Fonte: Notizia Giornale del 15/7/2015

Poltrone L’Ad Enel vuole piazzare un amico a capo del Gse- di S. SANSONETTI

Enel va all’assalto del Gse Starace vuole piazzare l’amico.

Nel mirino la Spa degli incentivi alle rinnovabili. E sulle nomine spunta il conflitto d’interessi

 Una partita “energetica” a dir poco delicata. E proprio per questo motivo giocata finora sottotraccia. In palio ci sono decine di miliardi di euro e l’occupazione di poltrone che contano nel delicato settore dell’energia elettrica. In questo quadro l’Enel sta cercando di fare da asso pigliatutto. Il colosso elettrico, guidato dall’Ad Francesco Starace, vuole mettere bocca sul futuro del Gse (Gestore servizi energetici), ovvero la società che gestisce gli incentivi alle rinnovabili. Nella società, che formalmente è controllata dal Tesoro ma che in realtà lavora a supporto del ministero dello Sviluppo guidato da Federica Guidi, deve essere rinnovato il Cda, con la più che probabile uscita del finora intramontabile Nando Pasquali. Qui l’ultima novità è che Starace sta cercando di spingere l’ascesa alla poltrona di Ad del Gse di Felice Egidi. Il quale, per inciso, oggi è responsabile degli affari regolamentari di Enel Green Power, la società di energie rinnovabili fino a poco tempo fa guidata dallo stesso Starace. L’assemblea del Gse è fissata per il prossimo 22 luglio. In lizza, per il ruolo di Ad, rimane Francesco Sperandini, ex Acea e attuale capo divisione operativa del Gse. Un manager intemo, quindi, accreditato di buoni rapporti con Claudio De Vincenti, sottosegretario a palazzo Chigi, e Stefano Fassina, ex viceministro dell’economia. Ma Sperandini, la cui nomina si inserirebbe in una linea di continuità con la gestione Pasquali, adesso deve vedersela con Egidi, candidato più che gradito a Starace. E qui qualche osservatore sta già arricciando il naso. Si fa infatti notare che il Gse gestisce incentivi alle fonti rinnovabili nell’ordine di circa io miliardi di euro l’anno. E si sottolinea che Enel Green Power, la società in cui lavora Egidi, agisce proprio nel settore delle rinnovabili. Insomma, la scalata di Egidi al Gse non sembrerebbe configurare una posizione da manuale del contrasto al conflitto d’interessi. In realtà il “piano” di Starace sarebbe anche più articolato. L’Ad dell’Enel, infatti, vedrebbe di buon occhio il trasferimento del Sii (Sistema informativo integrato) dall’AU (Acquirente Unico) proprio al Gse. L’AU, controllato dal Gse, è la società che cura l’approvvigionamento di energia elettrica ai clienti domestici e alle imprese in regime di maggior tutela (in sostanza non in libero mercato). E tra i suoi compiti c’è la gestione del Sii, il Sistema informativo per il quale devono transitare tutti i dati relativi ai punti di prelievo dell’energia e ai clienti finali. I vertici Enel vedono come una pesante incombenza l’alimentazione del Sii con la trasmissione di dati ad hoc. Per questo, a quanto filtra, vorrebbero consegnarne la gestione a una società, il Gse, magari guidata da una figura “amica”. Ma la parti ta, già molto complessa, non finisce qui. L’AU, infatti, gestisce an che l’Ocsit, Organismo centrale di stoccaggio italiano, che ha il compito di detenere le scorte di petrolio sul territorio italiano per i casi di emergenza, preoccupandosi anche di organizzarne lo stoccaggio.

IL MISTERO

Sul tema l’altro ieri è andato in scena un autentico giallo a Montecitorio. Alcune agenzie hanno riferito che Andrea Martella, relatore Pd al di Concorrenza, sarebbe stato in procinto di presentare un emendamento per trasformare l’AU in un trader pubblico di energia, con la possibilità di privatizzazione. Un modo per far restare in vita lo stesso AU, del quale il di Concorrenza prospetta la chiusura in virtù dell’abolizione del regime di maggior tutela previsto dal 2018. L’emendamento, inoltre, avrebbe previ sto le cessione dell’Ocsit al Gse, con la possibilità per quest’ultima società di emettere bond e quindi di svincolarsi dal tetto di 240 mila euro agli stipendi pubblici (soluzione adottata da altre società come Rai ed Enav). Dopo qualche minuto, però, il gruppo Pd alla Camera ha chiarito che il relatore non avrebbe presentato emendamenti. Ma lungi dallo smentire l’anticipazione, lo stesso gruppo Pd si è limitato a dire che i relatori sarebbero intervenuti in un secondo momento raccogliendo eventuali spunti emersi durante la discussione. Un fatto è certo: la partita Enel-Gse a questo punto è davvero ad alta tensione. @SSansonetd