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Energia e Gas nel mercato libero costa il 20% in più. Lo dice l’Autorità

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Energia: mercati di massa dinamici, ma concorrenza ancora non matura
prezzi del libero superiori a tutela, + 15-20 % nell’elettrico – pubblicato il monitoraggio retail 2012-2013 dell’Autorità
Milano, 12 febbraio 2015 – Mercati retail dell’energia elettrica e del gas dinamici, con tassi di cambio verso nuovi fornitori in linea o superiori alla media europea – circa il 25% dei clienti elettrici domestici ha scelto il mercato libero, il 22% nel gas – e con miglioramenti nei processi a supporto del funzionamento del mercato. La concorrenza però è ancora poco matura, più sviluppata per l’elettricità e i grandi clienti “energy-intensive”, meno per i domestici, con prezzi del mercato libero mediamente superiori a quelli della tutela, +15-20% per la “materia energia elettrica”1, e clienti ancora poco consapevoli dei meccanismi delle offerte. Condizioni che suggeriscono l’opportunità di mantenere ancora attivi, per entrambi i settori, gli strumenti e regimi di tutela, pensando piuttosto ad un percorso, una “road map”, per il loro progressivo superamento.
E’ questo in sintesi il quadro che emerge dal Monitoraggio dei mercati retail dell’Autorità per l’energia per gli anni 2012-2013, disponibile sul sito www.autorita.energia.it.
Per il settore elettrico l’analisi ha evidenziato – lato offerta – condizioni concorrenziali uniformi sul territorio nazionale, ma disomogenee per tipologia di clienti. Se infatti l’attività di vendita ai grandi clienti (in media tensione) presenta un’effettiva concorrenza, con positivi indici di concentrazione (i primi 3 operatori hanno solo il 23% circa dei volumi di vendita nel libero) e di cambio fornitore, emergono invece indicazioni di segno opposto per domestici e piccole imprese. La maggior tutela costituisce la modalità di fornitura prevalente, servendo nel 2013 ancora il 75% dei clienti domestici2, con gli operatori della stessa tutela che appaiono godere di un “vantaggio” nel convincere i clienti a rifornirsi alle loro condizioni nel libero: quasi il 60% di chi passa al libero sceglie il venditore dello stesso gruppo che aveva in tutela. Inoltre nel biennio il primo operatore detiene il 50% circa dei volumi serviti ai domestici nel libero e i principali 3 operatori oltre il 70%. Livelli di concentrazione che se si confermassero in caso di riduzione dei clienti in tutela risulterebbero critici per una piena concorrenza. Emerge poi che i clienti domestici sul mercato libero pagano prezzi maggiori rispetto alla tutela: nel 2013 i prezzi medi nel libero (riferiti ai soli costi di approvvigionamento, vendita e commercializzazione) infatti risultano superiori del +15-20% rispetto a quelli della tutela3. Un elemento da interpretare con attenzione perché in parte imputabile alla tipologia delle offerte del libero, spesso caratterizzate da ulteriori servizi aggiuntivi collegati alla fornitura4. Il fenomeno potrebbe essere anche sintomo delle difficoltà dei consumatori nel valutare il valore intrinseco delle diverse proposte. A fronte delle criticità, anche per i domestici il mercato libero
1 Le comparazioni del Rapporto riguardano i prezzi medi applicati dai venditori nel biennio 2012-2013, comunicati dagli operatori nell’ambito delle raccolte dati dell’Autorità.
2 Guardando ai volumi, quelli venduti in tutela sono il 28% circa rispetto al totale di quelli prelevati da tutti i clienti di massa (domestici e imprese).
3 In merito al confronto tra i prezzi prevalenti sul mercato libero e quelli del servizio di maggior tutela si può affermare che le componenti relative alle tariffe di rete, agli oneri generali di sistema, alle imposte e alle accise non contribuiscono a determinare differenze nei prezzi finali in quanto applicate in maniera uguale ai venditori del mercato libero e agli esercenti la maggior tutela. La comparazione viene pertanto condotta solo con riferimento alla componente relativa ai costi di approvvigionamento, vendita e margine di commercializzazione.
4 Caratteristica non presente nel servizio di tutela che si limita alla fornitura dell’energia ad un prezzo che riflette quello nel mercato all’ingrosso.

