Seguici su

Consumatori

Ecco la vera torta di mela fatta in casa (di Federica Romano)

Come fare una torta di mele da applausi, magari proprio ora se ne avete voglia! Basta seguire le istruzioni e darsi subito da fare.

Pubblicato

il

LA TORTA DI MELE DI ANTONELLA – Non so voi, ma io il ricettario ce l’ho in cucina, ho scoperto però che in alcune case i ricettari di queste massaie si dissolvono nell’aere non appena termina la preparazione di un dolce o di qualsiasi altra cosa. E’ un fatto sul quale bisognerebbe indagare, un po’ come i cerchi nel grano. Queste moderne casalinghe dopo aver cucinato dimenticano immediatamente ingredienti e dosi (sì che io sarò un genio visto che ricordo a memoria ogni singola ricetta che preparo) e con immenso dispiacere non possono darti la loro ricetta, al massimo ti possono dare un indizio: L’HO FATTA CON LA RICETTA CLASSICA! Grazie per lo sforzo eh!

Questa però mi è stata donata da una persona che stranamente ha il ricettario in dispensa come me: Antonella, la mamma del mio fidanzato. Ovviamente quella che fa lei viene più buona della mia ma sono sicura che è così dai tempi antichi: tu nuora non potrai mai eguagliare una ricetta di tua suocera! E non sto scherzando: lei la fa senza buccia di limone e non puzza di uovo, io quando ci ho provato sembrava avessi sfornato un frittatone per la tanfa allucinante! Ho dovuto quindi modificarla in base alle mie “capacità”, voi potete anche sfidare la sorte e farla senza limone magari sarete più fortunati! Anche in questo caso il costo della ricetta è davvero irrisorio: circa 3,50 euro per un dolce con il quale potrete fare colazione per una settimana!

INGREDIENTI per una tortiera del diametro di 33 cm

6 uova
450 gr di zucchero
570 gr di farina 00
1 bicchiere di plastica di latte
1 bicchiere di plastica di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
buccia di un limone più succo
cannella q.b.
4 mele per decorare

PROCEDIMENTO

Sbattere le uova con lo zucchero per almeno 10 minuti, se avete una planetaria fate fare a lei e nel frattempo vi imburrate e infarinate la teglia. Quando le uova saranno diventate quasi bianche e spumose, iniziate ad aggiungere la farina dove avrete messo anche il lievito. Incorporatela con un cucchiaio o una spatola ma non con movimenti circolari ma dall’alto verso il basso, in questo modo il composto che ha inglobato aria non si smonta ed avrete una torta che crescerà molto in cottura (ecco spiegato il motivo della tortiera da 33 cm, quella da 26 era troppo piccola ma voi potrete dimezzare le dosi e usare quello da 26cm). Unite poi anche il latte mescolando sempre dall’alto verso il basso, poi la restante farina ed infine l’olio ed il limone. Versate nella teglia e poi tagliate a fette le mele e ponetele sopra. Cuocere a 180° forno statico per un’ora, facendo comunque la prova stecchino prima di tirarla fuori (e mai aprire il forno prima della mezz’ora altrimenti il composto si affloscia!). Il composto dovrà risultare denso cosicchè le mele non cadranno all’interno della torta ma resteranno in superficie. Io a piacere ho aggiunto un poco di cannella sia nell’impasto sia sulle mele!

Alla prossima ricetta

Fede
image

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

Pubblicato

il

Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

Continua a leggere

Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

Pubblicato

il

La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

Continua a leggere

Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

Pubblicato

il

Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

Continua a leggere