Il 20% dell’energia prodotta deriva da piccoli e piccolissimi impianti
Milano, 11 agosto 2014 – In Italia sempre più energia elettrica viene prodotta con mini-centrali alimentate prevalentemente da fonti rinnovabili: si tratta di impianti di piccole e piccolissime dimensioni che nell’insieme rappresentano oltre 30 mila MW, un quarto della potenza installata totale nazionale. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sul monitoraggio della generazione distribuita1 pubblicato dall’Autorità per l’energia sulla base degli ultimi dati disponibili, aggiornati al 2012. Oggi nel nostro Paese le ‘mini-centrali’ hanno raggiunto quota 485 mila, contribuiscono per oltre il 19% della produzione nazionale totale (circa 57 Terawattora sui 299,3 complessivi) e ben 7 su 10 utilizzano fonti rinnovabili (70%), con il solare che copre ormai il 31%.
Dal rapporto e dai numerosi dati e grafici riportati si conferma il trend di forte crescita delle mini- centrali per numero di impianti, per potenza installata e per produzione lorda. Particolarmente evidente è il notevole sviluppo degli impianti di piccola taglia, per lo più fotovoltaici: infatti, oltre il 99% degli impianti monitorati per un totale di 482mila, è di piccolissime dimensioni con una capacità di generazione non superiore a 1 MW.
Nell’insieme, le ‘micro-centrali’ hanno una capacità produttiva di 15.105 MW, rappresentano il 35,6% della produzione totale (20,3 TWh) e utilizzano quasi esclusivamente fonti rinnovabili (98%), prevalentemente solare (70%) ma anche biomasse, biogas e bioliquidi. Da notare che circa il 40% dell’energia prodotta da generazione distribuita viene autoconsumata mentre il rimanente viene immesso in rete o, in piccolissima parte, utilizzato per servizi ausiliari della produzione.
Il Rapporto è stato realizzato adottando per la prima volta la definizione europea di “generazione distribuita”2 che comprende tutti gli “impianti di generazione connessi al sistema di distribuzione”, senza limiti di potenza; nei precedenti rapporti, invece, la generazione distribuita era definita come l’insieme degli impianti di produzione aventi potenza inferiore a 10 MVA.
Anche la nuova metodologia conferma il trend di forte crescita di questi anni: infatti, il confronto omogeneo per la sola classe di impianti fino a 10 MVA, evidenzia una crescita di quasi il 45% rispetto all’anno precedente con 150 mila nuovi impianti; la potenza installata è aumentata di 5.600 MW (+ 31,2%) e la produzione di 10.500 GWh (+35,9%), prevalentemente per lo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici.
In questo scenario assumono particolare rilevanza gli interventi di regolazione per promuovere l’integrazione della generazione distribuita nel sistema elettrico e garantire la sicurezza, innovando le modalità di gestione delle reti e degli impianti e promuovendo lo sviluppo delle infrastrutture di rete, tra cui le smart grids.
Il Rapporto n.427/2014/I/Eel è disponibile sul sito www.autorita.energia.it