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Energia e Gas, in Italia esiste il “sequestro” del dato (di Paolo Vigevano)

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INTERVENTO Paolo Vigevano (Presidente e AD di Acquirente Unico spa)
Convegno: Il sistema informativo imtegrato, uno strumento di efficenza e trasparenza. Roma 3 lulgio, 2014

Buongiorno a tutti. Voglio ringraziare davvero con sincerità tutti voi per aver voluto partecipare a questo convegno di Acquirente Unico sul tema del Sistema informativo integrato del settore energia e, più in generale, sul tema dell’interoperabilità tra le banche dati. Si tratta di una questione cruciale in tutti i paesi avanzati e certamente lo è per il nostro paese, dove la frammentazione della conoscenza, la costruzione di steccati, il “sequestro” – fatemi dire così – del dato ha sempre fatto premio sulla sua condivisione. A scapito, sempre, dell’utente o del cliente finale. Sempre. Lo dico senza timore di smentite. L’assenza di interoperabilità, l’opacità, le barriere immotivate alla condivisione delle informazioni finiscono per tradursi sempre in difficoltà, spese, rallentamenti e fastidi per l’utente finale. E certamente non favoriscono la fiducia nel mercato da parte del consumatore. E non favoriscono, quindi, in fin dei conti, lo sviluppo stesso del mercato e il positivo dispiegarsi delle sue possibilità.

Il nostro paese non cresce. Non cresce da anni. Da anni lo sappiamo, da anni cerchiamo di porre rimedio a questa situazione. Sono molte le azioni da compiere a questo fine e non mi permetterò certo io di indicare strade in un terreno così complesso e ostico. Mi sento però di dire, anche guardando a quello che succede attorno a noi, che una delle vie per migliorare la produttività è certamente quella di migliorare la facilità e l’affidabilità delle operazioni di mercato. Acquirente unico, nel limite delle sue competenze assegnategli dalla legge, sta cercando di fare la propria parte per favorire, nel settore energetico, la realizzazione di un terreno di gioco sgombro, sicuro e sganciato dagli interessi di tutte le forza in campo, perché esso stesso, Acquirente Unico, privo di interessi diretti, in quel campo.

Esattamente tre mesi fa, in questa stessa sala, l’Acquirente Unico ha tenuto un convegno, che mi pare abbia suscitato un certo interesse: il convegno sul Mercato tutelato, i suoi pregi, i suoi difetti e l’opportunità stessa (ci siamo interrogati su questo senza timore) di mantenerlo in vita. Quel convegno ha prodotto un dibattito; l’Autorità per l’energia, per bocca del presidente Bortoni, ha preso una posizione netta, ribadendola anche nel corso dell’ultima relazione al Parlamento.
Ebbene, io credo che l’argomento che trattiamo oggi sia per molti versi di importanza maggiore, persino rispetto a quello della validità e attualità di un mercato tutelato nel settore elettrico. La maggior tutela, se ci riflettiamo, tocca un settore ampio, importante, delicato del mercato, quello appunto dei piccoli clienti. Ma, per quanto ampia e significativa, si tratta pur sempre di una parte. Nel caso del Sistema informativo integrato, invece, noi parliamo dell’intero mercato: tutelato o libero che sia. Parliamo di milioni di flussi di dati scambiati giornalmente tra tutti gli operatori, siano essi utenti del dispacciamento, distributori, venditori, trader e, in prospettiva, clienti finali. E non è solo la numerosità e l’eterogeneità degli attori a determinare la complessità del sistema. Va aggiunto a quest’aspetto quello, altrettanto determinante, della molteplicità dei processi da attuare: settlement, volture, switching, attivazioni, disattivazioni, risoluzioni contrattuali, sospensioni e riattivazioni, misure etc.

