fonte: linkiesta.it
di Edoardo Beltrame

Interessante puntata di Mi manda Rai3, sui contatori Enel.
Partecipavano: CODICI, unica associazione dei consumatori veramente determinata, ENEL e un rappresentante del Ministero, prova che l’argomento comincia a scottare.
Si parla di conguagli, che arrivano dopo anni, consumi non congruenti, marchi CE e contatori non regolari.
La trasmissione fa seguito a due interrogazioni Parlamentari e le risposte del Ministero non hanno ancora chiarito la faccenda.
Intervistano un professore del Politecnico di Milano, che ammette di non sapere come funzionino i contatori di Enel.

Gli ispettori metrici confermano un sistema allo sbando: sono responsabili della vigilanza del mercato ma non possono farci nulla.
Enel si limita a dichiarare che i sui “contatori” sono stati installati in accordo alle normative vigenti, ma non le conosce.
Non può ammettere, in televisione, che una legge impone, da sempre, che anche le transazioni di energia elettrica, debbano essere effettuate con strumenti legali.
Secondo Enel, nel 2008, sarebbe stato possibile installare contatori non omologati, giacenti nei suoi magazzini, nonostante l’entrata in vigore della delibera Europea MID, dell’anno prima.
Il rappresentante del Ministero resta in tragico silenzio!
I consumatori dicono che i “contatori” dànno i numeri e non si ritrovano con i consumi.
Resta il fatto che nessuno sa come funzionino: solo Enel li ha verificati, quando sono stati prodotti e li controlla da remoto. Solo Enel può verificarli, senza che nessun ente terzo possa capirne qualcosa.
Un atto di fede collettivo! Miliardi di euro, addebitati ai consumatori, senza nessuna verifica. Ci sono poi imposte, accise, IVA, oneri di rete, che derivano dal dato del contatore e che scontano la stessa indeterminazione.
La situazione è talmente paradossale, che il rappresentante del Ministero, invece di chiarire, se ne esce con un “mica possiamo spegnere 37 milioni di contatori“.
Invece dovrebbe spiegare perché gli “elettrodomestici” di Enel possano continuare a funzionare “purché non rimossi“.
Così recita il decreto, nato proprio per salvare il pregresso di Enel e, determinando, di fatto, due categorie di utenti: decine di milioni di sfigati con gli “elettrodomestici” e pochi altri, con contatori regolari.
Il quadro è preoccupante e l’azione collettiva di CODICI ha basi sempre più solide.