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Consumatori

Energia e Gas: Associazioni dei consumatori contro il coefficiente di morosità

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Coefficiente di morosità annullato dal Tar: le Associazioni dei Consumatori chiedono un confronto urgente con l’Autorità per l’eliminazione definitiva di una procedura iniqua sospendendo gli ulteriori addebiti e disponendo la restituzione delle somme incassate dagli utenti sulla base di un provvedimento nullo.

Prosegue la mobilitazione delle Associazioni nazionali dei consumatori ed utenti Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore Cittadinanzattiva, Codacons, CODICI, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino che in un documento congiunto inviato all’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas hanno chiesto chiarimenti e un intervento tempestivo sulla procedura del Sistema Indennitario (Sind) dichiarata illegittima dal Tar Lombardia.

In sostanza il nuovo venditore di energia elettrica ed il gas scelto dal consumatore addebitava nella propria bolletta anche i crediti del precedente fornitore sotto la dicitura C/mor senza indicare all’utente chi e perché vantasse il credito.

Le Associazioni dei Consumatori avevano già manifestato forti riserve su come fosse congegnata questa procedura partita lo scorso anno tra cui la difficoltà da parte dell’utente di attivare e seguire la complessa procedura di reclamo prevista sotto la minaccia di un distacco della fornitura. Altri aspetti criticati dalle associazioni sono l’assenza di una informazione tempestiva e i rischi del cliente impossibilitato a far valere i propri diritti in sede di reclamo nel caso di attivazione abusive, oltre che sulle modalità di annullamento e sospensione delle richieste di indennizzo.

Nonostante la sentenza del Tar Lombardia che ha annullato le disposizioni istitutive del Sind dichiarando illegittimi gli addebiti sulle bollette degli utenti, l’Autorità, senza consultare le Associazioni, ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato, rimarcando ancora una volta il fenomeno delle morosità e del turismo degli utenti domestici nel settore energetico.

“In realtà – ricordano le associazioni – in bolletta gli utenti già versano € 4,7 all’anno per complessivi 130 milioni di euro a copertura delle morosità di cui il principale responsabile risultano essere la P.A per il 70%, le PMI per il 20%, e le famiglie per un esiguo 10%. Un dato che ha incidenza decisamente limitata e danneggia famiglie e piccole imprese in difficoltà”.

Alla luce di questi dati le Associazioni chiedono che venga rispettata la sentenza del Tar della Lombardia e venga istituito un tavolo di confronto con l’Autorità affinché venga eliminata definitivamente questa procedura iniqua nei confronti degli utenti e sia disposta la restituzione delle somme incassate illegittimamente dalle compagnie che devono perseguire eventuali morosi con gli strumenti ordinari e sopratutto le garanzie previste per gli utenti.

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Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Consumatori

Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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