Provate a rifletterci. Vi viene in mente un ambito in cui si sia riusciti a realizzare un’interoperabilità così spinta? Io credo ce ne sia solo uno, e cioè il sistema interbancario.
Ecco, la complessità e l’importanza del Sistema informativo integrato si può confrontare solo con quella del sistema interbancario.
Innanzi tutto, si tratta di un sistema in cui sia sempre certo, tracciato, certificato ed opponibile a terzi “chi fa cosa, quando”. Sarebbe impensabile, oggi, che un bonifico o anche un semplice pagamento bancomat possano perdersi nel vuoto. Nel settore elettrico e forse ancor più in quello del gas, invece, questi problemi sono all’ordine del giorno, con l’aggravante che nel settore elettrico si rischia di lasciare un utente, civile o industriale, senza energia. Sarebbe impensabile, oggi, che nell’esecuzione di qualunque operazione bancaria online, un qualunque acquisto via internet noi potessimo credere di aver concluso l’operazione o effettuato l’acquisto, per scoprire solo molti giorni – o addirittura mesi – dopo che così non è stato, che uno dei soggetti in campo ha ritenuto di non poter dar seguito all’operazione perché un Iban o un Codice fiscale comunicati non risultavano coerenti con i database di questo soggetto.
Ecco, tutto ciò nei settori dell’energia può ancora accadere. Ed effettivamente accade. Se esaminiamo i reclami che sono arrivati allo Sportello del consumatore nel 2013, scopriamo che le voci Fatturazione, Contratti e Mercato fanno la parte del leone, con il 26, 21 e 20 percento dei reclami. Appena dopo si è collocato il Bonus, con il 19% dei reclami. E se scendiamo ancor più nel dettaglio, scopriamo che il 53% dei problemi legati alla Fatturazione ha a che vedere con i consumi e il 15% con i conguagli. La voce Contratti è per un quarto riferita alle sole volture, mentre sotto la voce Mercato vanno raccolti un 38% di reclami legati al cambio di fornitore e un 11% per doppia fatturazione. E stiamo parlando di uno sportello di seconda istanza, che esamina solo casi che non siano stati direttamente risolti tra operatori e consumatori!
Occorre dircelo con chiarezza: i consumatori hanno ancora troppe ragioni per diffidare del mercato, nel settore energetico.

Ma attenzione. Se c’è ancora molto da fare, questo non vuol dire che nulla sia stato fatto. Anzi, è importantissimo sfatare sia l’insinuazione, a volte malevola, sia la genuina, ma non per questo meno errata convinzione che a 4 anni dalla sua istituzione il SII non abbia ancora cominciato ad operare.
Il Sistema Informativo Integrato nasce con la legge 129/2010 “Al fine di sostenere la competitività e di incentivare la migliore funzionalità delle attività delle imprese operanti nel settore dell’energia elettrica e del gas naturale…”, attraverso la “…gestione dei flussi informativi relativi ai mercati dell’energia elettrica e del gas, basato su una banca dati dei punti di prelievo e dei dati identificativi dei clienti finali.“

Nel 2012 al SII sono state aggiunte altre funzioni: la legge 27/2012 afferma infatti che “ al fine di promuovere la concorrenza nei mercati dell’energia elettrica e del gas, il Sistema informativo integrato… è finalizzato anche alla gestione delle informazioni relative ai consumi di energia elettrica e di gas dei clienti finali”.

Ricapitoliamo: sostenere la competitività e incentivare la funzionalità delle attività delle imprese nel settore dell’energia, attraverso la gestione dei flussi informativi del settore medesimo, sulla base di una banca dati dei punti di prelievo e dei dati identificativi dei clienti finali… parliamo di qualcosa come 56 (37 elettrico e 22 gas) milioni di utenze!! E a questo si aggiunge, due anni dopo, la gestione delle informazioni relative ai consumi!

“Avete messo troppa carne al fuoco”, dirà qualcuno. Ebbene, a luglio 2012 è entrata in funzione la piattaforma tecnologica del SII ed è iniziato l’accreditamento degli operatori del settore elettrico. A fine settembre dello stesso anno è iniziata l’acquisizione di dati per la costituzione della banca dati nazionale dei punti di prelievo serviti nel mercato libero elettrico, estesa a novembre anche al mercato tutelato.
Ad aprile 2013 il SII ha cominciato a gestire i primi processi nel settore elettrico, relativi allo scambio dei dati mensili utilizzati nel bilanciamento di rete e per la stima degli acquisti di energia.

In questi giorni, da giugno 2014, il SII sta entrando in operatività anche sul settore gas, a partire dall’accreditamento degli oltre 600 operatori del settore (distributori e venditori) e con la costituzione entro dine anno della la banca dati nazionale dei punti di riconsegna(circa 22 milioni di forniture)

Ad oggi, il SII gestisce ogni mese i flussi di base del c.d. settlement (necessari per individuare la quantità di energia immessa o prelevata dalla rete da ciascun operatore), rivelando difformità, incongruenze e incompletezze e consentendo di risolverle. L’introduzione del SII ha permesso di individuare le anomalie e di intervenire per migliorare la qualità dei dati. I venditori, infatti, si trovano di fronte all’esigenza di acquisire energia sulla base di informazioni, fornite dai distributori, non sempre complete e talvolta errate; il che si traduce immancabilmente in maggiori costi e quindi minore competitività per le aziende. Come sempre, questi oneri finiscono per avere riflessi negativi sul cliente finale, in particolare nel settore industriale, più sensibile alle prospettive dei vantaggi potenziali di un mercato liberalizzato. E questo, lo ribadisco, alimenta il male peggiore per il mercato, ossia la sfiducia dei clienti finali nel mercato stesso.

