Nel 2014 le verifiche aumentano del 30% – Per la prima volta focus anche su tariffe dell’acqua, offerte
green, fatturazione e misura dei consumi
Roma, 24 aprile 2014 – Nel 2014 le ispezioni e i controlli tecnici a tutela dei consumatori effettuati
dall’Autorità per l’energia in collaborazione con la Guardia di Finanza arriveranno a 140, con un aumento
del 30% rispetto allo scorso anno. Per la prima volta, inoltre, le verifiche toccheranno anche il settore
dell’acqua, la correttezza nella gestione dei contatori e nella fatturazione e le offerte di energia verde. Sono
alcune delle novità previste dal ‘Piano di controlli 2014’ presentato oggi in una conferenza stampa dal
Presidente dell’Autorità Guido Bortoni e dal Comandante dei Reparti Speciali delle Fiamme Gialle,
Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi
.

Il Piano prevede attività ispettive e verifiche, anche con telefonate ‘civetta’ e controlli a sorpresa, in
collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela dei Mercati (NSTM) della Guardia di Finanza, in settori quali
la sicurezza e la qualità del servizio gas, il corretto utilizzo degli incentivi pagati con le bollette dei
consumatori, nonché la vigilanza sulla cosiddetta Robin Hood Tax.
Gli oltre 500 controlli tecnici e ispezioni degli ultimi 5 anni, hanno portato a recuperi amministrativi per oltre
8 milioni di euro e più 6 milioni di euro in relazione alla vigilanza sul divieto di traslazione della
maggiorazione Ires. Le denunce penali sono state circa 20 e oltre 60 gli avvii di procedimenti sanzionatori.

Nel 2014 controlli anche sulle tariffe dell’acqua – Per quest’anno, fra i filoni di indagine più innovativi e
di diretto impatto sui consumatori, vi sono i controlli sulla correttezza delle tariffe applicate dai gestori per il
biennio 2012-13 e sulla restituzione della quota remunerazione del capitale investito nel periodo 21 luglio-
31 dicembre 2011 abolita dal referendum
Altre novità in arrivo, le ispezioni sulla gestione dei reclami da parte delle imprese, sulla fatturazione ai
clienti di piccole dimensioni, sulla misurazione dei consumi e le offerte di energia ‘verde’, nonché sul
rispetto delle direttive sulla separazione amministrativa e contabile (c.d unbundling) e le verifiche sugli
investimenti e i costi dichiarati dalle imprese distributrici di gas ai fini tariffari. Queste ultime si
focalizzeranno sui casi più anomali e potranno essere estese anche alle imprese regolate del settore elettrico e
idrico.

Anche quest’anno il maggior numero di controlli (60 in tutto) riguarderà un settore particolarmente rilevante
per la sicurezza dei consumatori, ovvero il rispetto da parte delle imprese della regolazione su potere
calorifico, pressione e grado di odorizzazione.

La mancata o insufficiente odorizzazione comporta
responsabilità penali in quanto non consente di individuare eventuali fughe di gas: negli ultimi 5 anni i casi
denunciati all’Autorità giudiziaria sono stati poco meno di 20 e due sono state le segnalazioni al MiSE
per mancato rispetto dei limiti di pressione.
Sempre ai fini della sicurezza sono previste una decina di ispezioni in loco e 50 telefonate civetta in giorni
feriali e festivi, sia di giorno che di notte, per verificare l’effettiva funzionalità del pronto intervento gas, un
servizio fondamentale per la tutela dei consumatori che deve essere gratuito, attivo 24 ore su 24 e gestito
con tempistiche stringenti di arrivo sul posto.
Negli ultimi cinque anni sono state fatte 250 verifiche e 43 ispezioni dalle quali è risultato fuori norma
circa il 20% delle imprese controllate; 32 i procedimenti avviati, di cui una decina conclusi con
sanzioni per oltre 140mila euro.

A queste attività si aggiungeranno le verifiche ispettive non programmabili, ovvero le ispezioni
straordinarie a seguito di specifiche segnalazioni, denunce o di nuove esigenze operative.

