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Energia.Coefficiente di morosità (CMor), sta per scoppiare un allarme sociale

ALLARME CMOR, COEFFICIENTE DI MOROSITÀ: SEMPRE PIÙ NUMEROSE LE SEGNALAZIONI DI CITTADINI AL CODICI. AEEG FACCIA UN PASSO INDIETRO PREVEDA MAGGIORI SANZIONI

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La seguente segnalazione pervenuta al Codici è solo l’ultima di una lunga serie di denunce molto simili tra loro. La storia è la seguente:
“Avevo un contratto con Enel Energia dal 2012, contratto stipulato telefonicamente con promesse di forti agevolazioni sulle tariffe bio orarie scansionate in tre mesi. Ma dopo i primi sei mesi le bollette sono salite vertiginosamente fino ad arrivare alla penultimA del trimestre di circa 600 euro. Interdetta, chiamo il numero verde e verifico che la tariffa che mi avevano consigliato era del tutto inadeguata per le mie abitudini di consumo. Io non ho mai avuto consumi così alti. Chiedo la rateizzazione e inoltro pratica di rescissione con Enel Energia rientrando con Enel Servizio Elettrico da luglio 2013. Purtroppo, a causa di un disguido, l’ultima bolletta di giugno 2013 di Enel Energia non mi viene recapitata. A febbraio mi arriva una comunicazione da Enel Energia di insolvenza su tale bolletta di cui non sono in possesso. A marzo ricevo la lettera dell’agenzia Maran che chiede il pagamento di questa somma con aggiunta di mora. La settimana scorsa pago la cifra richiesta da Maran. Nel frattempo la bolletta Enel Servizio Elettrico del bimestre febbraio-marzo mi chiede ben 551,83 euro: mi viene richiesto ben 256,83 euro di Cmor per addebito corrispettivo. Ho pagato l’insolvenza con Enel Energia, perché devo ripagare anche Enel Servizio Elettrico?”

Purtroppo, come già accennato, queste segnalazioni sono molto frequenti. “Il problema – spiega Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici – è che in tal modo le aziende non vanno più incontro al rischio di impresa. Il sistema voluto da AEEG sui morosi, infatti, trasforma chi non ha pagato una bolletta, perchè arrivata in ritardo o perché soggetto a contratto truffa, in moroso a spese della CCSE “Cassa conguagli del servizio elettrico” (ovvero la cassa di tutti i consumatori)”.

A detta dell’AEEG, il Sistema indennitario persegue l’obiettivo di limitare i comportamenti opportunistici di singoli clienti finali che, una volta cambiato fornitore, non adempiono al pagamento delle ultime fatture o degli eventuali conguagli. Per Aeeg lo scopo è anche la limitazione dell’impatto negativo del rischio creditizio sull’attività della vendita al dettaglio e, di conseguenza, sui prezzi praticati nei confronti di tutti i clienti finali e per lo sviluppo della concorrenza.
Ma Codici continua ad opporsi a questo sistema, come quello del registro dei Morosi (BICSE), ritenendo che il codice civile dia già gli strumenti per coloro che forniscono un servizio e non vengono pagati. Insomma, l’introduzione del C/Mor determinerebbe un ingiusto sbilanciamento dei diritti e dei rapporti contrattuali, tutti a favore degli “incumbent del mercato”, a danno dei consumatori e del mercato stesso.

“Per questo – continua Luigi Gabriele – abbiamo chiesto ad AEEG di fare un passo indietro, chiedendo, anzi, di promuovere maggiori sanzioni per coloro che non garantiscono la liberalizzazione del mercato e per i distributori sempre più monopolisti ingiustificati. Come chiediamo al Governo che il ruolo degli operatori del mercato libero passi da semplice sostituto d’imposta ad attore “vero”, con possibilità di fare bene il proprio business e dare maggiore vantaggi economici ai consumatori”.

I cittadini che avessero necessità di assistenza si possono rivolgere agli sportelli Energia diritti a viva voce di Codici al seguente link
Roma 28 maggio 2014

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MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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