2010 – 2012 – 2014: è stato un tempo record quello intercorso fra l’introduzione della legge e l’entrata in funzione del Sistema. E non è finita qui. I piani originari di sviluppo prevedevano che entro il 2015 si completasse l’operatività del SII su tutti i processi del settore elettrico, per poi passare al Gas. Come ho detto pocanzi, sul gas siamo già partiti, e per di più garantendo un aggiornamento addirittura quotidiano del registro degli utenti (22 milioni). Non per questo cambiano le prospettive sul settore elettrico. A meno di problemi non dipendenti da noi o di decisioni diverse sulle tempistiche, ad esempio per garantire adeguati tempi di parallelo su determinati processi, la data del 2015 resta il nostro orizzonte. Voglio dirlo chiaramente: dalla data di assegnazione di una task, ad esempio la voltura, se guardiamo solo alle nostre necessità e non subentrano ritardi dovuti a problemi da risolvere con gli operatori, Acquirente Unico, il Sistema informativo integrato, è in grado di rendere operativo il nuovo processo in sei mesi.
Un passo da record, in pratica, quello tenuto finora e quello che possiamo ancora tenere: il tempo minimo per svolgere l’appalto sulle forniture tecnologiche e il collaudo della piattaforma applicativa, mentre, via via, a valle delle delibere attuative dell’Autorità per l’energia sono state messe a punto e condivise con gli operatori le specifiche tecniche e le procedure organizzative.

Ho citato finalmente l’Autorità per l’energia. Lo faccio a questo punto non perché il suo contributo sia stato residuale. Al contrario. Occorre dire con chiarezza che se oggi esiste un sistema informativo integrato lo dobbiamo alla lungimiranza prima e alla perseveranza poi dell’Autorità per l’energia. La legge 129 del 2010 che ho citato prima, infatti, prende atto della bontà delle osservazioni che l’Autorità aveva posto alla base di un documento di consultazione, elaborato tra il 2009 e il 2010, il DCO 14/10. In questo documento l’AEEGSI individuava rilevanti criticità nel mercato che ostacolavano una completa liberalizzazione. Queste criticità erano riconducibili ad una asimmetria informativa fra i diversi operatori del mercato, che si traduceva – e, dobbiamo dire, spesso ancora si traduce – in una difficoltà strutturale del mercato libero nel reperire le informazioni fondamentali su cui basare la propria attività commerciale. Altro punto critico evidenziato dall’Autorità era la mancata standardizzazione dei flussi informativi e l’impossibilità di effettuare un monitoraggio diretto sul comportamento degli operatori stessi.

L’intuizione felice del legislatore, nella formulazione sintetica ed efficace della legge 129/2010, è stata quella di individuare una finalità chiara e definita, un soggetto specifico, l’Autorità per l’energia, che avesse la responsabilità di guidare il processo e un soggetto altrettanto specifico, l’Acquirente Unico, che ne fosse l’attuatore tecnico. È stato l’allineamento di questi tre fattori, o per meglio dire di queste chiare responsabilità, ad aver consentito al Sistema informativo integrato di non perdersi lungo il percorso e addirittura procedere con tempi brevissimi, considerata sia la vastità della platea dei soggetti con cui si è trovato ad interloquire (370 operatori nel mercato elettrico e almeno 600 in quello del gas) sia la diversità degli operatori coinvolti, non solo per dimensione, ma anche per tipologia (grandi e piccole imprese, piccoli comuni ed enti pubblici).
Tutta questa varietà di soggetti oggi è interconnessa attraverso una piattaforma standardizzata che abilita lo scambio dei dati tra gli operatori, in modo opponibile/certificato, sicuro e nel pieno rispetto della privacy. Inoltre, il SII non si limita a standardizzare ed automatizzare i processi esistenti, ma offre all’Autorità la base per ridefinire progressivamente tali processi, introducendo tutte le innovazioni/semplificazioni rese possibili dalla disponibilità stessa del sistema.

