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Economia, una lettera del 2012 annunciava la catastrofe in Italia

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Lettera al Corriere del Mezzogiorno del 16/08/2012

Di Canio Trione (Economista)

Dopo la stupidità del periodo precedente, la governance Draghi sembra riuscire ad interpretare meglio le esigenze dell’economia. Egli ha realizzato più riduzioni di tassi, l’euribor è sceso ai minimi storici, ha stampato più volte nuovo danaro in quantità faraoniche, e adesso si appresta ad ulteriore riduzione di tassi. Riscuotendo il plauso di tutti. Tutto bene dunque? Le cose in realtà vanno malissimo e dappertutto. Perché? Il livello dell’euribor a tre mesi (quello sul quale si calcola il costo dei mutui esistenti) è sceso sotto 0,40 centesimi cosa che significa che le banche nel prestarsi danaro vicendevolmente lo pagano a quel prezzo. Un tasso così basso avrebbe dovuto far partire l’economia alla grande; le imprese avrebbero dovuto vedere code di bancari dietro le loro porte ad attendere l’imprenditore per chiedergli se gradirebbe di contrarre un prestito con loro; i consumatori avrebbero dovuto assalire gli sportelli bancari per prendere a prestito i soldi necessari per cambiare auto o appartamento o per pagare le vacanze; e invece è tutto fermo perché esso è la misura della profondità e vastità della crisi! In economia si dice in modo efficace che “il cavallo non beve” cioè l’economia -e per essa imprenditori e consumatori (cioè il cavallo)- pur avendo il secchio colmo di acqua sotto il naso (cioè bassi tassi di interesse), non beve (cioè non fa debiti). Perché? Perché le prospettive dell’economia sono così nere che la voglia di indebitarsi per aprire nuovi orizzonti e per realizzare nuovi progetti, non c’è. E questo non solo nel sud di eurolandia ma anche in Germania!  Cosa che a sua volta significa caduta del gettito e insostenibilità del debito pubblico cosa che porta ad ulteriore aumento di tasse e controlli.. peggio van le cose e più si cerca austerità, e più austerità peggiora le cose; un avvitamento senza fine verso l’abisso prodotto da loro e non dall’allegria di taluni governi mediterranei. I controlli della Pubblica Amministrazione rafforzati dall’impego di nuove tecnologie non hanno reso efficiente la burocrazia pubblica per i cittadini ma hanno costruito attorno a loro una prigione nella quale si entra con la nascita e si esce con la morte. Più lo Stato avanza e persegue, più i privati si ritraggono e non investono: uno sciopero bianco generale ad oltranza. Cioè siamo alla formalizzazione anche sul piano dei mercati di un disastro senza se e senza ma. Quel tasso di interesse dell’euribor è la quantificazione chiara ed inequivocabile che tutta la filosofia prima Bundesbank e poi Bce è fallita totalmente; la idolatria della moneta forte e la religione del tasso di interesse e delle strette monetarie hanno fiaccato lo spirito imprenditoriale in ogni dove e hanno distrutto quegli “animal spirits” che Keynes poneva all’origine dell’azione imprenditoriale. Decenni di rigore monetario condito da persecuzioni fiscali, rigore di bilancio, controlli amministrativi, centralizzazione dell’economia, favori per le lobby, distruzione della privacy in economia,  hanno prodotto la fine di ogni speranza nel futuro proprio nelle categorie più produttive cioè quelle della classe media e nei lavoratori. Le legioni di disoccupati e sottoccupati senza speranza sono la punta di un iceberg di disperazione che coinvolge tutta la società e la costringe a rimanere bloccata in attesa di chissà che. Anche i pubblici dipendenti e i pensionati non attendono altro che precarizzazione e riduzione di fatto dei loro stipendi e pensioni. Non c’è via d’uscita: si va alla fine del modello liberale.

la Bce di fronte a tanto disastro può fare pochissimo. Anche la riduzione del costo del danaro con l’aumento della sua quantità disponibile e la regionalizzazione del suo costo -che sarebbero tutte le misure necessarie e possibili al rilancio dell’economia e che dovranno essere poste in essere senza dubbi e posticipazioni-, saranno condizione necessaria ma non sufficiente al rilancio dell’economia. Il fallimento della prassi teutonica santificata nei Trattati è così totale che nessuna sua componente si salva: non vi sarà mai ripresa se la tanto vituperata allegria finanziaria dei Paesi mediterranei non si riesuma in qualche parte di eurolandia. Come si può immaginare di rilanciare l’economia se qualcuno non è, in qualche modo, “allegro”? possono i musi tristi animare gli spiriti di imprenditori e consumatori? Che speranza c’è che la imbecillità e la comprovata inadeguatezza delle prassi bocconiane vengano defenestrate per aprire l’economia e la società ad una nuova ariosità? E chi avrà il coraggio di dire chiaro e tondo che i “professori” sono una manica di autoreferenziali? Cioè che “il re è nudo”?

