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Energia: arriva un nuovo tipo di contratto per i consumatori, cosa fare?

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La tutela simile questa sconosciuta, simile a cosa? Cos’è, quanto costa, quali tutele e a chi rivolgersi.

Codici vi aiuterà ad orientarvi fungendo da “facilitatore”. Dal 1° gennaio 2017 l’Autorità per l’energia (AEEGSI), in vista della scomparsa del mercato di maggior tutela dell’energia, che avverrà nel 2018, e del fatto che esisterà solo il mercato libero, ha istituito la tutela simile. 

Ma simile a cosa? Al mercato libero di energia elettrica.

La Tutela SIMILE è una particolare tipologia di contratto di fornitura elettrica che guiderà il consumatore nel comprendere le modalità ed i meccanismi per poter scegliere consapevolmente il proprio fornitore, senza possibilmente incorrere in truffe e raggiri in un mercato come quello libero, che il consumatore potrebbe non conoscere se attualmente si trova in quello tutelato.

Per consentire al consumatore di abituarsi alla nuova tipologia del mercato libero, conservando però le salvaguardie di quello tutelato, la tutela simile conterrà le condizioni contrattuali definite dall’Autorità, uguali per tutti i venditori di energia.

In realtà attualmente esistono già questi due tipi di mercato, ovvero quello libero e quello tutelato, coesistono, ed è il consumatore a scegliere liberamente in base alle offerte che ritiene più vantaggiose per sé, a quale appartenere.

 

Principali caratteristiche del contratto di Tutela SIMILE:

  • Le condizioni economiche sono analoghe a quelle del servizio di Maggior Tutela, eccetto che per l’applicazione di un bonus/sconto una volta sola, diverso da fornitore a fornitore, che viene applicato nella prima bolletta.
  • La durata del contratto di tutela simile è di 12 mesi non rinnovabile. Il cliente può aderire alla Tutela SIMILE dal 1° gennaio 2017 fino al 30 giugno 2018.
  • Possono aderire sia i clienti domestici che i non domestici che hanno già un contratto di fornitura nel mercato tutelato.
  • Alla scadenza del contratto di tutela simile, dopo i 12 mesi, il consumatore può o rimanere con il medesimo fornitore aderendo però ad un’offerta del mercato libero, oppure cambiare fornitore sempre nel mercato libero. Qualora non si effettui alcuna scelta, lo stesso fornitore che si ha nella tutela simile, applicherà le stesse condizioni contrattuali ed economiche che pratica nel mercato libero.
  • Il contratto di tutela simile è un contratto che può essere stipulato solo on-line attraverso un portale, per il quale è meglio farsi aiutare da CODICI per accedervi. Su questo  sito il consumatore, attraverso Codici, potrà confrontare le diverse offerte delle aziende che sono state ammesse, dopo un vaglio da parte dell’Autorità dell’energia dei loro requisiti di: solidità economico-finanziaria, onorabilità e requisiti operativi. Attualmente sono 30 su 250 gli operatori che hanno aderito alla tutela simile.

 

A chi rivolgersi per orientarsi?

 

In questo mare magnum di offerte, le Associazioni dei consumatori sono state incaricate dall’Autorità per l’energia, in quanto riconosciuti come soggetti istituzionali, di fungere da facilitatori, aiutando il consumatore a scegliere l’offerta a lui più congeniale, in base ai propri consumi ed esigenze.

Quindi, le Associazioni di consumatori – facilitatori saranno dei veri e propri consulenti specializzati in materia di energia,  che assisteranno i consumatori e li orienteranno o sulle offerte del mercato libero oppure a rimanere sul mercato tutelato, se ritenuto più adatto a questi ultimi.

A breve sarà attivata sul sito Codici la pagina relativa alla tutela simile: www.codici.org/tutelasimile.html

Al momento per qualsiasi richiesta in merito, scriveteci a segreteria_nazionale@codici.org

Dott.ssa Carla Pillitu,

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Consumatori

Contatori del gas, U.Di.Con.: ”Presunta truffa per i consumatori, attendiamo la risposta dell’AGCM”

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Roma, 07/11/2018 – “Ciò che è emerso nel servizio andato in onda ieri sera nella trasmissione Le Iene è quanto mai grave e ci mettiamo fin da subito a disposizione degli utenti che volessero segnalarci disfunzioni al loro contatore – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – stando al servizio di ieri, che fornisce delle prove lampanti rispetto a quello andato in onda qualche giorno prima, alcuni dei nuovi contatori elettronici installati in questi mesi, presenterebbero dei “piccoli problemi” nella rilevazione del passaggio del gas che, stranamente, risulterebbe presente nonostante l’interruzione dello stesso. Un malfunzionamento che automaticamente rischierebbe di far registrare un consumo eccessivo, facendo di fatto lievitare le bollette delle utenze domestiche, il tutto a svantaggio dei consumatori che, la maggior parte delle volte, ignari dell’anomalia, si limiterebbero a comunicare i numeri presenti sul display”.

I nuovi contatori elettronici del gas, installati dai tecnici a partire dallo scorso anno avrebbero dovuto rendere la vita più facile agli utenti, presentando dei vantaggi, tra cui la possibilità di telecontrollo da remoto e quella di realizzare una misurazione più precisa. In questi ultimi giorni si sta apprendendo invece di un malfunzionamento nella misurazione, ma ancora non è possibile capire se è un problema che riguarda tutti i contatori o solo alcuni.