Ma l’aspetto tecnologico è comunque solo una parte del SII e, sinceramente, la meno problematica. Il vero valore aggiunto è costituito dalla condivisione con gli operatori di mercato delle modalità di lavoro, generale e per ciascun processo gestito: ciò implica la possibilità di strutturare in modo corretto le responsabilità di ciascuno in termini di livelli di servizio e di sicurezza, due aspetti cardine per l’operatività del sistema. Realizzare questa condivisione ha richiesto e richiede molta più capacità e lavoro che non la realizzazione di una semplice infrastruttura tecnologica.

Ma quanto è costato tutto questo? Dal suo avvio (2011) ad oggi il SII è costato circa 12 milioni di Euro. L’impatto sugli operatori, invece, è del tutto marginale. Si tenga conto che un sistema complesso, come quello di un soggetto che debba gestire moltissimi processi e moltissime operazioni, come quello di un grande operatore elettrico, costa ogni anno, un 20 percento almeno del suo valore iniziale solo di manutenzione correttiva ed evolutiva. L’integrazione del SII nei processi degli operatori rientra appunto nei costi di manutenzione evolutiva. E questi costi, per un grande operatore, sono valutabili nelle decine di milioni di Euro all’anno. Quindi anche qualunque accusa di generare costi aggiuntivi sproporzionati è, lo voglio dire con chiarezza, destituita di ogni fondamento.

Punto 41. Nella lettera alla Pubblica amministrazione pubblicata lo scorso 30 Aprile a firma del Presidente del Consiglio, Renzi, e dal Ministro Madia, si legge, al punto 41, “unificazione e interoperabilità delle banche dati”. Il ministro stesso, nel corso del Forum PA, ha detto di aver rinunciato ad una propria banca dati a favore di una, esattamente identica in teoria, ma poi disallineata nella pratica, residente presso un altro ministero; lo ha fatto – ha spiegato il Ministro Madia – perché occorre superare la logica per cui il dato “è di qualcuno” e possedere il dato in casa propria è un elemento di potere. Il dato che afferisce alla Pubblica amministrazione è esclusivamente di chi, secondo la legge, deve poterlo usare. Il luogo fisico o amministrativo presso il quale si trova è del tutto irrilevante, se non per un fattore: la garanzia della terzietà.

È per questo che abbiamo voluto intitolare questo convegno proprio al Punto 41. L’Acquirente Unico è il soggetto terzo cui è stato assegnato il compito di gestire i dati del settore energetico. Ma il sistema non è di Acquirente unico, il sistema è, permettetemi il bisticcio, “del sistema”! Di tutto il sistema energetico!
Perché il sistema interbancario, cui ho già fatto cenno, non è stato assegnato, per la sua implementazione, ad una delle grandi banche nazionali? Forse che Unicredit o Intesa o BNL o altri non avrebbero avuto la capacità tecnica o economica per affrontare l’impresa? Certo che sì. Ma è ovvio che un sistema che deve essere utilizzato da tutti non può far capo a nessuno di quelli che lo usano. Poi, certo, ognuno mantiene i propri sistemi, i propri meccanismi d’azione, le proprie procedure, la propria operatività quotidiana, che deve essere strutturata e dimensionata sulle caratteristiche e le necessità del singolo soggetto. Ma al momento in cui ci si interfaccia, quando deve essere garantita a tutti la possibilità di parlare con tutti, allora è chiaro che l’infrastruttura e la modalità di interconnessione deve essere terza, indipendente e, nel proprio specifico, sovrana.

È questo che il Sistema Informativo Integrato sta già facendo, per tutti gli operatori del settore energetico. È questo modello che l’Acquirente unico – con un po’ di sfrontatezza, ma anche con il coraggio delle cose fatte – propone all’attenzione della pubblica amministrazione tutta e del mondo informatico come una best practice di successo, se non addirittura come un possibile modello.

Grazie

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Consumatori

Luce e Gas, cosa fare e come risparmiare. Luigi Gabriele da “Quelle brave ragazze” Rai 1

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Luce e Gas, cosa fare e come risparmiare, Luigi Gabriele approfondisce insieme  a “Quelle brave ragazze” Rai 1

6 agosto 2018 – per rivedere la puntata, clicca su questo link da minuto 55″

1) cosa significa e quando avverrà il superamento del mercato tutelato per l’energia elettrica e il gas

La differenza consiste nel fatto che, mentre nel mercato tutelato periodicamente (trimestralmente) l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas propone un prezzo di riferimento per il mercato e quindi le aziende che vendono gas ed energia elettrica sono obbligate ad applicare il prezzo imposto dall’Autorità, invece nel mercato libero, gli operatori possono applicare il prezzo che preferiscono. Nel mercato libero, sostanzialmente è il cliente a decidere quale venditore o tipo di contratto scegliere, decidendo di cambiare qualora l’offerta non sia più confacente ai propri consumi. In linea di massima, il prezzo di riferimento del mercato tutelato è stato finora anche il più conveniente.