presenta un certo dinamismo: la quota dei clienti che hanno lasciato la tutela ci pone tra le migliori esperienze europee e dal confronto Continentale emerge che nel 2013 il tasso di switching in Italia, pari al 7,6%, è superiore a quello della media dei paesi UE, fermo al 5,6%. In crescita poi le offerte commerciali disponibili, come testimonia anche l’aumento dei venditori presenti nel ‘TrovaOfferte’ dell’Autorità, con una copertura dei volumi domestici forniti nel libero superiore al 90% e oltre 30 offerte visualizzabili, la maggior parte a prezzo boccato.
Una situazione simile a quella dei domestici si riscontra per le piccole imprese (i clienti in bassa tensione altri usi), seppur con criticità meno accentuate. In particolare, nonostante il servizio di maggior tutela costituisca la modalità di approvvigionamento prevalente, il 40% di questi clienti nel 2013 ha scelto il mercato libero (il 68% in volumi venduti).
Per il settore del gas naturale a differenza dell’elettrico emerge come la concorrenza – lato offerta – abbia luogo principalmente su scala geografica regionale o sub-regionale e non nazionale: nel 2012-2013 solo 4 venditori hanno quote di mercato significative in più di 5 regioni e, di questi, solo 2 sono presenti in più di 15 regioni. Più in generale, diversi elementi indicano che l’attività di vendita presenta condizioni di limitata concorrenza. Gli indici di concentrazione su base regionale segnalano infatti la presenza di vantaggi concorrenziali per i venditori “tradizionali” o incumbent locali, cioè quei venditori che in passato operavano come monopolisti: nel 2013 oltre il 94% dei volumi di gas sono stati consegnati in regioni dove i venditori tradizionali hanno una quota di mercato complessivamente superiore al 75%.
Il servizio di tutela rimane la modalità di fornitura più diffusa per i domestici (coprendo il 77% del gas consumato) e una più bassa propensione commerciale è confermata dalla limitata varietà delle offerte disponibili nel ‘TrovaOfferte’ dell’Autorità: i venditori iscritti coprono l’80% dei volumi di gas fornito ai domestici, ma sono solo 15 le offerte visualizzabili, quasi tutte a prezzo boccato. Inoltre i prezzi applicati nel mercato libero – ad eccezione dei clienti con elevati consumi – risultano in media più costosi rispetto a quelli di tutela. Si registra comunque un’espansione del mercato libero: il tasso di switching in Italia nel 2013, pari al 5,5%, risulta in linea con il tasso medio di cambio degli altri paesi europei.
Per entrambi i settori dal 2011 si registrano miglioramenti nei processi e meccanismi organizzativi a supporto del funzionamento del mercato, pur con alcune criticità ancora presenti. Si riduce nel biennio l’indisponibilità in tempo utile dei dati di misura, rendendo in parte più efficace il processo di switching (nel 2013 scesa al 2,1% dei casi nel settore elettrico, allo 0,8% nel gas); in contrazione anche il fenomeno delle doppie fatturazioni nell’elettrico, con una riduzione del 50%. In miglioramento anche i servizi telefonici e quelli di distribuzione. Di contro il numero di reclami nel mercato libero è superiore rispetto alla tutela, in particolare crescita nel gas: la ‘reclamosità’ dei clienti finali (cioè il rapporto tra numero dei reclami e numero dei clienti serviti) nel mercato libero infatti registra tassi leggermente più elevati nel gas, il 2,2% nel 2013, rispetto al 2% del settore elettrico. Il fenomeno dei contratti non richiesti continua ad essere un elemento di elevata attenzione, anche in considerazione dell’impatto che ha sulla percezione e fiducia nel mercato. Nel biennio il fenomeno, pur se dal 2012 mitigato dalle misure preventive dell’Autorità, non è ancora del tutto abbattuto, anche se è stato contenuto: l’incidenza dei reclami per contratti non richiesti rispetto al numero dei clienti serviti sul mercato libero è mediamente dello 0,15% circa nel settore elettrico e dello 0,09% nel gas. Infine, anche a causa della crisi economica, risultano su livelli elevati e in moderata crescita le richieste di sospensione del servizio per morosità.
Quanto emerge dal Rapporto suggerisce quindi attenzione nel processo di accompagnamento regolatorio al pieno accesso dei clienti al solo mercato libero. Nell’ambito di tale processo è infatti fondamentale evitare che l’accelerazione della transizione al mercato libero sia caratterizzata da massicci trasferimenti di ricchezza dai clienti finali ai venditori del mercato libero. Questo potrebbe accadere qualora la rimozione dei sistemi di tutela avvenisse in modo repentino, consentendo ai venditori esistenti di innalzare i prezzi senza che i clienti finali possano reagire tempestivamente, sia per l’elevata concentrazione dell’offerta, sia per la mancanza di consapevolezza circa i benefici di prezzo ottenibili attraverso il cambio di venditore.

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Consumatori

Bollette, forse cancelliamo la riforma delle tariffe

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Finalmente abbiamo un TRIBUNO dei consumatori, il Sen. Gianluigi Paragone

Grazie al post di Rita Dalla Chiesa si è riaperta una speranza!

