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Energia, il fallimento delle liberalizzazioni

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di Edorado Beltrame su Linkiesta
Le mancate scelte di politica energetica, e le liberalizzazioni “di facciata”, non hanno portato, fino ad ora, alcun vantaggio per i consumatori, ma rilevanti utili per i produttori.
Fino ad ora, perché, al prezzo medio di acquisto all’ingrosso in borsa (PUN) di 62€/MWh del 2013 – 72€ nel 2011 e 75€ del 2012 – e una domanda in costante calo, continuiamo a pagare le bolletta più care d’Europa.
Così i produttori se ne vanno, oppure devono spiegare alle banche come ripianeranno i debiti. Anche la bolla dell’energia sta per scoppiare!
Bollette sempre più care e servizio peggiore, nonostante un’offerta abbondante.
Scandalosi oneri impropri di sistema, tasse e IVA sulle tasse!

Ridotto il numero degli addetti: la chiusura di numerose centrali a olio combustibile, il basso utilizzo delle centrali a gas, la chiusura di molti impianti cogenerativi delle industrie e una brusca frenata nel settore delle rinnovabili comporteranno ulteriori tagli.
Mentre, proprio in queste ore, Letta annuncia tronfio le solite risibili riduzioni – ma restano sempre promesse, come quelle di Zanonato, Passera e tutti quelli che li hanno preceduti – ricordiamo le dichiarazioni di Prodi del 2007, un altro profeta!

Prova evidente dell’assenza di politica energetica è la nostra capacità produttiva, tra le più alte al mondo: centrali pronte all’uso, per una potenza installata di 125.000 MW, a fronte di una richiesta, media giornaliera, di meno di un terzo.
Il documento di “Strategia Energetica Nazionale” di Monti è generale e accademico, prevede scenari improbabili e non porterà alla riduzione, ma a un ulteriore aumento delle bollette.
La mancata politica energetica ha però soddisfatto quelli che, fino ad ora, ne hanno approfittato, ma che devono affrontare una situazione molto diversa.
Così se ne stanno andando i tedeschi di EON, che aveva rilevato alcune centrali di Enel, quando Enel comprò Endesa, mentre Sorgenia, che rilevò una Genco dell’Enel, ha un debito di 1,8 miliardi.
La finta liberalizzazione sta riportando tutto il settore sotto il controllo di Enel (per la verità non l’ha mai perso) che, con più 40 miliardi di debito e il costante supporto dello Stato, per la legge della “sopravvivenza per debito”, non può fallire; stessa situazione per alcune municipalizzate, indebitate a vita.
Le nostre bollette hanno finanziato gli utili di quelli che ora se ne vanno e dovremo pagare i debiti di quelli che non riescono a onorarli e che brigano per l’introduzione di un qualche meccanismo di remunerazione della loro capacità inutilizzata.
L’istituto Bruno Leoni pubblica ogni anno l’indice di liberalizzazione, che vede l’Italia sempre all’ultimo posto.

Negli ultimi cinque anni è cambiato il mondo dell’energia e la domanda resterà stagnante; eppure i governi che si succedono continuano a trattare il settore come un bancomat, senza rendersi conto della crisi profonda che lo sta attraversando; continuano a favorire le lobbies e a colpire i consumatori.
Interventi estemporanei di finanza creativa, quale la riduzione del costo delle bollette a debito, oppure orientati a finanziare il capacity payment con un contributo da parte dei produttori rinnovabili, curerebbero i sintomi e non la causa della malattia. Darebbero anzi l’impressione di un settore totalmente allo sbando, dove, un domani, potrebbe accadere il contrario e cioè, potrebbero essere tolti gli aiuti al capacity payment per ridarli ai pannellari senza alcun beneficio per le bollette.
Quando i Soloni annunciarono, a parole, le liberalizzazioni, Tatò disse che “saremmo stati tutti più liberi di comprare gas all’Eni”.
Aveva ragione, come oggi, dopo quindici anni, possiamo dire che “ saremo tutti più liberi di tornare a comprare energia da Enel”.

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Consumatori

150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

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Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

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Consumatori

Sacchetti bio: occhio allo scontrino

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Codici: verificate che non vi vengano addebitati se non li utilizzate

E’ di questi giorni la notizia che i consumatori, da quando è stato imposto il pagamento dei sacchetti bio, stanno cambiando abitudini di acquisto preferendo i prodotti confezionati, generando quindi molti più rifiuti, smascherando la praticamente inesistente anima “ambientalista” del provvedimento.


Poiché molti, tra cui il nostro segnalatore, scelgono il prodotto confezionato proprio per protesta contro questo ennesimo balzello, è facile immaginare la rabbia del Consumatore che si è visto addebitare, su un prodotto confezionato, un inesistente sacchetto bio.

Ad onor del vero, il Punto Vendita ha immediatamente restituito la somma al consumatore e rettificato l’errore nei loro archivi, ma se il consumatore non se ne fosse accorto?

Invitiamo quindi tutti gli esercenti, soprattutto la Grande Distribuzione, ad adottare i sacchetti di carta riciclata, o addirittura i sacchetti di carta in materiale compostabile, prodotti realmente amici dell’ambiente insomma.

Soprattutto però invitiamo i consumatori a verificare sempre sullo scontrino se il numero di sacchetti pagati coincida con quelli utilizzati.

L’errore è sempre dietro l’angolo ma, chissà perché, raramente è a favore del consumatore.

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Consumatori

GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

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fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

gas meter

L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

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