Il superamento è previsto per il 1° luglio 2019, anche se aleggia un’ipotesi molto plausibile sul fatto che il decreto mille proroghe, prorogherà appunto al luglio 2020, la completa liberalizzazione.

2) cosa deve fare il consumatore e cosa rischia in caso non scelga un nuovo operatore

Dunque, il consumatore che non optasse per un operatore del mercato libero, si ritroverebbe catapultato contro la sua volontà, nel cosiddetto servizio di salvaguardia, dove l’energia costa il 40% in più. Quindi il consumatore dovrà scegliere un nuovo fornitore oppure esprimere chiaramente di voler passare al mercato libero dello stesso operatore, se del mercato tutelato.

Codici, per aiutare il consumatore ad orientarsi in vista della liberalizzazione del mercato, sta organizzando un gruppo di acquisto energia e gas.

 

3) cosa fare in casi di conguaglio e cosa prevede la nuova legge sui maxi conguagli

– In caso di maxiconguaglio bisogna inviare un reclamo scritto al proprio fornitore e richiedere l’accertamento dell’addebito. Ci si può anche far aiutare da un’Associazione di Consumatori per scrivere il reclamo da inviare ad un’azienda. Questo perché grazie alla nostra esperienza, in poche righe riusciamo a cogliere il problema e ad ottenere risposta entro i tempi stabiliti. I recapiti in genere sono scritti sulla bolletta o sul sito dell’operatore. Attenzione perché il reclamo telefonico non è valido, cioè lagnarsi al telefono con un operatore non viene considerato come reclamo!

Bisogna inoltrare un reclamo scritto per mezzo, in genere, di raccomandata A.R, FAX o PEC, posta elettronica certificata comunque deve rimanere una ricevuta a chi invia.

– La Manovra di Bilancio 2018 ha segnato l’addio per legge (speriamo definitivo) alle fastidiose maxi-bollette che troppi di noi conoscono bene e contro cui Codici combatte da ormai diversi anni. Infatti, secondo il provvedimento, nei contratti di forniture di acqua, gas e di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescriverà in due anni, a partire da marzo 2018, per le bollette del gas bisognerà aspettare gennaio 2019, per quelle dell’acqua il 2020.

NON sarà più possibile richiedere al consumatore somme che vadano al di là dei due anni precedenti l’emissione della bolletta. Una bella novità, di cui beneficeranno sia gli utenti domestici che le microimprese.

Un altro diritto garantito all’utente dalla Manovra consiste nella possibilità di sospendere i pagamenti in attesa di una verifica della legittimità di condotta dell’operatore in questione, ad esempio nel caso in cui:

  • Siano state emesse fatture a debito per conguagli relativi a periodi maggiori di due anni
  • L’utente abbia presentato reclami riguardanti i conguagli nelle forme previste dall’Autorità
  • L’Autorità garante abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice del consumo: relative alle modalità di rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato

Detto ciò, il diritto che, con ogni probabilità, interessa di più il consumatore consiste nell’obbligatorietà di ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati entro tre mesi (a titolo di indebito conguaglio), in caso di esito della verifica sulla legittimità della condotta dell’operatore.

4) come formulare e a chi un reclamo in caso di problemi con la bolletta *VEDI punto 3

5) come valutare i propri consumi ed eventualmente scegliere un nuovo operatore

– Controllare e monitorare sempre i propri consumi, stando attenti agli apparecchi elettrici ed elettronici presenti in casa, spesso ci viene detto dai consumatori di avere solo frigorifero e scaldabagno elettrico. Ecco, già questo da solo fa lievitare i consumi e le persone non ne sono consapevoli.

– Per evitare amare sorprese, comunicare attraverso tutti i canali disponibili, l’autolettura. Questo è l’unico modo, certo se acquisita dall’operatore, di tutelarsi.

– Controllare sempre che il contatore funzioni, che abbia un display leggibile e che registri il dato.

