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Energia e Gas parte il questionario sulla bolletta e le indagini a sorpresa su fatturazione e distribuzione

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Bollette più semplici e trasparenti. Anzi una bolletta unica per luce e gas per agevolare la vita dei consumatori. Questo l’obiettivo dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas che ha appena dato il via sul proprio sito internet ad una consultazione pubblica, fino al 31 marzo, per conoscere necessità e richieste degli italiani e arrivare a disegnare la tanto agognata bolletta 2.0.

L’ Autorità, che ha recepito le sollecitazioni delle associazioni dei consumatori che da anni denunciano la questione di bollette spesso incomprensibili e con costi nascosti, ha evidenziato i propri orientamenti e le iniziative per migliorare la trasparenza delle bollette, con format più semplici, snelli e voci di spesa chiare e comprensibili. Stando alle prime anticipazione fornite dal Corriere della Sera, la nuova bolletta sarà un “solo, sintetico e possibilmente chiaro foglio in formato A4, che conterrà tutto l’essenziale (anagrafiche, spesa e dati per poter cambiare operatore) in una o due facciate”.
I consumatori possono partecipare a definire il contenuto partecipando direttamente a g 2.0, RISPONDI AL QUESTIONARIO

Nella giornata di ieri la direzione Vigilanza ha illustrato alle associazioni dei consumatori la Delibera 542/14/e/com,
che introduce l’indagine conoscitiva in materia di fatturazione su energia e gas.
Scopo dell’indagine è verificare mediante questionari a campione e a sorpresa, la correttezza e il rispetto della regolazione da parte dei venditori relativamente ai dati fatturazione e per quelli di misura verificare il rapporto con i distributori.
L’indagine viene effettuata con il coinvolgimento delle associazioni consumatori, che hanno indicato 6 rappresentanti in seno al GdL dell’AEEGSI.

Parallelamente è stata annunciata un’indagine che stanno effettuando solo sulla distribuzione.

Scopo delle due indagini è individuare le cause delle disfunzioni del sistema(distinguendo responsabilità del venditore e del distributore), sollevate da migliaia di segnalazioni fatte da utenti e consumatori; modificare e integrare il quadro normativo;costruire nuovi modelli per la vogilanza; avviare verifiche ispettive.

Le associazioni consumatori parteciperanno a tutte le fasi dell’indagini si dalla costruzione dei questionari.

I venditori coinvolti saranno oltre 300 per entrambi i settori di cui 70 operano in entrambi,con lo scopo di dare all’indagine un livello di significatività di oltre il 95%.
Già nella giornata di ieri le associazioni hanno indicato ulteriori fattori da analizzare tra cui i sistemi di postalizzazione della fatturazione(livelli di qualità e vettori), oltre che a numerosi ulteriori elementi come i sistemi di scambio di informazioni e di protezione dati, l’affidabilità e la loro manomissione.
Inoltre Codici ha chiesto il coinvolgimento di Acquirente Unico che mediante il SII, anche se in fase sperimentale, può contribuire a verificare la veridicità delle dichiarazioni degli operatori mediante il confronto dei dati.

@Doctorspinone

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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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