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Consumatori

Energia, ecco chi paga(il documento). Terna, Enel, Eni ed altri, fanno i monopolisti con i soldi dei consumatori

Nemmeno nei mercati illegali come quelli della cocaina si hanno rendimenti che arrivano al 22% secchi, senza dover fare alcun tipo di sforzo , avendo la scusa del monopolio naturale delle reti(oggi desueto e superato dalla tecnologia). Il tutto ancora più semplice se la tua tariffa, comprensiva di rendimento, ti viene garantita(si dice regolata), dall’autorità che dovrebbe fare in modo che il tuo lavoro sviluppi il mercato. E invece accade esattamente il contrario. Tu uccidi il mercato con i tuoi costi e inefficienze, minacciando gli operatori minori con la “riscossione delle fideiussioni da strozzo”, poi con lo scudo dell’Unbundling fai concorrenza a tutti usando i soldi dei consumatori che vengono obbligati a pagarti la “gestione delle reti”, soldi che benevolmente cedi alla capogruppo che opera sia nel mercato tutelato che libero. Insomma senza fare alcun tipo di sforzo, monopolizzi il mercato e uccidi tutti, quotandoti in borsa con la sicurezza della remunerazione della tariffa regolata. Insomma più che gioielli di Stato sono miniere per gli uomini di Stato. Cosa aspetta l’indipendente Aeegsi a fermare questo scempio? Ecco il documento shock dell’Istituto Bruno Leoni che rivela come i distributori facciano extra profitti del 22%, nemmeno con la vendita della Cocaina! Complimenti agli studiosi dell’IBL, che come mai nessuno prima, si sono presi la briga(senza sponsorizzazioni occulte), di fare un lavoro monumentale, a dimostrazione che il problema non è la tariffa, il problema è la distribuzione, come sosteniamo da tempo. @Doctorspinone

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Fonte: brunoleoni.it

Le reti elettriche e gas hanno ottenuto in questi anni rendimenti superiori agli obiettivi della regolazione. In vista del nuovo periodo regolatorio, indichiamo una serie di interventi per contenere questa voce delle bollette degli italiani
Le reti elettriche e gas hanno ottenuto in questi anni rendimenti superiori agli obiettivi della regolazione. In vista del nuovo periodo regolatorio, l’Istituto Bruno Leoni indica una serie di interventi per contenere questa voce delle bollette degli italiani.

Lo studio “Chi non risica rosica? La remunerazione degli operatori di rete nei settori dell’elettricità e del gas” (PDF), condotto da Rosamaria Bitetti ed Emilio Rocca, evidenzia che “Quasi tutti gli operatori esaminati hanno ottenuto nel periodo un ritorno medio sugli investimenti (Roi) superiore al rendimento target fissato dall’Autorità per l’energia”. Questo ha determinato un aggravio non necessario tra i costi sostenuti dai consumatori. Bitetti e Rocca indicano pertanto una serie di misure strutturali in vista del nuovo periodo regolatorio: “si suggerisce che l’Autorità per l’energia riconsideri le attuali componenti tariffarie, anche introducendo una maggiore esposizione al rischio per gli operatori regolati e attraverso il ricorso a strumenti di regolazione output-based”. Inoltre, “l’attuale Strategia Energetica Nazionale deve essere ripensata, specie nelle parti in cui essa estende – anziché ridurre – il perimetro dell’infrastruttura regolata, particolarmente sotto il profilo della socializzazione del rischio d’investimento”. Ulteriori problemi derivano dagli effetti perversi della Robin Hood Tax e dalla pervasiva presenza della proprietà pubblica.

Il paper “Chi non risica rosica? La remunerazione degli operatori di rete nei settori dell’elettricità e del gas” Di Rosamaria Bitetti e Emilio Rocca

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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