Nel 2014 prosegue anche la vigilanza sul rispetto del divieto di traslazione della maggiorazione
d’imposta Ires (Robin Hood Tax); l’attività svolta in collaborazione con cinque ispettori del Nucleo
speciale tutela mercati che, ad oggi, ha consentito di effettuare analisi contabili su circa 400 soggetti e di
svolgere ulteriori approfondimenti su 144 di questi.
L’attività di vigilanza ha anche consentito di individuare alcune società che, pur essendo tenute al
versamento dell’addizionale Ires e al rispetto degli obblighi connessi con la vigilanza, non avevano
corrisposto il tributo o l’avevano fatto in misura inferiore. Gli effetti positivi di questi controlli si
sostanziano in circa 6 milioni di euro a vantaggio dell’erario quale recupero di maggiore imposta per il
periodo 2008-2012.

I risultati dei Piano di controlli 2013
Nel 2013, le verifiche ispettive realizzate in collaborazione fra Autorità e Nucleo speciale tutela mercati
della Guardia di Finanza sono state 107 rispetto alle 95 del 2012. La maggior parte ha riguardato la
sicurezza nel settore gas e, in particolare il rispetto della normativa sull’odorizzazione: dai 59 controlli
effettuati presso 47 imprese di distribuzione è emerso un caso di insufficiente grado di odorizzazione.
Forte attenzione è stata dedicata anche al pronto intervento gas con 50 telefonate ‘a sorpresa’ seguite
da 10 verifiche ispettive: di queste, otto hanno avuto un esito non conforme e sono sfociate in istruttorie
formali3
.

Nel 2013, i controlli si sono focalizzati anche sul corretto utilizzo di alcune tipologie di incentivi alle
imprese pagati con le bollette dei consumatori. Sei verifiche, tutte conformi, hanno riguardato i contributi
per i recuperi di sicurezza per aumentare i controlli sull’odorizzante e la ricerca delle fughe di gas sulla rete
(circa 30 milioni di euro annui). In passato le violazioni evidenziate hanno determinato l’avvio di quattro
procedimenti e la mancata erogazione di incentivi per circa 1,5 milioni di euro.
Altre verifiche hanno riguardato gli incentivi (circa 3 milioni di euro l’anno) alle imprese distributrici di
energia elettrica per la registrazione automatica delle interruzioni dei clienti finali in bassa tensione,
accertando violazioni in tre dei quattro controlli effettuati,. L’Autorità ha quindi stabilito il recupero
parziale o totale di incentivi dalle imprese coinvolte per 215.000 euro, portando il totale di incentivi
non dovuti recuperati negli ultimi cinque anni a circa 1 milione di euro.
Controlli sono stati fatti anche sugli incentivi (circa 100 milioni di euro l’anno) per migliorare la continuità
del servizio elettrico, accelerare l’avvicinamento agli altri Paesi europei e ridurre il divario tra Nord e Sud.
Le sette ispezioni svolte hanno accertato esiti conformi; i controlli si sono ripetuti negli anni con recuperi
amministrativi per oltre 40.000 euro e risultati positivi in termini di moral suasion. A buon fine sono andate
anche le due verifiche su imprese elettriche minori che ricevono integrazioni tariffarie per circa 80 milioni
di euro l’anno.

Altri controlli hanno riguardato 15 imprese titolari di 19 impianti fotovoltaici (per una potenza
nominale di 6.058 kW). Le verifiche sono state decise a seguito di segnalazioni del GSE -l’organismo che
eroga gli incentivi al fotovoltaico- di impianti che potevano accedere agli incentivi del Quarto conto energia,
più elevato del successivo Quinto Conto, in quanto risultavano connessi alla data limite del 27 agosto 2012,
ma per i quali, al 30 novembre 2012, non risultavano ancora pervenute richieste di incentivo.
Per 13 imprese i controlli sono stati favorevoli mentre per altre due è risultato che gli impianti non erano stati
realizzati o erano stati realizzati solo in parte. L’Autorità ha trasmesso le conseguenti segnalazioni
all’Autorità giudiziaria per false dichiarazioni.
A seguito di numerosi reclami ricevuti da operatori, sono state effettuate tre verifiche (tutte conformi) sul
rispetto della regolazione sulla connessione in rete di impianti produttivi.

Infine, uno specifico accertamento ha riguardato la corretta applicazione della regolazione dell’Autorità
sulla qualità della trasmissione elettrica con particolare riferimento agli obblighi di registrazione delle
interruzioni.