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ENERGIA E MERCATO: COSA ASPETTARCI DAL 2018 DOPO UN 2017 COSI’ TRIBOLATO?

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Fonte: orizzontenergia.it

Luigi Gabriele (Affari Istituzionali e Regolatori – Associazione CODICI), ha risposto alle nostre domande in merito alle problematiche che hanno contraddistinto il 2017 per i consumatori, anticipando anche qualche tema che sarà oggetto di dibattito nell’imminente 2018. CODICI ha inoltre lanciato il proprio rating di valutazione su come vengono trattati i diritti dei consumatori all’interno dei processi aziendali, la cui prima applicazione è stata implementata con Green Network.

 

Quali sono state le principali problematiche nel rapporto utilities-consumatori che hanno caratterizzato maggiormente il 2017?

Il 2017 è stato l’anno più caldo in assoluto, ci sono stati grandi cambiamenti e numerose attività che avranno un impatto duraturo nel rapporto tra consumatore e operatori.

Nei settori Energy & Gas, certamente la revisione tariffaria ha portato ad una nuova consapevolezza, ovvero che il paradigma “più sei virtuoso e più risparmi” non funziona più. Infatti i consumatori con l’eliminazione della progressività degli oneri si sono trovati a pagare quote fisse pur senza consumo e questo ha generato seri problemi non solo di accettabilità del concetto introdotto ma, anche e soprattutto, del fatto che la logica regolatoria spesso non corrisponde con il vissuto.

Ancora oggi subiamo decine di chiamate al giorno da parte di gente arrabbiata e che vorrebbe da noi spiegazioni del perché, pur non occupando un immobile, deve pagare degli oneri molto cospicui.

La nostra risposta è sempre la stessa, chiedetelo all’AEEGSI di Guido Bortoni.

Nel settore Idrico invece la crisi idrica dell’estate ma soprattutto la crisi atavica in cui si trova il servizio idrico italiano, ha determinato anche qui una nuova consapevolezza. Basta scherzare con i diritti dei consumatori. Se pago, e nemmeno poco, ho diritto ad avere un servizio eccellente e non un servizio scadente come avviene un pò ovunque in Italia.

 

E’ stato fissato al 30 Giugno 2018 il termine massimo per aderire al mercato di Tutela Simile. L’AEEGSI ha incaricato le associazioni di categoria di fungere da “facilitatori” per accompagnare il consumatore a scegliere le offerte più congeniali. Quali sono i principali punti critici di questo processo di transizione del mercato?

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Sarà una bella gatta da pelare e, a mio avviso, il tema sarà interamente di comunicazione e non di astrusa “capacitazione”, termine inventato da questo collegio e di cui l’Accademia della Crusca ancora non ha dato il via libera all’uso.

Dovranno essere “formati più che informati” 60 milioni di consumatori. Non possiamo considerare solo i POD e i PDR attivi, dobbiamo vedere l’intero acro dei fruitori di energia e gas di questo paese e per una vota sono inclusi, anche e per forza, bambini ed anziani!

La facilitazione attraverso l’offerta della TUTELA SIMILE, è stata un fallimento. Non si può

pensare di fare le cose senza effettuare una campagna istituzionale alla portata dell’evento. L’Autorità ha pensato che, senza alcun investimento in comunicazione e vietando alle associazioni di farlo in partnership con gli operatori, i cittadini si sarebbero rivolti in massa ai nostri sportelli per chiedere consulenza e fare il passaggio. Come sempre non è andata così.

Il prossimo collegio ha il grande compito di gestire la migrazione di massa più importante degli ultimi decenni di questo Paese, quindi prima di tutto la prossima autorità dovrà saper comunicare.

 

 

Il processo di digital transformation sta caratterizzando un mutamento delle modalità operative delle utilities. Il consumatore come si sta adeguando a questo nuovo paradigma? Secondo la sua esperienza, i servizi digital lo supportano o rendono più complessa la fruizione dei servizi?

Stanno per arrivare nuove tecnologie disruptive”, succederà quello che con l’arrivo del web è successo all’economia tradizionale. Le aziende o si adegueranno o ne subiranno gli effetti dirompenti, un pò come è successo agli SMS con WhatsApp, oppure quello che la fotografia digitale ha fatto a Kodak, o gli smartphone a Nokia! Possiamo immaginare che succederà anche all’energia (che sarà il vettore unico) e al gas. Il servizio idrico ne subirà un grande vantaggio soprattutto in termini di controllo dati e gestione dei processi.

Insomma succederà qualcosa di incredibile e succederà adesso, grazie alla BlockChain. I consumatori non sono ancora pronti ma del resto lo hanno dimostrato con la “cellularizzazione”, processo che ha viaggiato a velocità molto più elevate dell’informatizzazione!

Noi avremo un ruolo determinante, e ci stiamo attrezzando.

 

L’avvento della tecnologia Blockchain quali effetti produrrà, o sta già producendo, sul settore energetico?

Blockchain.jpgTutto cambierà. E cambierà radicalmente. Avremo piccole società (10-15) persone che gestiranno grandi fette di mercato se non la totalità. Elimineremo l’eccessiva intermediazione tra produttori e consumatori e grazie al controllo dati non avremo più brutte sorprese. Entro 5 anni tutto sarà diverso. Consiglio di seguire la nostra WEEKLY su medium.visionari.

 

 

La vostra associazione sta completando l’iter di collaborazione con Green Network, azienda contro cui vi siete scontrati in passato per tutelare gli interessi dei consumatori. Ci descrive i punti cardine di questo rapporto? Crede che possa essere l’inizio di un maggiore confronto tra associazioni di categoria ed utilities?

Green Network è stato il tipico caso di “diritto al ripensamento”. Abbiamo avuto uno scontro titanico, con carte bollate e persone denunciate. E’ rientrato tutto? No, ci siamo dati entrambi delle opportunità da ambo le parti, noi verso di loro al fine di poterci convincere che si ha diritto di sbagliare e di ripensarci. L’accordo, sotto l’assetto risarcitorio, ha previsto un risarcimento per i partecipanti della CLASS ACTION e delle azioni ripristinatorie in caso non vi sia stato consenso, mentre per quanto riguarda il nostro rapporto hanno accettato di aprire le loro porte al nostro AUDIT (molto severo e complesso) per farsi giudicare internamente su come vengono tutelati i diritti dei consumatori nei processi aziendali.

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Infatti parallelamente all’elenco venditori dell’AEEGSI, è nato il nostro CODICI RATING, un sistema molto severo di valutazione delle aziende, attribuendo loro un rating in base ai prerequisiti che abbiamo individuato. Siamo già in fase di chiusura ed a breve rilasceremo la nostra valutazione. Per il momento devo dire che Green Network ha fatto una grande PIVOT. Chi sa tornare indietro e riflettere sugli errori merita grande rispetto.

 

Quali sono i principali oggetti di dibattito sulla tutela dei consumatori che, secondo le sue previsioni, ci accompagneranno nel 2018?

Il piano sostituzione contatori nell’energia e nel gas favorirà grandi mutamenti ma genererà grandi problemi, uno tra tutti la consapevolezza che non sappiamo quel che consumiamo e quanto lo paghiamo. Inoltre anche la piena liberalizzazione e la crisi idrica perenne saranno al centro del dibattito.

Codici ha già una serie di programmi pronti per affrontare i temi.

Data: 13/12/2017

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Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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