Le associazioni dei consumatori Adoc, Codici, Lega Consumatori e UNC rispondono alla posizione di Assoelettrica, in merito all’abbandono del mercato di maggior tutela.

Roma, 5 marzo 2014 – “La lentezza del passaggio dei clienti dal mercato tutelato a quello libero sembra dipendere più dalla scarsa attrattività delle offerte che le Società fanno sul mercato libero, che da ipotetiche barriere, come d’altra parte dimostra una recente indagine dell’Autorità per l’energia”. E’ questo il commento delle associazioni Adoc, Codici, Lega Consumatori e UNC, rispetto alla posizione di Assoelettrica, che emerge da un’intervista rilasciata ad una rivista di settore.
Il Presidente di Assoelettrica Chicco Testa, infatti, afferma che vi è una distorsione del mercato elettrico poiché “il 50% della produzione è fuori dal mercato, se poi anche nella vendita lo è un terzo dei clienti, competere diventa difficile” per cui, prosegue sulla rivista, “l’obiettivo debba essere un abbandono progressivo della maggior tutela”.
Secondo le associazioni Adoc, Codici, Lega Consumatori e UNC invece, le cose non stanno così: “dire che un terzo del mercato è precluso per via dell’esistenza del mercato tutelato è quantomeno azzardato: al di là della facile considerazione per cui l’Acquirente Unico acquista, per i clienti del mercato tutelato, sia sul mercato a termine dell’energia che sul mercato del giorno prima (quindi pienamente sul mercato), non bisogna dimenticare che circa 1 milione e mezzo di clienti all’anno passano dal mercato tutelato a quello libero. La vera domanda è: perché invece di essere un milione e mezzo non sono tre milioni o quattro o cinque? Ma, forse, la responsabilità è da ricercare altrove e specialmente nella poca convenienza del mercato libero”.

Dichiarazione di Luigi Gabriele – Relazioni esterne Codici– abbiamo lanciato anche un Hashtag ( #chiccochehaiintesta ), rivolto a Chicco Testa, oggi capo di Assoelettrica ma ex filosofo ambientalista del PCI già presidente di Enel e Acea, società che in gran parte hanno la responsabilità di aver reso la situazione così come la conosciamo.
Secondo noi la vera distorsione del mercato non sono i numeri dati più o meno a caso da #chiccochehaiintesta, ma è sopratutto il fatto che da una parte ci sono aziende più o meno legate allo Stato e quindi alla politica che lavorano senza etica e logica (vedi le municipalizzate o le partecipate dallo Stato), con il rischio a carico dei contribuenti, e con un management autoreferenziale e completamente fuori dalle competenze globali, prevalentemente riciclati dalla politica, mentre dall’altra ci sono aziende che dovrebbero rischiare di loro, secondo logiche di mercato. E’ ovvio che non c’è competizione in questo modo!

Insomma la nomenclatura politica che i questi anni ha messo le mani su tutte le società partecipate dello Stato, riducendo mercato e sistema a “Renditometri dei partiti”, oggi intende ancora far pagare ai consumatori il costo delle loro scalate personali, facendo anche fallire quella parte di mercato che almeno ci mette soldi propri e non quelli dello Stato o dei consumatori.
Meno male che in tutto questo c’è la tutela che con GME ed AU ha operato secondo le regole del buon padre di famiglia, evitando di esporre i consumatori ai rischi di un mercato bazar, utile solo agli Energivori e far fare numeri ai distributori.

@Doctorspinone