Vi ricordate la famosa riforma delle bollette voluta dall’ex presidente ARERA GUIDO PIER PAOLO BORTONI che aveva dato origine alla teoria delle famiglie numerose che consumano tanto, e che essendo milioni, dovevano essere sussidiate al posto delle vecchiette sole e dei single squattrinati?

Quella riforma, che esiste da circa 3 anni, vi ha spalmato i costi degli oneri e dei servizi in maniera fissa senza tenere conto del vostro atteggiamento al risparmio, insomma la cosiddetta Riforma Bortoni per le famiglie ricche e numerose era un regalino, ma non certo per i consumatori vulnerabili.

Per chi vuole rivedere la storia basta che torni a leggere il link postati ma sopratutto vedere questo video

Ma ora pensiamo al futuro. Il tema è che questa odiosa riforma, ha sostanzialmente azzerato i comportamenti virtuosi e sopratutto per le seconde case è diventata un bagno di sangue.

Oggi, dopo aver tentato invano di trovare qualche Parlamentare interessato (ne avevo parlato con quasi tutti gli “esperti dell’energia”), è rimasta in vigore senza che nessuno si ponesse il dubbio se dovesse essere cancellata.

Insomma cercavamo qualcuno, a 3 anni di distanza dall’entrata in vigore di quell’ingiustizia sociale che cancellava i comportamenti virtuosi e bucava le tasche di 13 milioni di italiani, sopratutto per le persone che vivono da sole. Qualcuno che si ponesse il dubbio se la RIFORMA TARIFFARIA andava cancellata o meno.

Non si è trovato nessuno che si prendesse l’incarico di imporre all’ARERA la revisione, ma forse oggi abbiamo finalmente il piacere di annunciarvi che qualcuno c’è. Infatti il Senatore Gianluigi Paragone si sta occupando della questione ed ha presentato un atto di sindacato ispettivo (nulla di che ma almeno cominciamo da qualche parte).

Ecco il video di Gianluigi Paragone che annuncia questo.

Ed ecco il testo dell’impegno rivolto al GOVERNO e che speriamo facciano presto, visto che non impatta in alcun modo sulle finanze pubbliche, si tratta solo di cancellare delle misure di regolazione dell’autorità di settore.

Legislatura 18 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00124 Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Primo firmatario: PARAGONE 

Il Senato, premesso che: con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica;

con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati “oneri di sistema”, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI);

con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA;

una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;

l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati;

applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia;

inoltre, l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze;

il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione), impegna il Governo a ricondurre ad equità le spese specificate in premessa, con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi.

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Consumatori

Come abbattere il costo delle Bollette. Approfondimento del #TG2Italia

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🏚FINCHE’ C’E’ VITA C’E’ BOLLETTA- SIAMO RIMASTI IN BOLLETTA….MA NON SAPPIAMO LEGGERLA

Se pensi alla #casa come una bottiglia e gli fai un buco sotto, avoglia a riempirla sempre, perderà comunque. Come fare quindi a ridurre realmente il costo delle bollette?

📺Super approfondimento di #tg2Italia su Rai2 con:

– Luigi Gabriele di ADICONSUM NAZIONALE 

Gian Battista Baccarini di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali 

#StefanoSaglia #arera

Temi:

-Mercato libero o tutelato?

-Bonus Casa

-Bonus Ristrutturazione

-Isolamento termico

-Bollette & Truffe

🏠PRIMA LA CASA 🏠

MA PRIMA DI COMPRARLA E /O AFFITARLA, PENSA A COME é FATTA…..

Rivedi l’approfondimento del 13 maggio 2019 condotto da Stefania Zane  ⬇️⬇️⬇️

Tg2
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Consumatori

Marketing (L. Gabriele) a Radio Cusano Campus: “Basta volantini cartacei, usiamo le mail”

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Fonte Radio Cusano

“Chi vuole ricevere informazioni sulle promozioni si faccia mandare una mail, o un messaggio whatsapp. Non siamo più nelle condizioni di sprecare in questo modo. Ho deciso di boicottare tutti quelli che si promuovono tramite volantino, ho deciso di non acquistare prodotti che hanno un packaging invadente. Tanto packaging corrisponde a poca qualità. Dove c’è tanta carta, tanta plastica, tanto spreco, non c’è molto da mangiare all’interno.”

Dall’intervista a Luigi Gabriele, andata in onda stamani a Tutto in Famiglia.

Livia Ventimiglia Annalisa Colavito
#pubblicitàsostenibile #marketing #ambiente
#stop #volantini

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