Quel tasso di interesse prova  oltre ogni ragionevole dubbio che i Trattati sono stai scritti su fondamenti errati e che l’esperienza tedesca -che è stata posta a modello della virtuosità in economia- è nulla senza la leggerezza dei mediterranei. Inoltre la dimensione del mercato europeo è tale da essere in grado di contagiare di tristezza economica e sociale anche il resto del pianeta!

Che si attende per cambiare decisamente rotta?

Bari 16.8.2012                                     Canio Trione

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Povertà energetica – il video integrale di “Prima la casa” l’evento Adiconsum/CanaleEnergia del 16 luglio

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Autorità indipendenti: no alle logiche di spartizione politica

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Comunicato stampa Federconsumatori

Indipendenza, competenza e professionalità sono i criteri con cui si devono nominare i vertici di AGCOM e Garante Privacy.

È passato un mese dal nostro ultimo appello, in cui esprimevamo forte preoccupazione per le nomine dei presidenti delle autorità indipendenti Agcom e Garante della Privacy. Abbiamo sottolineato la necessità e l’urgenza di affidare questi compiti a Commissari competenti in materia e completamente indipendenti da ogni logica politica.

Si tratta, infatti, di due authorities che svolgono oggi un ruolo chiave in un’era in cui il settore della comunicazione è soggetto a forti minacce e richiede, come non mai, che siano garantiti i principi di responsabilità, trasparenza, sicurezza, imparzialità e rispetto per la privacy. La tutela della sicurezza dei dati personali è una questione di primaria importanza in un’epoca in cui tali dati sono divenuti letteralmente oggetto di mercato.

Affidare tali compiti secondo un disegno di mera spartizione delle nomine, che nulla ha a che vedere con i meriti e le competenze, potrà determinare un gravissimo danno per il Paese, in termini di sicurezza, di tutela e di sviluppo.

Per tutelare al meglio i diritti e gli interessi dei cittadini ed il Paese è indispensabile che chi compone le autorità indipendenti rispetti i requisiti di autorevolezza, professionalità, competenza, autonomia e indipendenza. Gli unici in grado di assicurare l’elevato grado di trasparenza e credibilità di cui queste Autorità hanno sempre goduto.

Barattare l’equilibrio del Governo con l’assegnazione di cariche così delicate e importanti sarebbe da irresponsabili.

Per questo rinnoviamo il nostro appello affinché le nomine siano improntate esclusivamente alla competenza, alla professionalità e alla trasparenza, per istituire un sistema di vigilanza e controllo realmente libero da qualsiasi condizionamento politico o di altra natura.

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La nostra economia è basata sulla scarsità e ci sta deludendo. Ecco perché il “modello di abbondanza” è ciò di cui abbiamo bisogno.

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Di Bibop Gresta – Chairman & Co-Founder at Hyperloop Transportation Technologies

Fonte: Linkedin

La maggior parte del mondo non pensa all’economia come un sistema creato dall’uomo.

Pensiamo ad esso come pensiamo alla natura: era qui “prima” di noi e sarà qui “dopo” di noi. È troppo grande da immaginare, troppo complessa da capire – e di conseguenza, consapevolmente o meno, l’adoriamo con fede divina. 

Ironicamente, l’economia è il riflesso della natura. 

Nelle società cacciatore-raccoglitori, “l’economia” era giusta ed equilibrata. Non c’era nessuna gerarchia, nessuna concorrenza. Era un ambiente cooperativo – e come un albero cadeva, uno nuovo sorgeva al suo posto, e così via.

Tuttavia, osservando la storia, le società cacciatore-raccoglitori si sono sviluppate soltanto dove c’era abbondanza di risorse, solitamente vicino ad una foresta o in una zona climaticamente mite. È nel deserto che abbiamo sviluppato una gerarchia – un ambiente più del tipo “sopravvivenza del più forte”. In questo tipo di economia, la scarsità dominava, fino al punto che (lentamente, con il tempo) questo modello è diventato il “normale” approccio alla vita — anche in posti con abbondanza. Forte contro debole. Vincitore contro perdente. Coloro che “hanno” e coloro che “non hanno.”

Scorrendo velocemente il tempo, quello a cui siamo finiti oggi è una quantità molto limitata di persone che controllano il 95% delle risorse del pianeta, mentre il resto del mondo sta morendo di fame.

Nel 2019, stiamo attualmente producendo cibo per 10 miliardi di persone – tuttavia siamo un mondo di sette miliardi e mezzo di persone, due miliardi dei quali muoiono di fame.

Qui non si tratta di politica. E non si tratta di raccogliere fondi per le iniziative “going green.”

