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Energia elettrica e passaggio obbligato al mercato libero dal 2018: sottoscrivibili i nuovi contratti transitori “Tutela Simile” fruendo di un bonus

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Firenze, 4 Gennaio 2017.  Dal 2018 non ci saranno più i contratti di maggior tutela nel settore energia elettrica e gas, ovvero quei contratti le cui condizioni -economiche e non- vengono fissate dall’Autorità garante competente, contrapposti ai contratti del mercato libero che invece, per loro definizione, hanno condizioni fissate dai venditori.

Il Garante per l’energia ed il gas ha voluto introdurre per i clienti del settore energia elettrica attualmente in maggior tutela e che non hanno dimestichezza col mercato libero, di testare quest’ultimo con un contratto “ponte”, una fornitura transitoria, che aiuti il passaggio al mercato libero che poi sarà l’unico esistente, con un contratto-tipo denominato “Tutela simile” sottoscrivibile a partire dal 1 Gennaio 2017 (*).

Più precisamente la “Tutela Simile” è un ambiente di negoziazione sorvegliato in cui il cliente finale è messo in grado di acquisire la capacità di operare nel mercato libero, individuando l’offerta preferita tra quelle di una pluralità di venditori “qualificati”, scelti dall’Autorità garante a questo scopo. I prezzi offerti sono presentati in modo da essere comparabili tra loro e con quelli del contratto di maggior tutela.

Caratteristiche del contratto
Ogni venditore/gestore scelto dall’Autorità garante può fissare libere condizioni contrattuali nel rispetto di quelle minime fissate dall’Autorità stessa, che sono:
– durata annuale senza rinnovo automatico;
– nessun servizio aggiuntivo;
– prezzo predefinito con struttura analoga a quello della maggior tutela, con parte dei costi fissati dall’Autorità garante (aggiornamento trimestrale);

Il venditore deve pubblicizzare ed erogare, all’atto dell’attivazione della fornitura, un bonus una tantum da accreditare poi sulla prima fattura. Attualmente risulta che i venditori “accreditati” siano 27, con bonus che variano da 10 a 115 euro.

Sul contratto devono esserci queste informazioni minime:
– oggetto (specifica che si tratta di un contratto di “Tutela simile”);
– durata e condizioni applicate alla scadenza (1 anno senza rinnovo automatico, vedi anche la sezione “cessazione del contratto”);
– data di avvio della fornitura;
– informazioni sul diritto di recesso e sulla cessazione della fornitura;
– informazioni sui reclami, su come richiedere informazioni e sulle conciliazioni;
– informazioni sulle modalità di risoluzione delle controversie;
– informazioni sulla fatturazione, sui tempi e modi di pagamento, sugli interessi di mora applicabili; a ritardi di pagamento oltre 10 giorni, sulle rateizzazioni;
– informazioni sulla sospensione della fornitura con riduzione di potenza;
– informazioni sulla risoluzione del contratto;
– dettagli sul deposito cauzionale e altre forme di garanzia.

Le fatture vengono emesse in formato elettronico o con un altro formato alternativo che il venditore/gestore deve proporre. Alla scelta della fatturazione elettronica deve essere abbinato uno sconto, in ogni caso. Il pagamento deve poter avvenire secondo modalità diverse, da scegliere, delle quali almeno una deve essere gratuita. Il termine di scadenza non può essere inferiore a 20 giorni dall’emissione.

E’ molto importante, per fare una buona scelta, consultare anche la “Scheda di confrontabilità per clienti finali domestici” che consente di comparare il costo totale dell’offerta rispetto a quello del contratto “base” di maggior tutela. Si tratta di una scheda, lo ricordiamo, che deve essere SEMPRE fornita dai venditori, anche quando si sottoscrive un normale contratto del mercato libero.

