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Educazione finanziaria: nasce Tavolo per l’inclusione e l’innovazione sociale

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Promosso da FEduF, UBI Banca e Fondazione Triulza nell’ambito delle attività della Social Innovation Academy di MIND – Milan Innovation District, metteranno a disposizione degli educatori e operatori del terzo settore percorsi formativi e strumenti didattici sviluppati insieme a tredici Associazioni di consumatori partner nell’ambito del programma triennale avviato con FEduF per favorire l’inclusione finanziaria delle persone in difficoltà economica.

Il Tavolo si propone di diffondere competenze di base sulla gestione del bilancio famigliare e sulla pianificazione, in un’ottica di sostenibilità

Milano, 10 maggio 2019 – L’esclusione finanziaria è una condizione penalizzante perché ostacola l’esercizio dei diritti di cittadinanza e per questa ragione l’educazione finanziaria può diventare uno strumento di inclusione sociale. Nasce da questa premessa il Tavolo Permanente sull’Educazione finanziaria per l’inclusione e l’innovazione socialepromosso da UBI Comunità, FEduF e Fondazione Triulza e presentato oggi nell’ambito delle attività della Social Innovation Academy di MIND: un’iniziativa che consente di mettere in atto sinergie di contenuti, realizzati da FEduF competenze, apportate da UBI, e di relazioni grazie al ruolo di hub della Social Innovation Academy.

L’iniziativa è stata presentata oggi a MIND all’insegna dell’hashtag #PROGETTIcheFANNOlaDIFFERENZA, momento centrale dell’incontro organizzato insieme a quindici Associazioni dei consumatori che collaborano, sin dal 2014, con FEduF per attivare le migliori energie del Paese nello sforzo comune di combattere un’emergenza che deve diventare priorità per il benessere sociale. Nel corso dell’ultimo decennio, a causa della crisi economica, le condizioni materiali di una parte significativa della popolazione sono peggiorate: nel 2005 si trovava in povertà assoluta il 3,3% dei residenti in Italia mentre nel 2017 questa percentuale è più che raddoppiata e ha raggiunto l’8,4%.

Non è solo la povertà assoluta ad essere aumentata, ma anche quella relativa: l’ultima rilevazione attesta che oltre 3 milioni di famiglie e 9 milioni di persone si trovano oggi in questa condizione. In questa cornice si trova ad operare il Tavolo Permanente sull’educazione finanziaria per l’inclusione e l’innovazione sociale che come prima azione concreta prevede l’organizzazione di una serie di incontri dedicati alla formazione di operatori del terzo settore nella zona di Rho, Pero e nell’ottavo municipio di Milano, replicabili in altri territori. “La cooperazione tra differenti sensibilità e differenti istituzioni, testimoniata in modo concreto dal Tavolo Permanente sull’Educazione finanziaria ha dichiarato Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale di FEduF, è fondamentale per perseguire l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile. L’educazione a stili di consumo e di spesa razionali sia dal punto di vista della sostenibilità economica che ambientale è un passo avanti verso l’inclusione sociale e il rafforzamento delle difese immunitarie delle fasce più fragili della società.”

“Con questo progetto abbiamo l’opportunità di sperimentare nella Social Innovation Academy di MIND proposte formative e progettuali nuove sul tema dell’educazione finanziaria come leva per l’inclusione e l’innovazione sociale, fornendo un’opportunità di crescita anche alle realtà del terzo settore del territorio che lavorano con persone in difficoltà economica ma anche con le nuove generazioni”, ha sottolineato Massimo Minelli, Presidente di Fondazione Triulza.

“Il modello collaborativo che caratterizza questa iniziativa e in particolare la costituzione del Tavolo Permanente ha dichiarato Vincenzo Algeri, Responsabile UBI Comunità di UBI Banca è un esempio di partnership al servizio delle nuove generazioni, per contribuire fattivamente alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica del loro futuro”

L’iniziativa nasce da un progetto triennale avviato tre anni fa da FEduF con le Associazioni dei consumatori che, su richiesta di alcuni soggetti del terzo settore, hanno dato vita a un programma dedicato alle persone in condizione di fragilità. La risposta è stata la realizzazione del portale www.curaituoisoldi.it, un sito divulgativo nel quale sono disponibili strumenti informativi semplici per orientarsi nella gestione del denaro e una intera sezione dedicata alle situazioni di difficoltà, denominata SOSproprio a evocare un’ancora a cui appigliarsi.

