Come al solito, in ballo ci sono i soldi dei consumatori. Ma perchè sono sempre i consumatori a doverci rimettere?
Nel documento si leggono dati sconcertanti, come quelli riguardanti i rendimenti che arrivano al 22%, semplicemente e senza la necessità di avviare particolari sforzi, vista la condizione favorevole di “monopolio naturale” delle reti, condizione peraltro desueta e superata dalla tecnologia.

Ma in tal modo, invece di sviluppare il mercato, attraverso costi eccessivi e inefficienze, non si fa altro che peggiorare la situazione dell’intero settore energetico. Il monopolio dei grandi distributori penalizza il mercato, rendendo il servizio offerto al cittadino per forza di cose lacunoso e pieno di falle. “In questa situazione l’Aeeg è chiamata ad intervenire per fermare tale scempio – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici – L’Autorità ha il compito di riconsiderare i costi che appaiono in bolletta, che non devono gravare eccessivamente sui consumatori. Casomai, dovrebbero essere gli operatori ad accollarsi maggiormente i costi e i rischi del mercato. I dati sui rendimenti che abbiamo oggi a disposizione dimostrano chiaramente che il problema non è la tariffa, il problema è la distribuzione, come sosteniamo da tempo. Per risollevare il mercato, garantire una reale concorrenza e quindi una maggiore qualità dei servizi offerti, è assolutamente necessario liberalizzare le reti”.