Roma, 20 luglio 2015 – L’Autorità per l’energia il gas e il sistema idrico ha effettuato un’indagine sull’80% degli operatori dell’energia e del gas, da cui sono scaturiti dati scandalosi, di cui ne anticipiamo gli esiti. E’ infatti emerso che il 13% delle fatture energetiche sono in consumo stimato. Sono quindi 17 milioni le fatture frutto di ipotetici dati anziché reali.

Spesso nonostante i conguagli, persino la coda di fatturazione risulta essere in consumo stimato. Dal totale delle fatture emesse il 16% presenta stime di coda di cui 12 milioni relativi a clienti del servizio di maggior tutela e la restante parte a clienti sul mercato libero.

“Ricordiamo che gli italiani pagano i costi di rete che incidono per il 10% sulla fattura complessiva, costi che servono a pagare chi legge i contatori Perché paghiamo i distributori se non servono a garantire una fatturazione allineata ai consumi?” dichiarano Ivano Giacomelli Segretario Nazionale e Luigi Gabriele Affari Istituzionali CODICI.

Drammatico il dato delle auto letture, che per circa ‘80% non vengono mai acquisite.

Ancora più drammatica la situazione riguardante il gas. Dall’indagine effettuata dall’Autorità, risulta che il 50% delle fatture è in consumo stimato. Siccome la bolletta media è di 1500 euro l’anno, vuol dire che gli importi stimati sono assai incisivi sul bilancio economico delle famiglie.

Il paradosso è che a questi dati, drammatici e scandalosi allo stesso tempo, se ne aggiunge un altro: sono ben 600 mila le bollette che ogni anno non vengono consegnate.

Risulta inoltre che il mercato in cui la lettura stimata presenta numeri da capogiro è quello libero rispetto al tutelato. Il 28% delle fatture con conguaglio sono indirizzate a clienti di maggior tutela e il restante 72% a clienti del mercato libero. Questi sono dei veri e propri anticipi che i consumatori fanno di tasca propria agli operatori senza che questi ultimi paghino degli interessi.

A questo punto pretendiamo o che vengano interamente eliminate le fatturazioni stimate o che venga riconosciuto al consumatore un importo per gli interessi maturati. Oltre che alla revisione dei costi di misura e lettura presenti in bolletta, tanto allettanti che negli ultimi anni gli unici ad investire in questo settore sono i Fondi d’investimento.