 

  • Il nuovo operatore va scelto sulla base di alcuni parametri fondamentali a nostro avviso:
  • Ovviamente il prezzo che offre per la fornitura, conveniente e tra i più bassi, ma non è l’aspetto fondamentale. Anche da un’indagine condotta da Codici emerge che,
  • la trasparenza e correttezza dei processi aziendali sono prioritari: la modalità di acquisizione di nuovi clienti, la contrattualistica e le politiche in genere che l’azienda attua nei confronti del consumatore, lo fanno stare più tranquillo.
  • La trasparenza delle informazioni che offre
  • I tempi di risposta e attesa
  • La reputazione, che per carità può sempre essere ribaltata e quindi può essere riabilitato
  • L’assistenza che è in grado di fornire

 

 

6) Fino ad oggi come e’ stato gestito  il mercato per l’energia elettrica e del gas e come sta cambiando ora ?

Fino ad oggi c’è stato un doppio binario tra il meccanismo di tutela, diciamo di natura monopolistica, e da meno di 10 anni un po’ per l’energia e un po’ più per il gas, si è pensato invece di aprire un po’ più alla liberalizzazione sia della produzione che della vendita di energia. Quindi sostanzialmente già oggi coesistono il mercato tutelato e il mercato libero di energia e gas.

Ciò che cambierà è che a partire dal 1° luglio 2019 o 2020 (secondo emendamento al mille proroghe), esisterà solamente il libero mercato.

 

7) Si parla di mercato tutelato e mercato libero: quali sono le differenze e che peso hanno in questo momento sulle decisioni dei consumatori?* vedi domanda 1

 

 

8) Quali sono le cause principali di questi rialzi?

 

I motivi sono:

  • Le tensioni internazionali, ad esempio tra Iran e USA che quindi sui mercati determinano un aumento del prezzo del greggio
  • Le numerose voci che compongono la bolletta

Il fatto che l’Autorità uscente abbia formulato una riforma tariffaria che da progressiva diventa regressiva, quindi più consumi meno spendi, che determinerà un aumento dal 10 al 30% della bolletta elettrica, e questo è stato programmato e voluto.

9) Quale sarà il costo che peserà sulle famiglie la prossima estate

Il costo sulle famiglie che peserà maggiormente quest’estate è ovviamente quello dei condizionatori, date le temperature e l’utilizzo massiccio degli stessi. Ma in un contesto più ampio, i consumatori la sorpresa se la ritroveranno dal 1° ottobre 2018. Nell’ultimo trimestre infatti, la tariffa che avrebbe dovuto subire degli aumenti ancora più elevati, è stata calmierata dalla stessa Autorità, diciamo che in questo modo la impopolarità dell’atto verrà scaricata sulla Autorità entrante. Questi aumenti sono stati solo rimandati al trimestre successivo, che va da ottobre a dicembre 2018 e qui si che si arriverà ad aumenti anche del 10% ed oltre.

 

10) Come possiamo difenderci dal caro spesa luce e gas?*vedi punto 5. Inoltre, essere noi stessi virtuosi con dei comportamenti quotidiani come: non lasciare le luci accese dove non siamo presenti, non lasciare il frigorifero aperto inutilmente, non lasciare le persiane aperte nelle ore più calde con l’aria condizionata accesa, al contrario non chiuderle finché si può utilizzare la luce naturale ecc ecc…

 

11) Cosa puo’ rischiare il consumatore volendo  rimanere con il vecchio operatore senza optare per uno nuovo?*servizio di salvaguardia vedi punto 2

 

12) Quali sono i consigli per meglio orientare le decisioni del consumatore?* vedi punto 5 secondo punto.

 

13) Come valutare i propri consumi  per gestire al meglio la propria situazione di gas e luce?* vedi punto 5

 

14) A fronte di queste novita’, In base a quali criteri va scelto un nuovo operatore, senza la paura di sbagliare?  *vedi punto 5

          Il nuovo operatore va scelto sulla base di alcuni parametri fondamentali a nostro avviso:

–          Ovviamente il prezzo che offre per la fornitura, conveniente e tra i più bassi, ma non è l’aspetto fondamentale. Anche da un’indagine condotta da Codici emerge che,

–          la trasparenza e correttezza dei processi aziendali sono prioritari: la modalità di acquisizione di nuovi clienti, la contrattualistica e le politiche in genere che l’azienda attua nei confronti del consumatore, lo fanno stare più tranquillo.

–          La trasparenza delle informazioni che offre

–          I tempi di risposta e attesa

–          La reputazione, che per carità può sempre essere ribaltata e quindi può essere riabilitato

–          L’assistenza che è in grado di fornire

 

15) Una parola che incute timore: il famoso conguaglio, che quando arriva, in genere, prevede somme ragguardevoli da pagare.. ma sono sempre cifre che corrispondono alla realtà?