“Sinceramente ci auguriamo che si tratti solo di un difetto di alcuni contatori e che effettivamente non si tratti dell’ennesima truffa a danno dei consumatori anche se, ad ora, non c’è stata alcuna smentita o dichiarazione ufficiale da parte di chi si è occupato della sostituzione dei nuovi contatori.  Abbiamo deciso di scrivere ad ARERA e all’AGCM per far maggiore chiarezza sulle notizie che in queste ore circolano sui media – continua Nesci – laddove le indagini dovessero confermare quanto emerso, ci impegneremo a richiedere la sostituzione gratuita dei contatori a nome dei consumatori interessati. Nel frattempo – conclude Nesci – attendiamo  una risposta dall’AGCM in merito alla nostra segnalazione di  pratica commerciale scorretta a danno degli utenti, chiedendo fin da subito ad ARERA l’istituzione di un tavolo tecnico nelle prossime ore per fare chiarezza sulla vicenda”.

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Sorgenia lancia la bolletta-video

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Da documento fiscale-amministrativo a strumento di relazione fra cliente e fornitore: questa è Nexty, la bolletta-video che rende l’energia più vicina alle persone.

Milano, 5 novembre 2018 – La bolletta diventa più smart grazie a Nexty, una novità per i clienti della prima digital energy company italiana: ogni mese riceveranno una bolletta-video che, oltre a sintetizzare gli aspetti specifici della fornitura di ciascun utente, fornisce consigli su come utilizzare meglio l’energia e racconta esperienze di innovazione al servizio delle persone.

Con uno stile fresco e originale che richiama i colori e il linguaggio di Sorgenia, Nexty è una bolletta personalizzata in cui ciascuno trova un video che descrive quanto ha consumato nel mese, con un confronto con il periodo precedente, quanto ha speso, quanto ha risparmiato, quanta CO2 ha evitato di disperdere in atmosfera, grazie all’energia 100% green fornita da Sorgenia. Ma non solo: in meno di un minuto Nexty integra i contenuti della bolletta tradizionale, sempre consultabile dal video, con temi in grado di interessare, appassionare e ingaggiare gli utenti. Ogni “puntata” è nuova e diversa, con una grafica che si aggiorna mensilmente, seguendo la stagionalità.

Dopo aver semplificato le modalità per diventare cliente, grazie all’utilizzo esclusivo del web, ora Sorgenia rende più piacevole anche la customer experience con uno strumento semplice, veloce, interattivo e orientato allo storytelling.

“Nexty è la prosecuzione ideale del nostro approccio full-digital: siamo partiti dal presupposto che la tecnologia ci offre strumenti straordinari per esplorare nuovi orizzonti e siamo approdati a un tool che rende l’energia più semplice, trasparente, immediata e vicina – dice Gianfilippo Mancini AD di SorgeniaIl nostro obiettivo è rendere questo strumento sempre più personalizzato, capace di rispondere alle esigenze di ciascuno e, perché no, anche un mezzo per appagare la curiosità dei nostri clienti digital, attenti alla sostenibilità e alla continua ricerca di nuovi stimoli”.

 

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Concessioni, l’ANAC: fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di distorta applicazione della normativa di settore

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Atto di segnalazione
Inviato a Governo e Parlamento l’atto di segnalazione n. 4/2018 in tema di concessioni

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inviato un Atto di segnalazione a Governo e Parlamento in tema di affidamenti dei concessionari e adempimenti dei concessionari autostradali.
All’esito di una ampia attività di vigilanza, l’Anac ha infatti riscontrato la presenza di fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di distorta applicazione della normativa di settore, inclusi alcuni fenomeni sintomatici di singolari criticità e anomalie.
Con l’Atto trasmesso a Governo e Parlamento, l’Anac segnala la necessità di un intervento per affidare, tramite procedure ad evidenza pubblica, le concessioni scadute; sollecita più puntuali verifiche da parte dei concedenti nei confronti degli adempimenti dei concessionari, allo stato carenti; invita i concedenti a rivisitare le concessioni in essere, anche esercitando le prerogative di monitoraggio previste dalla normativa.

Atto di segnalazione n. 4 del 17 ottobre 2018

L’AUTORITÀ SEGNALA a) la necessità di un intervento volto a sollecitare l’affidamento tramite procedure ad evidenza pubblica, ai sensi delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, delle concessioni scadute; b) la necessità di richiamare l’attenzione dei Concedenti quali soggetti naturalmente preposti alle verifiche sui Concessionari, in quanto parti del contratto di concessione e deputati all’applicazione delle relative penali che conseguono al mancato rispetto dei limiti percentuali previsti dall’art.177 Codice; c) la necessità di richiamare, altresì, l’attenzione dei Concedenti a rivisitare le convenzioni di concessione in essere, esercitando anche le proprie prerogative di monitoraggio dei rispettivi concessionari come, peraltro, disciplinato nelle linee guida n. 11 del 2018 e, più in generale, nelle linee guida n. 9 del 2018 (monitoraggio dei contratti di partenariato pubblico privato).

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