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Enel cambia nome, non la pelle! Arriva E-Distribuzione

Mentre le banche falliscono, il terrorismo si macchia di una escalation incredibile, la Gran Bretagna esce dall’Europa, i treni si scontrano sotto casa, colpi di stato. l’Enel decide di cambiare nome e di chiamarsi “E”.

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Fonte Corriere Nazionale

Un po’ come accade in politica quando si cambia nome ad un gruppo che continua a rimanere composto dalle solite persone ed animato dai soliti propositi per riuscire a tirare a campare per un po’ di tempo ancora.

Ma come mai delle persone che gestiscono miliardi di euro si siano preoccupate di una questione apparentemente così minima in un momento così grave? Come mai mentre il petrolio vale tra la metà e un terzo di un anno e mezzo fa, ci si preoccupa del nome di una società storica come l’Enel? Come mai anziché rendere più economica l’energia più cara del pianeta ci si concentra su questioni estetiche? Quanto conta il nome nella gestione di un pachiderma dell’energia?

Evidentemente moltissimo. Nell’era dei media e di internet un sondaggio -e poi molti altri sondaggi successivi- devono aver sollevato una questione grave: il nome Enel è in se simbolo di negatività. Per quei sondaggi la gente odia quel nome e quel simbolo senza possibilità di far loro cambiare idea.

Nei vari Consigli di Amministrazione si è probabilmente dibattuto a lungo su questa questione per loro gravissima: per quanto si spenda in pubblicità per sostenere il logo e il nome della società, non si riesce a schiodare la gente da una considerazione negativa dell’Enel. Evidentemente molto negativa e comunque molto refrattaria ad ogni sorta di pubblicità, pur subdola.

Così immagino che il responsabile della comunicazione dell’Enel abbia concluso essere più economico rottamare il nome che cercare di sostenerlo; “non è possibile salvarlo” avrà concluso!. Ci saranno voluti anni di calcoli per stabilire il costo del cambio del nome (dalla carta intestata, alle insegne, ai vestiti degli addetti,….) ma alla fine si è concluso che si tratta di un costo molto inferiore a quello che invece si deve pagare per  sostenere l’immagine dell’Enel in pubblicità.

Il nuovo nome ricorda la “E” di internet che invece probabilmente gli stessi sondaggi valutano come sinonimo di consenso ed apprezzamento: si cerca di avere da internet un consenso che spontaneamente la gente non assegna al simbolo Enel.

Purtroppo per loro, per la gente comune quella società rimarrà sempre l’Enel; serve ben altro per togliere dalle menti dei cittadini le sottrazioni di faraoniche somme con bollette illeggibili dentro le quali il già ente di Stato faceva e fa la parte dell’esattore delle tasse (e adesso anche del canone Rai) molto più che del fornitore di energia.

Il ricordo della gente non può essere misurato da nessun sondaggio e valuterà il cambio di nome più un segno di debolezza che di programmi o, ancor meno, di servizio. Per la gente l’”E” rimarrà quello che è l’Enel: un moderno gabelliere alla stessa guisa dell’Inps o di Equitalia! Per di più subdolo e terribile: “se n on paghi le tasse che stanno in bolletta, ti togliamo la luce”!

Agli onnipotenti amministratori di “E” qualcuno gli ricordi che, da sempre, si dice che “vox populi vox Dei”. E il popolo vuole che si cambi modello di gestione non il nome!

Canio Trione

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Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

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OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

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Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

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Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

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Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

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12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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