Seguici su

Consumatori

Ecco le 10 frasi che un uomo non dovrebbe mai dire ad una donna

Pubblicato

il

Uomini e donne sono letteralmente due mondi opposti e, per quanto ci si possa sforzare, nessuna di noi sarà mai capace di comprendere appieno gli atteggiamenti del sesso opposto. Gli uomini a volte ci sembrano inopportuni, superficiali, insensibili, ma la verità è che hanno sempre le loro ragioni logiche dietro i comportamenti apparentemente bizzarri. Il loro problema è che forse non sanno esprimere al meglio i sentimenti ed è per questo che noi donne ci ritroviamo spesso di fronte a strafalcioni e frasi senza senso che ci lasciano letteralmente senza parole. Ecco quali sono le 10 frasi peggiori da dire ad una donna.

1.“Sei la ragazza migliore che abbia incontrato ma ora non me la sento” – Quale modo peggiore per essere scaricate? Quello che tutte le donne si chiedono dopo una frase del genere è per quale motivo si debba perdere una persona pur considerandola la migliore mai incontrata. E’ proprio per questo che dietro una frase del genere il sesso femminile ci vede sempre una stupida scusa per nascondere qualcos’altro.

2. “Decidi tu” – Alle donne piacciono gli uomini con le idee chiare, capaci di prendere il controllo in ogni cosa, compreso un semplice appuntamento. Quando la serata comincia con un “Lascio decidere a te cosa fare”, quindi, per il sesso femminile sarà assolutamente un fallimento.

3. “I tuoi amici non mi piacciono” – Per andare d’accordo con una donna sarebbe meglio non toccare mai i suoi amici. Per lei sono importanti, l’hanno sostenuta nei momenti del bisogno e se non piacciono ad un uomo vuol dire che non sarà degno neppure della sua compagnia.

4. “Sono fatto così” – Il modo più semplice per un uomo per mettere fine ad un litigio? “Sono fatto così”. Questa però è una delle risposte che fa più imbestialire le donne. Certo, ognuno ha il suo carattere, ma in una coppia non si dovrebbe provare a venirsi incontro?

5. “Non mi sei mancata” – A volte quando si esce insieme da poco, è naturale non sentire la mancanza del partner soprattutto quando si è in compagnia degli amici. Quello che le donne non capiscono è per quale motivo alcuni uomini sentano la necessità di sottolinearlo. E’ assolutamente umiliante.

6. “Ho bisogno di te ma non ora” – Nel momento in cui devono scaricare una donna, gli uomini inventano sempre delle crisi esistenziali profondissime. Devono sempre ritrovare se stessi e i valori in cui credere. Non sarebbe più semplice dire la verità?

7. “Sei ingrassata?” – Non esiste frase peggiore da dire ad una donna. E’ capace di scatenare dispute infinite e vere e proprie guerre. Anche quando si è messo su qualche chiletto, si consiglia dunque di non dirlo per nessuna ragione.

8. “Hai il ciclo?” – Secondo gli uomini ogni volta che una donna è nervosa deve essere sempre perché ha il ciclo mestruale. In molti casi, però, il sesso maschile dimostra di essere molto più volubile e lunatico del gentil sesso, quindi meglio non fare battute del genere.

9. “Sono stato bene con te ma amo un’altra” – L’amore è un sentimento strano, certo, ma come si fa a passare mesi e mesi con una persona, condividendo discorsi ed esperienze, e poi ricordarsi solo alla fine di essere innamorati di un’altra?

10. “Non so se lo hai capito ma io sono fidanzato” – Questa è la classica frase che arriva al termina di una serata passata in compagnia di un traditore incallito. Di solito è seguita anche da “Mi faccio sentire io appena posso”: come si dovrebbe sentire una donna di fronte a parole del genere?

Fonte: fanpage.it

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

Pubblicato

il

Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

Continua a leggere

Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

Pubblicato

il

La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

Continua a leggere

Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

Pubblicato

il

Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

Continua a leggere