Roma, 9 luglio 2015 – Viene ribadito il secco no da parte di Rete Consumatori Italia all’abolizione del mercato tutelato contenuto all’interno del ddl concorrenza in discussione in Parlamento. A rafforzare la nostra posizione, una recente ricerca effettuata in Inghilterra dove la liberalizzazione dell’energia ha portato ad un vero e proprio fallimento con conseguenze pesanti sugli utenti. L’aumento del gas è stato del 135% mentre quello dell’energia del 75%.

La stessa situazione si verificherebbe inevitabilmente nel caso in cui le Camere approvassero il ddl concorrenza nella sua versione attuale. Secondo le  stime effettuate dall’Autorità dell’energia, i costi per i consumatori supererebbero il 20% di quelli attuali.

Il problema, nel nostro Paese, non riguarda la mancanza di un libero mercato, che già esiste, ma nell’ assetto del mercato di tutela.  Oggi, nelle mani di unico soggetto vi è circa l’80% delle utenze mentre la restante parte è suddivisa tra tanti, e numerosi, altri attori.

“Ciò che vogliamo rivedere è la struttura di quest’ultimo che pensiamo debba andare nella direzione di coinvolgere il numero maggiore di operatori possibili. Proponiamo una vera e propria tutela liberalizzata ovvero una ridistribuzione del mercato tra tutti gli operatori “  dichiarano Furio Truzzi presidente di Assoutenti, Giovanni Ferrari presidente Casa del Consumatore e Ivano GiacomellI segretario nazionale CODICI. Inoltre, da una indagine della AEEGSI sulla fatturazione, che verrà pubblicata a breve, emerge che la situazione sui mercati di energia e gas è drammatica. Le fatture di consumo stimato anziché effettuato sono spropositate. A peggiorare la situazione degli utenti, i ritardi di fatturazioni e la mancata consegna diventati ormai sempre più ‘normalità’.

Rete Consumatori Italia chiede quindi non solo di non abolire la tutela ma di rafforzarla con l’unico scopo che contraddistingue la nostra missione: migliorare le condizioni dei consumatori.