: anche sotto questo punto vista il neo presidente ci dice che va tutto bene com’è tranne qualche piccola aggiustatina qua e la… però che non dia fastidio a nessuno… Nulla di nuovo dal nuovo Presidente e quindi non avremo nulla di nuovo neanche nell’andamento discendente dell’economia. Peccato che questa si presenta come l’ennesima presidenza sprecata; peccato che un meridionale si sia prestato a questa politica così pesantemente antimeridionale; peccato che la situazione reale sia molto più grave di quanto le statistiche non esprimano; peccato, infine, che non si capisca che o si cambia radicalmente o qui si rischia veramente grosso… basti dare una occhiata ai conti delle banche per rendersene conto.

Canio Trione