Sicuramente si è trattato di un investimento sbagliato, almeno finora, poiché non ha prodotto i risultati sperati, complice soprattutto il famigerato Porcellum, la Legge elettorale varata nel 2006 e dalla quale siamo ancora tenuti in ostaggio. Le elezioni politiche di qualche giorno fa sono costate al popolo italiano qualcosa come 389 milioni di euro (fonte Il Sole 24 Ore), tra sezioni, schede, presidenti di seggio, scrutatori, matite e quant’altro.

Ad essi vanno aggiunti gli 80 milioni di oneri finanziari in più sul debito pubblico, accumulati durante lo spoglio elettorale di Lunedì e nella giornata di Martedì. Inizialmente gli investitori avevano accolto i risultati delle elezioni italiane con entusiasmo, grazie agli instant poll che davano il centro-sx ampiamente in vantaggio.

Successivamente, però, la fiducia si è trasformata in incubo, a seguito della rimonta del centro-dx e soprattutto dell’exploit grillino. Da qui, il timore per la nascita di un governo palesemente instabile, 100 punti in più di spread ed il gia menzionato ennesimo colpo al nostro debito.