Chi può sottoscriverlo e come
Possono sottoscrivere il contratto tutti i consumatori ancora in maggior tutela e quelli che ne avrebbero diritto in caso di nuova attivazione o voltura, a partire dal 1/1/2017 fino al termine del servizio di maggior tutela, ancora da definire, e comunque non oltre il 30/6/2018.
L’accesso avviene unicamente dal portale www.portaletutelasimile.it tramite la sezione “Offerte”, dove sono raccolte le proposte dei venditori accreditati che l’utente può sottoscrivere, sotto forma di contratti a distanza, direttamente e senza intermediazione.
Per i clienti ci sarà anche la possibilità di accedere alla Tutela Simile mediante l’intermediazione di soggetti ‘facilitatori” che devono accreditarsi presso l’Autorità e i cui dati si trovano sul sito dell’Autorità stessa.

All’utente viene rilasciato un codice di prenotazione che può essere utilizzato nei successivi 15 giorni. Dopo la sottoscrizione l’utente può esercitare il diritto di recesso (entro 14 giorni) oppure passare comunque al mercato libero (con lo stesso venditore con cui ha sottoscritto il “Tutela Simile” o con un altro) in qualunque momento.

Il contratto di “Tutela Simile” può essere sottoscritto una sola volta a meno che il venditore non perda i requisiti per sostenerlo; in questo caso infatti l’utente sarà avvisato e potrà sottoscriverlo con altro venditore oppure passare direttamente al mercato libero.

Si fa presente che la sottoscrizione non è obbligatoria, ovviamente, ma per chi fosse attualmente sotto la maggior tutela è bene sapere che nel corso del 2018 sarà comunque obbligatorio cambiare contratto e passare al mercato libero.

Cessazione del contratto
Si premette che l’utente può rescindere dal contratto in qualunque momento per passare al mercato libero, perdendo proporzionalmente una parte del bonus una tantum percepito (a meno che la rescissione non sia conseguente ad un reclamo per il quale non è giunta risposta).

In ogni caso il contratto, come già detto, ha una scadenza naturale di un anno, senza rinnovo automatico. Entro il terzo mese antecedente la scadenza il venditore deve inviare all’utente una comunicazione specificando:
– la data di termine del contratto;
– la possibilità di aderire ad un’offerta del mercato libero dello stesso venditore o di un altro liberamente scelto;
– l’informazione che nel caso in cui non venga sottoscritto alcun contratto scatteranno le condizioni del mercato libero fissate dall’Autorità garante.
Attenzione a questo ultimo punto perché se alla scadenza l’utente non fa nulla, scattano condizioni contrattuali applicate dal venditore scelto sul mercato libero secondo una struttura standard che sarà definita dall’Autorità garante.

(1) Delibera AEEGSI 369/2016 (Tutela Simile) modificata dalla Delibera 541/2016

Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

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Consumatori

Bollette LUCE E GAS – Bomba ad orologeria per il governo giallo-verde

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Dalla relazione annuale ARERA relativa all’anno 2017 sul settore Elettrico,  relazione che l’Autorità avrebbe dovuto presentare alle Camere come prevede la legge e che invece, per la prima volta nella storia, non è stato fatto, emerge una situazione a tinte fosche e potenzialmente una bomba per il Governo in carica, in vista della piena liberalizzazione del luglio 2019.

Un’Autorità di regolazione che decide di non adempiere a questo obbligo normativo, pubblicando unicamente sul proprio sito una relazione dalla quale appare chiaro che 3 soli operatori coprono il 45% del mercato mentre il 75% è suddiviso tra 16, ci lascia con l’amaro in bocca e con più di qualche dubbio.

Cosa emerge? Sul libero mercato, i primi 20 operatori hanno il 78% delle utenze, i restanti 544 hanno solo il 22% e più semplicemente che, si può essere un fornitore di energia anche con lo 0,01% del mercato e questo, se da una parte ci preoccupa, dall’altra ci rincuora per il fatto che in qualsiasi momento qualcuno con una tecnologia o una modalità dirompente potrebbe cambiare le carte in tavola.