“Sostenibilità”, nel vero senso della parola, sta nel capire i difetti della nostra attuale struttura economica, e il modo in cui, un modello costruito intorno alla scarsità, non porta ad una società sostenibile.

E vi spiegherò come — con una piccola storia chiamata “L’isola delle 10 palme”.

C’è un’isola con dieci persone e dieci palme.

L’economia che abbiamo creato per noi afferma un principio fondamentale: se ognuna delle persone dell’isola ha il potere di sostentarsi (cibo, acqua, ecc.), per definizione, non c’è economia. Se provo a vendere i frutti di una palma a qualcun altro, nessuno li comprerà perché gli altri hanno gli stessi frutti e sono sani e autosufficienti.

Ora immaginate che un uragano o un tornado colpisca l’isola e spazzi via 4 dei 10 alberi.

All’improvviso, si crea un’economia.

Le quattro persone che non hanno più palme per sostentarsi saranno improvvisamente interessate a comprare i frutti dagli altri sei che producono regolarmente frutta.

Pertanto, la teoria economica di Smith e Kerns direbbe: in questa situazione, se una delle sei persone che ha ancora un albero comincia a mettere un prezzo piu’ alto ai suoi frutti, poi qualcun altro abbasserà il prezzo al fine di competere per il cliente—e si avrà sempre un mercato che si auto-compensa.

Questa è domanda-offerta nella sua forma più basilare.

Purtroppo, è stato dimostrato che questa teoria è falsa perché la persona con la palma inizierà a volere sempre più potere. Lui/lei capirà le regole e le dinamiche dell’offerta e della domanda, e troverà il modo per far sì che gli altri con le palme non competano. Lui/lei potrebbe iniziare a comprare le altre palme in modo da poter dominare – o, immaginate che arrivi un altro tornado e distrugga le altre cinque palme. Ciò significa che l’individuo con l’ultima palma rimanente non solo controlla il prezzo, ma essenzialmente controlla l’intero approvvigionamento alimentare. Lui/lei diventa il sovrano dell’isola, in grado di decidere chi vive, chi muore, e ogni cosa che accade sull’isola.

Questo è ciò che succede quando si costruisce un modello economico attorno alla scarsità.

Adesso, vediamo come potrebbe essere l’opposto della scarsità.

Se si progettano le cose basandole sull’abbondanza, non solo si creano le condizioni per prosperare, ma si possono anche creare le premesse per un pianeta completamente nuovo basato su presupposti diversi – opposti a quelli esistenti sull’isola della scarsità. Solo che non dovete “consumare”, non dovete “produrre.” Non avete neanche il problema del lavoro, per esempio. Secondo uno studio di Oxford, il 47% dei posti di lavoro in tutto il mondo scomparirà nei prossimi 25 anni – e questi posti di lavoro non torneranno. Saranno sostituiti da computer e robot, e va bene cosi’. Evviva! Perché questo ci offre l’opportunità di poter garantire i diritti di base a tutti e di lottare per fare ciò che facciamo meglio: spendere l’80% del nostro tempo in creare e far progredire l’umanita’ e il 20% del nostro tempo eventualmente a lavorare.

Se fossimo in grado di ottimizzare e di costruire un modello economico attorno all’abbondanza invece che alla scarsità, sbarazzandoci del “lavoro” definitivamente, sarebbe ancora meglio.

Questo è estremamente importante nel modo in cui ci stiamo avvicinando e stiamo costruendo Hyperloop. 

L’abbondanza opposta alla scarsità è un pilastro fondamentale dei nostri criteri di progettazione. L’obiettivo qui non è quello di creare una società che fa tonnellate di denaro — anche se è l’ovvia conseguenza. La missione finale è un invito all’azione a livello planetario per costruire un sistema che apra la strada e costruisca l’infrastruttura per un’economia di nuova generazione. Non deve essere “Come possiamo arrivare da Los Angeles a San Francisco in meno di un’ora in modo che possa prendere più riunioni, lavorare di più, produrre di più, consumare di più,” ecc. 

Per riequilibrare veramente la nostra economia, dobbiamo attaccare il problema alla radice. E questo significa ridisegnare l’interazione umana da zero.

Mi rendo conto di dover sembrare un pazzo, fuori di testa, e va bene cosi’. Oggi stiamo appena scoprendo il percorso per arrivare a un modello di “abbondanza”. Al Forum mondiale dell’economia (World Economic Forum), 50 delle migliori compagnie del mondo ci prestano attenzione – desiderano tutti gli stessi risultati, ma partendo da punti di vista diversi. Ogni giorno possiamo vedere, passo dopo passo, un percorso sempre più chiaro davanti a noi.

Questo è un momento molto importante nella storia per l’umanità, e sta a noi unire e re-immaginare il mondo come lo conosciamo.

To read the English version of this piece, click here.

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