Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel secondo trimestre del 2013 il Pil è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% nei confronti del secondo trimestre 2012. Un netto peggioramento rispetto alla precedente stima: -0,2% su base congiunturale e –2% su base tendenziale.
Per il Codacons è ormai evidente a tutti che la famosa previsione di una crescita del Pil per l’ultimo trimestre dell’anno era un miraggio, una favoletta raccontata all’Europa e agli italiani per cercare di dare loro una iniezione di fiducia.

Ma la cosa ancora più grave è che il Governo non ha ancora capito che questa è una crisi di consumi e che fino a quando non si allenterà la morsa fiscale sui ceto medio bassi ridotti sul lastrico, la ripresa resterà una chimera. Lo dimostra il dato Istat sulla spesa delle famiglie residenti che nel secondo trimestre 2013 ha registrato un calo, in termini tendenziali, del 3,3%, facendo crollare i consumi finali nazionali del 2,4% rispetto al secondo trimestre 2012.

Per ridare fiato alle famiglie, però, il Governo deve convincersi che il rinvio dell’aumento Iva non è un traguardo ma è solo un primo passo di un lungo cammino che deve ridisegnare il nostro sistema tributario, spostando la tassazione da chi ha finito i soldi a chi evade o campa di rendite, dalle imposte che non rispettano il criterio della progressività come l’Iva, aumentate a dismisura in questi ultimi anni, a quelle correlate alla ricchezza, come la tassa sulle rendite finanziarie che oggi, con l’aliquota del 20%, è la più bassa d’Europa