Ieri, Sergio Rizzo ha posto sotto la sua lente di ingrandimento(un po sbiadita),il problema dell’energia elettrica per i piccoli consumatori, con la consueta attenzione ai temi dell’efficienza pubblica e della correttezza dei costi che la collettività paga, facendo molta attenzione ai costi e poco a come sono realmente ripartiti. Nulla di nuovo visto che in molte circostanze noi associazioni dei consumatori abbiamo sottolineato come l’energia elettrica sia gravata da costi impropri e come le famiglie debbano confrontarsi con un’energia molto cara a causa delle tasse e degli oneri di sistema, che costituiscono oltre il 50% del costo sostenuto da una famiglia. Come se non bastasse la bolletta è divenuta “il bancomat” dello Stato, dove vengono riversati tutti i “prelievi” che non possono essere fatti sulla fiscalità generale, basta dare un occhiata a come sono ripartiti realmente i costi in bolletta, facendo riferimento a questo schema dell’autorità.

Tutto questo, però, fa riferimento a voci di costo estranee a quello dell’energia. Invece, colpisce, nell’articolo “La corsa della bolletta elettrica”, quanto riporta Rizzo, e cioè che, secondo qualche analista, i consumatori finali avrebbero potuto beneficiare di un miliardo e mezzo di risparmi negli ultimi anni se l’approvvigionamento dell’energia non fosse stato svolto dall’Acquirente Unico, ma avesse rispecchiato l’andamento del prezzo di borsa. Colpisce perché le modalità di acquisto dell’energia destinata al mercato dei piccoli consumatori è sorvegliata sia dall’Autorità per l’energia che dal Ministero dello Sviluppo Economico. Se entrambe le istituzioni titolari della politica energetica del paese commettono errori così grossolani, c’è veramente di che essere preoccupati.

Ma soprattutto colpisce la frase “famiglie pigre”, riferendosi a quelle che non vogliono abbandonare il mercato protetto, solo perché il vicino di casa ha subito una truffa. Oppure perché, gli eroi che ci avevano provato a passare al mercato libero, se ne sono dovuti scappare, perchè i distibutori(che in tutto questo prendono il 14% senza muovere un dito), stranamente protetti dall’autorità e dal ministero, non avevano letto il suo contatore e il nuovo venditore ha dovuto inviargli una bolletta salatissima?

Non più tardi di luglio infatti, l’Autorità per l’energia ha pubblicato un rapporto da cui emerge con chiarezza che i prezzi del mercato libero sono in grandissima misura superiori a quelli del mercato tutelato. Perchè qualcuno si ostina a considerare il consumatore tipo, quello che consuma 1200kWh all’anno.

E in effetti, andando a fare una ricerca sul “trovaofferte” dell’Autorità relativamente al quarto trimestre del 2013, si trova che oltre il 50% delle offerte ha prezzi superiori a quelli “di riferimento” dell’Autorità, valorizzati a partire dai costi di Acquirente Unico. Lo stesso che sarebbe responsabile, secondo quanto riportato da Sergio Rizzo, di un sovracosto per i consumatori di un miliardo e mezzo.

I consumatori, a questo punto, non sanno veramente più che cosa pensare. Se il prezzo in borsa è così vantaggioso, viene da chiedersi, perché gli operatori sul mercato libero non offrono a un prezzo più basso di quello stabilito dall’Autorità per l’energia sulla base dei costi di acquisto di Acquirente Unico?

Sarebbe necessario che da tutti i soggetti interessati – istituzioni e operatori – arrivasse una volta per tutte un chiarimento su queste questioni. Perché forse sarà anche vero, in qualche caso, che il consumatore è un po’ pigro (come afferma Sergio Rizzo, mi piacerebbe saper se lui sia nel mercato Libero o nel tutelato), ma certo è difficile immaginare che la famiglia media italiana debba, per beneficiare del prezzo dell’energia migliore, provvedere ad andare da sola sulla borsa elettrica. Eppure, se l’Acquirente Unico, l’Autorità per l’energia, il Ministero dello sviluppo economico e gli operatori non garantiscono un’offerta di prezzo conveniente,sembra proprio che l’ultima speranza del consumatore debba essere quella di imparare a destreggiarsi tra Mercato del Giorno prima, mercati a Termine dell’energia e piattaforme infraday. Non è una prospettiva confortante, ma soprattutto a questo punto a che serve l’AEEG?

In tutto questo c’è da chiedersi: perchè allora si vuole smontare il mercato tutelato, AU e il SII e mettere mano sul GME con l’ennesimo emendamento porcata che sempre ieri(in strana corrispondenza con il pezzo di Rizzo), i soliti presuntuosi nominati, hanno fatto presentare dai loro elettrauti?

Non è che si vogliono gestire i grossi flussi di cassa degli incentivi delle FER e accaparrarsi la borsa elettrica, per imporre con il solito modello da cartello, i prezzi ai consumatori e alle aziende?

Ma chi vuole fare la pelle al mercato tutelato?
Meno male che ci sono i ragazzi del M5S .

p.s.Rizzo che delusione!
@Doctorspinone