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Consumatori

Enel energia offre tutto compreso a 15 €, pubblicità ingannevole? Ricorso dell’MDC

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Esclusivo: parla l’esperto.

Nel 2012 le bollette di luce e gas delle famiglie italiane sono aumentate in media dell’8,5 %.
Per il 2013 i dati dell’Autorità energia per il mercato tutelato prevedono una spesa annua di 1815,42 euro di cui 516,42 euro per l’elettricità con 68,74 euro solo di imposte (13,31%) e ben 1.299 euro per il gas di cui addirittura 433 euro per il fisco (33,36%). Stretti tra gli aumenti costanti varati dall’Autorità e vere e proprie truffe, come l’aumento generale dei prezzi energetici causato dalla violazione del divieto di scaricare la Robin tax sui consumatori che la stessa Autorità stima in 930 milioni di euro solo nel 2010, sono in tanti a cercare di risparmiare con le nuove offerte sul “mercato libero”.

Ma è proprio la scelta del fornitore il momento più difficile e rischioso per il consumatore, travolto da una valanga di offerte con le più svariate tariffe, condite da non poche pubblicità ingannevoli. Ad Ottobre dello scorso anno ad esempio ci siamo imbattuti in una massiccia campagna pubblicitaria di Enel Energia per l’offerta “Tutto Compreso Gas di Enel Energia per il mercato libero Taglia S”, realizzata da Saatchi & Saatchi .

Migliaia di spot radio e tv , affissioni e display advertising in rete con Federica Pellegrini e Riccardo Rossi per dire ai consumatori come fosse possibile scegliere tra 4 taglie mensili in base ai propri consumi: Small, Medium, Large ed Extra Large, pagando con la prima addirittura solo 15 euro al mese che in un anno sommano 180 euro tasse escluse.

Eravamo troppo lontani dai 1299 euro medi stimati dalla AEEG per il 2013 e dalle somme ben più alte rilevate dai nostri sportelli alle prese con migliaia di reclami per il costo esorbitante della bollette gas.
Per questo abbiamo di verificare le condizioni effettive della proposta commerciale e quindi presentare un esposto all’Antitrust che, dopo ben due mesi, ha deciso di aprire un’ istruttoria per pratica commerciale scorretta.

Ad un primo esame della Garante infatti sembrerebbe che i messaggi denunciati “omettono di fornire informazioni rilevanti per il consumatore medio in relazione alla percentuale di incidenza della componente di commercializzazione all’ingrosso del gas sul costo complessivo sostenuto dal consumatore. Infine nel banner pubblicitario, in basso e a caratteri ridotti, compare la dicitura che per i consumi oltre la taglia è previsto un costo di 0,79 euro/SMC (iva e imposte escluse) e solo nella slide conclusiva, e per pochi secondi, viene specificato il fatto che la taglia S si riferisce ai consumi sino a 120S mc/anno”.

Siamo soddisfatti dell’avvio di questa istruttoria in cui speriamo possano intervenire tutte le altre associazioni dei consumatori per ribadire insieme e con forza la necessità di maggiore chiarezza nel mercato libero del gas, in cui i consumatori hanno diritto alla massima trasparenza. Speriamo inoltre che Enel Energia tenga subito conto di questi primi rilievi mossi dall’Antitrust impegnandosi a rendere più chiara la sua offerta.”

Dichiarazione del Movimento Difesa del cittadino
Dipartimento Nazionale Servizi a Rete, Avv. Francesco Luongo
Intervista di Luigi Gabriele

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Consumatori

150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

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Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

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Consumatori

Sacchetti bio: occhio allo scontrino

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Codici: verificate che non vi vengano addebitati se non li utilizzate

E’ di questi giorni la notizia che i consumatori, da quando è stato imposto il pagamento dei sacchetti bio, stanno cambiando abitudini di acquisto preferendo i prodotti confezionati, generando quindi molti più rifiuti, smascherando la praticamente inesistente anima “ambientalista” del provvedimento.


Poiché molti, tra cui il nostro segnalatore, scelgono il prodotto confezionato proprio per protesta contro questo ennesimo balzello, è facile immaginare la rabbia del Consumatore che si è visto addebitare, su un prodotto confezionato, un inesistente sacchetto bio.

Ad onor del vero, il Punto Vendita ha immediatamente restituito la somma al consumatore e rettificato l’errore nei loro archivi, ma se il consumatore non se ne fosse accorto?

Invitiamo quindi tutti gli esercenti, soprattutto la Grande Distribuzione, ad adottare i sacchetti di carta riciclata, o addirittura i sacchetti di carta in materiale compostabile, prodotti realmente amici dell’ambiente insomma.

Soprattutto però invitiamo i consumatori a verificare sempre sullo scontrino se il numero di sacchetti pagati coincida con quelli utilizzati.

L’errore è sempre dietro l’angolo ma, chissà perché, raramente è a favore del consumatore.

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Consumatori

GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

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fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

gas meter

L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

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