A completare la piattaforma il TGUtile, una serie di dodici video pillole, della durata di circa 2 minuti, di consigli su temi rilevanti per chi è in difficoltà nella gestione del budget famigliare, presentata oggi in anteprima. Nell’ambito dell’incontro sono stati illustrati e approfonditi progetti e buone pratiche per l’inclusione finanziaria delle fasce in condizione di fragilità economica grazie alla partecipazione alla tavola rotonda di Guido Ciceri, Direttore Generale Sercop, Stefano Granata Presidente nazionale Federsolidarietà, Luciano Gualzetti, Direttore Caritas Ambrosiana, Luigi Pagano, ex Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Carlo Piarulli, Responsabile Nazionale Dipartimento Credito e Finanza Adiconsum e Claudia Segre, Presidente Global Thinking FoundationScopo dell’iniziativa è dunque quello di fare rete tra soggetti diversi, mettendo a fattor comune esperienze e competenze a vantaggio dei destinatari della stessa.

Secondo i rappresentanti delle Associazioni Consumatori partner intervenuti “è fondamentale proseguire sulla strada della collaborazione e della creazione di utili sinergie tra mondo associazionistico, enti del terzo settore e realtà che si occupano da anni di educazione finanziaria, nell’ottica di poter dar luogo ad un dialogo sempre più costruttivo e utile a supportare le persone in maggior difficoltà”.

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Povertà energetica – il video integrale di “Prima la casa” l’evento Adiconsum/CanaleEnergia del 16 luglio

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Autorità indipendenti: no alle logiche di spartizione politica

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Comunicato stampa Federconsumatori

Indipendenza, competenza e professionalità sono i criteri con cui si devono nominare i vertici di AGCOM e Garante Privacy.

È passato un mese dal nostro ultimo appello, in cui esprimevamo forte preoccupazione per le nomine dei presidenti delle autorità indipendenti Agcom e Garante della Privacy. Abbiamo sottolineato la necessità e l’urgenza di affidare questi compiti a Commissari competenti in materia e completamente indipendenti da ogni logica politica.

Si tratta, infatti, di due authorities che svolgono oggi un ruolo chiave in un’era in cui il settore della comunicazione è soggetto a forti minacce e richiede, come non mai, che siano garantiti i principi di responsabilità, trasparenza, sicurezza, imparzialità e rispetto per la privacy. La tutela della sicurezza dei dati personali è una questione di primaria importanza in un’epoca in cui tali dati sono divenuti letteralmente oggetto di mercato.

Affidare tali compiti secondo un disegno di mera spartizione delle nomine, che nulla ha a che vedere con i meriti e le competenze, potrà determinare un gravissimo danno per il Paese, in termini di sicurezza, di tutela e di sviluppo.

Per tutelare al meglio i diritti e gli interessi dei cittadini ed il Paese è indispensabile che chi compone le autorità indipendenti rispetti i requisiti di autorevolezza, professionalità, competenza, autonomia e indipendenza. Gli unici in grado di assicurare l’elevato grado di trasparenza e credibilità di cui queste Autorità hanno sempre goduto.

Barattare l’equilibrio del Governo con l’assegnazione di cariche così delicate e importanti sarebbe da irresponsabili.

Per questo rinnoviamo il nostro appello affinché le nomine siano improntate esclusivamente alla competenza, alla professionalità e alla trasparenza, per istituire un sistema di vigilanza e controllo realmente libero da qualsiasi condizionamento politico o di altra natura.

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La nostra economia è basata sulla scarsità e ci sta deludendo. Ecco perché il “modello di abbondanza” è ciò di cui abbiamo bisogno.

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Di Bibop Gresta – Chairman & Co-Founder at Hyperloop Transportation Technologies

Fonte: Linkedin

La maggior parte del mondo non pensa all’economia come un sistema creato dall’uomo.

Pensiamo ad esso come pensiamo alla natura: era qui “prima” di noi e sarà qui “dopo” di noi. È troppo grande da immaginare, troppo complessa da capire – e di conseguenza, consapevolmente o meno, l’adoriamo con fede divina. 

Ironicamente, l’economia è il riflesso della natura. 

Nelle società cacciatore-raccoglitori, “l’economia” era giusta ed equilibrata. Non c’era nessuna gerarchia, nessuna concorrenza. Era un ambiente cooperativo – e come un albero cadeva, uno nuovo sorgeva al suo posto, e così via.

Tuttavia, osservando la storia, le società cacciatore-raccoglitori si sono sviluppate soltanto dove c’era abbondanza di risorse, solitamente vicino ad una foresta o in una zona climaticamente mite. È nel deserto che abbiamo sviluppato una gerarchia – un ambiente più del tipo “sopravvivenza del più forte”. In questo tipo di economia, la scarsità dominava, fino al punto che (lentamente, con il tempo) questo modello è diventato il “normale” approccio alla vita — anche in posti con abbondanza. Forte contro debole. Vincitore contro perdente. Coloro che “hanno” e coloro che “non hanno.”

Scorrendo velocemente il tempo, quello a cui siamo finiti oggi è una quantità molto limitata di persone che controllano il 95% delle risorse del pianeta, mentre il resto del mondo sta morendo di fame.

Nel 2019, stiamo attualmente producendo cibo per 10 miliardi di persone – tuttavia siamo un mondo di sette miliardi e mezzo di persone, due miliardi dei quali muoiono di fame.