Nel 2017 sono nati 22 nuovi fornitori e quasi sempre sono piccoli reseller molto aggressivi dal punto di vista commerciale, o molto fantasiosi, e questo non è una dramma, purché operino in maniera “pulita”.

Ben tre milioni ed 800 mila consumatori hanno cambiato fornitore almeno 1 volta, inoltre il tasso di switching sta crescendo sensibilmente. Sembra che siano orientati prevalentemente verso i principali operatori ma, tra sanzioni dell’Antitrust sempre più rilevanti sul profilo della reputazione e consumatori cavillosi che effettuano ricerche on line estremamente profilate, di fatto, tutto questo sta cambiando notevolmente il mercato, grazie anche al nostro ruolo che ci vede e ci vedrà sempre più presenti sui principali media nazionali nel parlare di utenze in vista della fine della tutela.

Lo attestano le domande più svariate che ci vengono rivolte e la forte esigenza nel comprendere cosa sta accadendo. Qualcosa quindi sta cambiando e prevediamo che molto cambierà nell’atteggiamento dei consumatori, ma soprattutto prevediamo che il luogo principale del cambiamento sarà la rete.

Non è un caso che il SUD abbia il più basso tasso di switching verso il libero mercato, questo dimostra ancora una volta che il cambiamento è un fattore comportamentale che, a mio avviso, seguirà la scia del mercato TLC prima, e delle assicurazioni, dei viaggi, dell’e-commerce poi.

Saranno i dispositivi e la tecnologia a cambiare tutto. Siamo già nell’era Blockchain, dell’IA, del quantum computing e dei big data, tutto quindi si fa molto più emozionante ed avvincente.

Ricapitolando: ci sono ancora 18 milioni di utenti nel servizio di tutela (61% del mercato) ma al 1° luglio 2019 dovranno necessariamente aver scelto. Bella sfida! Non ho mai visto nei miei 10 anni di esperienza nel consumerismo un cambiamento così radicale, se vogliamo disruptive.

 

Prevedo di tutto, ma soprattutto che gli elementi principali da tenere in considerazione saranno: reputazione e fidelizzazione.

Sul profilo commerciale appare interessante che solo il 14,6% abbia scelto un contratto dual fuel.

L’italiano comunque nel 63% dei casi preferisce la proposta monoraria (nonostante da sempre abituato alle fasce), l’84% preferisce il prezzo fisso come per il settore bancario nei mutui e solo il 5% gradisce una clausola di durata minima, questo significa che non ci piace essere sposati troppo a lungo a meno che non si tratti di una coppia felice.

Chi ha scelto opzioni aggiuntive, per il 45% è sensibile all’energia verde, un altro 45% ama la raccolta punti, il 5% prodotti per risparmio o efficienza energetica.  Insomma, basta con le lampadine e le lavatrici, il consumatore vuole energia pulita e sentirsi coccolato con dei regalini di tanto in tanto.

In tutto questo, il 3,8% degli utenti ha sottoscritto un contratto online, ma l’80% dei fornitori non prevede offerte Web(sic.). Ecco la super classifica show!

Stupisce che, tra tutti questi dati le quattro cose messe in campo per sostenere il passaggio verso la liberalizzazione, ovvero: tutela simile, portale offerte, offerta Placet e albo operatori, siano tutti e quattro un fallimento regolatorio ed operativo.

Quindi non stupirà se pronostichiamo che il Governo e il Parlamento avranno grossi grattacapi sia sotto l’assetto comunicativo che gestionale, quando si troveranno 30 milioni di italiani imbufaliti perché non hanno capito cosa fare e non troveranno nessun vantaggio!

Ricordiamo che nella nostra ultima indagine, su un campione di 2000 consumatori è emerso che gli italiani per l’80% non sanno cos’è il mercato libero e quello tutelato, ma soprattutto al 90% non conoscono il prezzo dell’energia e del gas.

Come gestire questa situazione, visto anche che ormai sulle nostre bollette il 60% di entrambe(luce e gas) serve a coprire oneri che nulla hanno a che vedere con la materia prima?

Cosa accadrà?

