Scenario: convegno annuale Aiget 2013 (Associazione italiana grossisti e Trader) e lettera congiunta delle associazioni dei consumatori al ministro Zanonato sulla riduzione dei sussidi incrociati in occasione del “Decreto del Fare”.

Abbiamo chiesto il parere sul tema al Vice presidente Aiget Carlo Bagnasco.
Per una volta possiamo dire che operatori e consumatori abbiano lo stesso problema; un problema davvero di grande entità che si chiama “mancato servizio e costo salato per una parte della filiera che presenta evidenti disfunzioni”.

I consumatori lo hanno detto in tutte le salse: è inutile fare efficienza energetica (cambiare elettrodomestici e lampadine), cambiare la fonte di approvvigionamento (anche con FER), cambiare abitudini (tariffa bioraria) o passare al libero mercato, quando chi deve leggere il contatore per farti pagare quello che realmente consumi non lo fa.
Tutto questo mentre ii consumatori fungono da rilevatori della misura del loro stesso consumo (auto lettura), nonostante per l’elettrico abbiano i contatori teleletti e paghino il 14% di oneri di sistema al distributore.

Per non parlare degli investimenti sulla rete. Non si chiede “solo” di renderla più efficiente per assorbire le quantità esagerate di FER rimaste inutilizzate, ma almeno di provvedere a piccoli interventi come per esempio il taglio degli alberi. Abbiamo visto cosa succede appena nevica, alberi che si abbattono sui tralicci e ditte esterne per intervenire sul ripristino rete con giorni e giorni di ritardo. Senza dimenticare che i consumatori si lamentano spesso perché, nonostante lo “smart metering”, le bollette sono in consumo stimato o con cifre da capogiro.

Il grossista, dal canto suo dice che per qualche unità di ricavo (3-5%) ,deve fare l’esattore a costo zero. Anticipano e garantiscono milioni di euro a Stato e Distributori avendo spesso con ritardo i dati reali della misura. Dati che spesso sono sbagliati, aprendo contenziosi con i loro clienti che o non pagano o cambiano operatore. Per non parlare delle situazioni in cui basta un’elezione amministrativa per fermare per mesi l’attività dei letturisti.

Insomma il distributore deve essere chiamato a riconcepire il proprio mestiere in un’ottica di efficienza al servizio di tutta la filiera, con sanzioni proporzionate alle disfuzioni. Investire in tecnologie e management per tutelare non solo il proprio fatturato ma cittadini e imprese che necessitano di un trattamento da Paese moderno. Con pratiche trasparenti e meccanismi virtuosi anche in termini regolatori, con sanzioni quando serve e riconoscimento di valore a fronte di best practice.)

Molti chiedono di ridurre il costo degli oneri e molti di ridefinire il “potere dei distributori”. Sarebbe il caso di fare efficienza, ma non solo sulle fonti e sulle abitudini, ma soprattutto sugli oneri impropri, e magari aprire al mercato settori oggi considerati monopoli di fatto.

Luigi Gabriele
Rapporti Istituzionali e Affari Regolatori Associazione consumatori Codici. Esperto in Energia e Idrico.