Dipende, possono anche essere cifre dovute se ad esempio qualcuno non ha mai pagato la propria fornitura di energia o gas. In genere però, dalla nostra esperienza, i conguagli non sono mai dovuti in toto rispecchiando la cifra addebitata in quanto interviene la prescrizione, che prima era quinquennale ed ora, da marzo 2018 sarà biennale.

 

16) Ma questo conguaglio  in che modo viene calcolato?

In genere, sulla base di letture stimate, che significa mai rilevate né da un letturista che dovrebbe passare almeno 1 volta l’anno perché è una attività retribuita in bolletta, né dal contatore teleletto che dovrebbe essere talmente intelligente e preciso da rilevare il dato a distanza.

Oppure il distributore, cioè colui che rileva e detiene il dato della lettura, non ha adempiuto al suo compito comunicando la lettura al venditore di energia (colui per intenderci che si rapporta al consumatore), quindi si sono accumulate letture stimate non realistiche, e poi si sveglia un bel giorno e invia al venditore un conguaglio tra lettura stimata ed effettiva che risulterà in bolletta, perché bisogna riallineare i consumi.

E’ ovvio che magari pur essendo dovute sono insostenibili.

 

 

17) Ci si puo’ tutelare dai maxi conguagli? E soprattutto cosa fare?

Si. L’autolettura VA SEMPRE COMUNICATA e bisogna monitorare il proprio dato di consumo attraverso consumi e contatore, sono sempre la soluzione per evitare amare sorprese in bolletta.

 

18) C’e’ la possibilita’ di poter rateizzare l’importo di questi conguagli? In che modalità?

Si, la regola è concedere una rateizzazione pari almeno al numero di fatture che sono state saltate (cioè non emesse), ovvero pari al periodo del maxiconguaglio.

 

19) E per chi avesse pagato di piu’ del dovuto, in che modo può rientrare delle somme versate?

Attraverso una nota di credito nel caso in cui abbia interrotto il rapporto contrattuale, altrimenti verrà riaccreditato sulle bollette future.

 

20) In caso di problemi di bolletta   come dobbiamo  formulare la richiesta di reclamo  e a chi?* vedi punto 3 reclamo

 

 

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Consumatori

New Deal per i Consumatori, audizione in Senato della repubblica

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Giovedì 26 Luglio 2018 alle ore 8.30 Commissione Industria, commercio, turismo – Ufficio di Presidenza

Protezione dei consumatori

Audizione informale nell’ambito dell’esame degli atti dell’Unione europea n. COM (2018) 183 def. (Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo – Un “New Deal” per i consumatori) e n. COM (2018) 185 def. (Proposta di Direttiva sulla protezione dei consumatori) del Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU)

Audizione di Luigi Gabriele- Affari Istituzionali CODICI dal minuto 28.

Per rivedere il video

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Consumatori

Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte – da Il Fatto Quotidiano

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Fonte: Il Fatto Quotidiano del 16 luglio 2018, in edicola

di Patrizia De Rubertis

Verso la liberalizzazione . I milioni di euro di multa inflitti a Eni per la scorretta fatturazione dei consumi

Il provvedimento dell’Antitrust trae origine dalle segnalazioni dei consumatori che hanno lamentato maxi conguagli sulle bollette del 2007 Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte.

La piattaforma dell’Authority riporta i prezzi del mercato libero e non quelli del tutelato » 

