Le società dell’energia Enel, Eni e Acea hanno depositato ricorso al Tar del Lazio contro la sanzione da complessivi 14,5 milioni di euro inflitta loro dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette.

Lo scorso giugno, infatti, accogliendo una serie di esposti presentati dal Codacons per conto di centinaia di utenti vessati, l’Autorità garante della concorrenza aveva accertato una serie di pratiche aggressive a danno dei consumatori messe in atto dai gestori energetici: gestione inadeguata delle istanze e delle comunicazioni di clienti finali che lamentavano la fatturazione di consumi divergenti da quelli effettivi; mancata sospensione delle attività di riscossione nell’attesa di una risposta chiara, puntuale ed esaustiva; mancata adozione di misure per attenuare l’impatto della bolletta (ratizzazioni e tempi più lunghi); mancata o ritardata restituzione di importi dovuti a vario titolo ai clienti finali; addebito degli interessi di mora per tardivo pagamento, anche in caso di bollette recapitate in ritardo o non recapitate. Queste a vario titolo le condotte scorrette accertate dall’Antitrust.

Oggi Enel, Eni e Acea hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, contestando la sanzione, chiedendone l’annullamento e addirittura ribadendo la correttezza del loro operato.

“E’ una vergogna – attacca il presidente Carlo Rienzi – queste società di natura pubblica, perché di proprietà dello Stato e, nel caso di Acea, del Comune di Roma, vogliono continuare a mettere in atto pratiche contro i consumatori, e il Governo resta a guardare, permettendo loro di contestare la multa dell’Antitrust. Il Premier Renzi farebbe bene ad intervenire in prima persona, occupandosi anche dei diritti degli utenti e non solo di banche e referendum costituzionale”.

In ogni caso il Codacons, che sta studiando una possibile class action in favore dei clienti delle 3 società, interverrà al Tar chiedendo ai giudici di confermare la sanzione dell’Antitrust