“Se le formiche si mettessero d’accordo potrebbero spostare un elefante”, quindi l’informazione degli utenti potrebbe spostare non solo le fette di mercato che prima abbiamo detto essere concentrate, ma anche l’orientamento e il giudizio politico sulle scelte energetiche.

In bocca al lupo a tutti

Di Luigi Gabriele

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Consumatori

Autostrade: rincari sui pedaggi delle A24 e A25 | Stangata del +12,89% dal 1° gennaio 2018

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CODICI si oppone all’aumento delle tariffe autostradali

L’Associazione CODICI contesta il continuo aumento dei pedaggi autostradali. In particolare, nella zona tra Roma e le aree interne del centro Italia, sulla A24 e A25, stiamo assistendo ad un ulteriore aumento che mette a duramente alla prova il diritto alla mobilità di tanti cittadini e pendolari che affrontano ogni giorno quelle tratte e devono far fronte a costi insostenibili, spesso non avendo alternative ferroviarie a disposizione.

Il Sottosegretario ai Trasporti Dell’Orco, nel recente incontro con i Sindaci di Lazio e Abruzzo, riconduce il problema al pronunciamento del Tar sulla concessione in atto con Società Strada dei Parchi spa, di proprietà dell’imprenditore Carlo Toto, concessionario sia della A24 che della A25 e assicura che farà accelerare l’aggiornamento del Piano Economico-Finanziario, a cui è legata la convenzione.

Le richieste più urgenti attualmente sono: la ridefinizione dei criteri di concessione al fine di garantire una tariffa adeguata per un’area interna svantaggiata, una gestione pubblica dei tratti, che quindi dovrebbero tornare all’Anas, il declassamento della tratta A24 da ‘montana’ a ‘non montana’ nel tratto laziale, il congelamento al 12% degli aumenti, oltre ad una riduzione tariffaria almeno per i pendolari, attraverso abbonamenti calmierati, annunciati ma mai realizzati.

Secondo il dossier realizzato da CODICI, la situazione delle Autostrade in Italia è critica proprio a causa di questo sistema di concessioni, penalizzato dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari.

L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e  sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.

“Chiediamo al Ministero dei Trasporti una soluzione strutturale e programmatica che porti davvero a calmierare il prezzo delle tariffe autostradali –  afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi”.

Per coloro che volessero approfondire l’argomento, invitiamo i lettori a seguire il servizio video sul tema: https://www.spazioconsumatori. tv/media-gallery/1530- autostrade-in-italia-dossier- codici-pochi-investimenti.html

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Consumatori

“La Radio ne parla” di Radio Rai1| Cosa succede alle bollette degli italiani’ Approfondimento con Luigi Gabriele

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ALLARME BOLLETTE ENERGIA E GAS 😱 COSA STA SUCCEDENDO????😱
Ne abbiamo discusso questa mattina a La Radio Ne Parla Rai Radio 1 con Francesca Romana Ceci
📻📻📻📻📻📻📻📻📻📻📻📻📻
Per chi se l’è perso ecco il PODCAST
 
Da luglio sono aumentate le bollette di luce e gas, un aumento sembra dovuto al rincaro del petrolio ma per le associazioni dei consumatori non giustificato. E sempre da questo mese è attivo il nuovo portale dell’Autorità per l’energia che dovrà aiutare gli utenti nel passaggio obbligato dal servizio di maggior tutela al mercato libero previsto fra un anno esatto ma sono davvero in pochi a saperlo.
 
Sono intervenuti: Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia; Marco Vignola, responsabile settore energia Unione consumatori; Simona Benedettini, responsabile comunicazione Acquirente Unico; Gianni Girotto – Cittadino Portavoce M5S Senato, presidente Commissione Industria del Senato (M5S); Rossella Muroni, commissione ambiente Camera (LEU); Luigi Gabriele, responsabile rapporti istituzionali Codici Associazione Consumatori
 
 
 
#luigigabriele Codici Associazione Consumatori
 
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