Roma, 12 dicembre 2014 – Negli anni precedenti, la corsa agli incentivi per il passaggio alle fonti d’energia alternativa ha fatto in modo che anche in Italia venissero venduti milioni di pannelli solari.

A distanza di tempo, sappiamo come è andata a finire: a guadagnarci sono stati soprattutto i grandi speculatori. Ora però tutti i piccoli consumatori che hanno installato i pannelli fotovoltaici fanno i conti con una amara beffa: con il penultimo conto energia (IV) DM 5 luglio 2012, confermato poi con il quinto, si è favorito chi ha deciso di installare negliimpianti fotovoltaiciimoduli di produzione Europea accreditando al gestore dell’impianto una maggiorazione del +10% sugli incentivi. A distanza di anni, il GSE scopre che alcuni marchi (per es. Zuccotti S.r.l.) venivano venduti come europei ma in effetti non lo erano. Così gli ignari consumatori oggi si sono visti la sospensione totale o parzionale degli incentivi.

Tuttavia, quando c’è stato il boom di vendita dei prodotti la società si è guardata bene dallo stilare una lista dei fornitori idonei lasciando in balia di se stesso, il piccolo consumatore.

“Prima di accettare la richiesta di approvazione degli incentivi, GSE avrebbe dovuto provvedere a dare informazioni trasparenti. Invece cosa ha fatto? Ha approvato la richiesta, poi a distanza di anni ha revocato gli incentivi perché i pannelli non sono regolari”, commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali.

Si tratta di cifre anche sostanziose per l’economia di una famiglia: si va da 1000/1200 euro per 3 kwh fino al doppio per 6 kwh (sono le taglie medie degli impianti istallati dalle famiglie italiane).

“A colui che firma le lettere di disdetta, Francesco Sperandini, Direttore Divisione Operativa del GSE – continuano Giacomelli e Gabriele – chiediamo di controllare i grandi impianti, che ci puzzano molto e aiutare i piccoli consumatori a superare l’eventuale impasse, non a revocare gli incentivi”.

Ma cosa fa il GSE presieduto da Nando Pasquali oltre a non rispondere nei tempi alle richieste? E inoltre a non avere il numero verde funzionante sul proprio sito?

Abbiamo notato che il numero verde è sparito e disattivato. Alla faccia della customer satisfaction.

Ricordiamo al GSE che siamo noi consumatori a finanziare la loro esistenza e i quasi 12 MLD di Euro all’anno di incentivi alle FER (fonti rinnovabili) attraverso i 100€ in media/anno che ogni utente italiano paga attraverso la componente A3 in bolletta.