Ventidue milioni di consumatori dell’energia e 18 milioni del gas entro il primo luglio 2019 dovranno obbligatoriamente passare al mercato libero, così come ha deciso il ddl Concorrenza. Ma, salvo un ulteriore slittamento deciso dal governo nei prossimi mesi, questo passaggio iniziato nel 2009 potrebbe essere “subito” dalle famiglie che ignorano l’avvento della rivoluzione che mette fine al mercato libero. Con la concreta possibilità, tuttavia, di non scegliere il nuovo gestore che soddisfi le proprie esigenze e il serio pericolo di pagare una bolletta più cara. Tanto che, secondo un sondaggio effettuato dall’associazione Codici, un terzo delle famiglie non sa quanto spende davvero in elettricità e gas, mentre 1’80% ignora addirittura il tipo mercato in cui si trova. COSÌ, se la liberalizzazione del mercato nasce da un’esigenza di maggior concorrenza tra gli operatorie di più ampi margini di guadagno che possano portare a maggiori investimenti sul settore, le offerte “libere” già presenti sul mercato non sempre si sono rivelate convenienti. Senza giri diparole, quello che difatto ha sempre bloccato il passaggio (nel 2016 ultimo dato disponibile nel mercato libero c’era solo il 34,4% dei clienti domestici dell’elettricità e poco meno del 38% del gas) è la paura della mancanz a di trasparenza. Fino ad oggi, infatti, chi ha abbandonato consapevolmente il mercato libero (ma è alta lapercentuale dei clienti ai quali sono stati “estorti” contratti stipulati tramite reti di agenti che operano porta a porta o attraverso il teleselling), dopo la scadenza del primo anno quello su cui solitamente viene applicata una forte scontistica si è ritrovato a pagare più di prima. Mentre solo i più smanettoni che hanno sottoscritto i contratti via web sono riusciti a risparmiare fino al13%, secondole elaborazionidiRef Ricerche. Facciamo chiarezza. Alle decine di operatori di call center e agli emissari porta a porta che in queste settimane stanno telefonando o scampanellando a casa per comunicare che entro il mese in corso bisogna passare al mercato libero, va subito risposto che c’è ancora un anno di tempo per prendere una decisione così importante che vede sul piatto migliaia di euro all’anno che si sborsano per le bollette della luce e del gas. La scomparsa del mercato a maggior tutela significa, infatti, scegliere personalmente il proprio fornitore (come si fa con la telefonia), dal momento che non ci sarà più un garante, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), che ogni tre mesi stabilisce il prezzo di luce e gas. Un importo, frutto dell’acquisto collettivo di energia senza ricarichi, salvo i rialzi che si registrano solitamente per la corsa del petrolio. E che per ilterzo trimestre equivalgono a un +6,5% per l’elettricità e il +8,2% per il gas, che per una famiglia tipo equivalgono a un aumento di spesa da 24 euro all’anno.

COME FARE, quindi, a decidere a quale gestore affidarsi, la forma contrattuale da sottoscrivere (monoraria, bioraria, multioraria) e la condizione di prezzo (fissa, variabile)? E perché proprio queste tre domande? Sono i quesiti che pone il “Portale offerte”, il sito operativo da inizio mese e realizzato dall’Acquirente Unico sulla base delle indicazioni fornite dall’Arera. Iniziativalodevole che dovrebbe aiutare le famiglie a individuare l’offerta più vantaggiosa rispetto al proprio profilo di consumo visualizzando le cosiddette offerte “placet”, vale a dire le proposte commerciali per i clienti domestici che contengono un prezzo determinato dal venditore, ma a condizioni contrattuali e struttura di prezzo definiti dall’Authority. Noi abbiamo fatto la prova sul campo. Quasi impossibile trovare il sito che non solo non è indicizzato sui motori di ricerca, ma non è neanche promosso sul sito dell’Arera, dove tra i banner in bella evidenza, campeggia ancora il “Trova offerte”, il vecchio comparatore. Poi, una volta che si inseriscono i dati, l’offerta del fornitore che esce è alquanto improbabile: un gruppo sconosciuto che riconduce a un sito assi lontano dal concetto di trasparenza tariffaria. “Questo portale ingenera solo confusione in un settore già di per sé molto complicato”, commenta Luigi Gabriele di Codici. Che spiega: “Peccato che si siano dimenticati di comparare queste offerte con il prezzo del servizio ditutela, ossia proprio con il parametro di riferimento piu importante; inoltre mancano le offerte green, qualsiasi informazione sui bonus destinate alle fasce più deboli”. E dal nostro . Dal canto suo l’Acquirente unico si discolpa spiegando che il sito è in fase di rodaggio e che la comparazione tra le offerte avverrà per gradi: a dicembre verranno pubblicate tutte le offerte esistenti sul mercato. Ma il peccato originale della mancata comparazione con il prezzo della tutela resterà.

L’aumento della spesa per luce (+6,5%) e gas (+8,2%) della famiglia tipo nel mercato tutelato per il terzo trimestre 34,4% La quota dei clienti domestici che nel 2016 sono passati al mercato libero dell’elettricità Sul fronte del gas, la percentuale è poco meno del 38% 21% La quota totale sul mercato libero che detiene Enel. Edison è al 6,1%, Eni al 5,5% e agli altri operatori va il 24,9% Alt 1.6 r 72). tr. . r. . 41 ».. . 1¦Igh tie ” Contratto Placet È la nuova proposta ibrida che i rivenditori devono fornire per agevolare gli utenti

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