Qui non si tratta di politica. E non si tratta di raccogliere fondi per le iniziative “going green.”

“Sostenibilità”, nel vero senso della parola, sta nel capire i difetti della nostra attuale struttura economica, e il modo in cui, un modello costruito intorno alla scarsità, non porta ad una società sostenibile.

E vi spiegherò come — con una piccola storia chiamata “L’isola delle 10 palme”.

C’è un’isola con dieci persone e dieci palme.

L’economia che abbiamo creato per noi afferma un principio fondamentale: se ognuna delle persone dell’isola ha il potere di sostentarsi (cibo, acqua, ecc.), per definizione, non c’è economia. Se provo a vendere i frutti di una palma a qualcun altro, nessuno li comprerà perché gli altri hanno gli stessi frutti e sono sani e autosufficienti.

Ora immaginate che un uragano o un tornado colpisca l’isola e spazzi via 4 dei 10 alberi.

All’improvviso, si crea un’economia.

Le quattro persone che non hanno più palme per sostentarsi saranno improvvisamente interessate a comprare i frutti dagli altri sei che producono regolarmente frutta.

Pertanto, la teoria economica di Smith e Kerns direbbe: in questa situazione, se una delle sei persone che ha ancora un albero comincia a mettere un prezzo piu’ alto ai suoi frutti, poi qualcun altro abbasserà il prezzo al fine di competere per il cliente—e si avrà sempre un mercato che si auto-compensa.

Questa è domanda-offerta nella sua forma più basilare.

Purtroppo, è stato dimostrato che questa teoria è falsa perché la persona con la palma inizierà a volere sempre più potere. Lui/lei capirà le regole e le dinamiche dell’offerta e della domanda, e troverà il modo per far sì che gli altri con le palme non competano. Lui/lei potrebbe iniziare a comprare le altre palme in modo da poter dominare – o, immaginate che arrivi un altro tornado e distrugga le altre cinque palme. Ciò significa che l’individuo con l’ultima palma rimanente non solo controlla il prezzo, ma essenzialmente controlla l’intero approvvigionamento alimentare. Lui/lei diventa il sovrano dell’isola, in grado di decidere chi vive, chi muore, e ogni cosa che accade sull’isola.

Questo è ciò che succede quando si costruisce un modello economico attorno alla scarsità.

Adesso, vediamo come potrebbe essere l’opposto della scarsità.

Se si progettano le cose basandole sull’abbondanza, non solo si creano le condizioni per prosperare, ma si possono anche creare le premesse per un pianeta completamente nuovo basato su presupposti diversi – opposti a quelli esistenti sull’isola della scarsità. Solo che non dovete “consumare”, non dovete “produrre.” Non avete neanche il problema del lavoro, per esempio. Secondo uno studio di Oxford, il 47% dei posti di lavoro in tutto il mondo scomparirà nei prossimi 25 anni – e questi posti di lavoro non torneranno. Saranno sostituiti da computer e robot, e va bene cosi’. Evviva! Perché questo ci offre l’opportunità di poter garantire i diritti di base a tutti e di lottare per fare ciò che facciamo meglio: spendere l’80% del nostro tempo in creare e far progredire l’umanita’ e il 20% del nostro tempo eventualmente a lavorare.

Se fossimo in grado di ottimizzare e di costruire un modello economico attorno all’abbondanza invece che alla scarsità, sbarazzandoci del “lavoro” definitivamente, sarebbe ancora meglio.

Questo è estremamente importante nel modo in cui ci stiamo avvicinando e stiamo costruendo Hyperloop. 

L’abbondanza opposta alla scarsità è un pilastro fondamentale dei nostri criteri di progettazione. L’obiettivo qui non è quello di creare una società che fa tonnellate di denaro — anche se è l’ovvia conseguenza. La missione finale è un invito all’azione a livello planetario per costruire un sistema che apra la strada e costruisca l’infrastruttura per un’economia di nuova generazione. Non deve essere “Come possiamo arrivare da Los Angeles a San Francisco in meno di un’ora in modo che possa prendere più riunioni, lavorare di più, produrre di più, consumare di più,” ecc. 

Per riequilibrare veramente la nostra economia, dobbiamo attaccare il problema alla radice. E questo significa ridisegnare l’interazione umana da zero.

Mi rendo conto di dover sembrare un pazzo, fuori di testa, e va bene cosi’. Oggi stiamo appena scoprendo il percorso per arrivare a un modello di “abbondanza”. Al Forum mondiale dell’economia (World Economic Forum), 50 delle migliori compagnie del mondo ci prestano attenzione – desiderano tutti gli stessi risultati, ma partendo da punti di vista diversi. Ogni giorno possiamo vedere, passo dopo passo, un percorso sempre più chiaro davanti a noi.

Questo è un momento molto importante nella storia per l’umanità, e sta a noi unire e re-immaginare il mondo come lo conosciamo.

To read the English version of this piece, click here.

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