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Energia: in Inghilterra fallisce la liberalizzazione. Ecco il documento shock

Risultati preliminari Antitrust britannica sul mercato elettrico. Si chiede il ritorno al prezzo controllato.
A Dicembre la relazione definitiva. In Italia in questi giorni si discute il DDL Concorrenza che chiede proprio l’abolizione della tutela.

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A fine giugno 2014 l’OFGEM, l’Authority britannica per il settore energetico, ha inviato una segnalazione alla CMA, l’Antitrust, per richiedere un’indagine completa sulla concorrenza nel settore energetico. Si è arrivati a questo punto perché l’OFGEM aveva già analizzato delle criticità e delle anomalie nel funzionamento competitivo del mercato, ma poiché il suo spettro di competenze è ovviamente più limitato ha coinvolto l’Antitrust per un’indagine a tutto campo.

 

La CMA ha pubblicato i risultati preliminari delle sue indagini; per il rapporto completo bisognerà attendere fino a dicembre. Gran parte delle criticità riguardano proprio il mercato retail (dell’elettricità e del gas), dove alcuni elementi strutturali e comportamenti degli operatori determinano effetti negativi sulla concorrenza.

 

In particolare, i fornitori godono di un potere di mercato unilaterale nei confronti dei loro clienti meno attivi, e lo sfruttano con politiche di prezzo particolari, volte ad ottenere un mark up molto più alto del livello ragionevole.

 

I consumatori hanno una conoscenza molto limitata delle offerte sul mercato, e conseguentemente uno scarso interesse per il cambio di fornitore. Questa criticità è dovuta ad alcune caratteristiche fondamentali del mercato retail:

 

– La natura omogenea di gas ed elettricità determina un’impossibilità di differenziare il prodotto, riducendo significativamente il potenziale per la customer engagement.

– Il ruolo dei contatori tradizionali e delle bollette, che generano continue disparità tra consumi effettivi e stimati. Si tratta di un aspetto che può generare grande confusione tra i clienti, al momento di capire la relazione tra l’energia che consumano e l’ammontare che pagano in bolletta. L’entrata in funzione degli smart meter permetterà un grande passo avanti al riguardo, sebbene ci siano poche prove sugli effetti di tale cambiamento.

Questi elementi determinano problemi soprattutto per certe categorie di consumatori: anziani, persone che vivono in social housing, e quelle con bassi livelli di reddito e/o di educazione, cioè le categorie meno attive sul mercato retail.

 

Inoltre, l’Antitrust si è concentrata sulle difficoltà informative che i clienti incontrano nel mercato:

 

– Esiste una vera e propria barriera, dovuta alla complessità delle informazioni fornite in bolletta e alla difficile comprensione delle strutture tariffarie; tale barriera inibisce la capacità dei consumatori di valutare correttamente le varie offerte sul mercato, in particolare per i consumatori più disagiati che non hanno gli strumenti per comprendere pienamente un’offerta.

– C’è generale mancanza di fiducia nei confronti dei siti internet di comparazione delle offerte, soprattutto da parte dei consumatori meno “capacitati”: per questo, si prevede una notevole diffusione degli “intermediari terzi”, come ad esempio gli schemi di switching collettivo.

Per comprendere le dinamiche di scelta, l’Antitrust ha effettuato una ricerca su un campione di 7.000 consumatori, con risultati sorprendenti:

 

– Il 34% non ha mai preso in considerazione l’idea del cambio fornitore.

– Il 56% non ha mai cambiato fornitore e/o non sapeva fosse possibile farlo.

– Il 72% del campione non ha mai cambiato la propria tariffa con l’operatore attuale. Tale numero in effetti corrisponde alla percentuale di clienti delle Big Six che hanno la tariffa variabile standard (70%).

I consumatori poi continuano ad affrontare barriere allo switching, come l’esistenza di contatori non certificati o trasferimenti errati: in questo modo si riduce la fiducia dei consumatori e si determina una percezione del cambio fornitore come difficoltoso e problematico.

 

Questo insieme di criticità determina una situazione di scarsa pro-attività dei consumatori sul mercato, dando ai fornitori la possibilità di godere di un evidente potere di mercato. Secondo l’Antitrust, questa posizione di vantaggio permette agli operatori di applicare una discriminazione dei prezzi eccessiva (considerando che l’elettricità è un bene indifferenziato).

 

In particolare, questa discriminazione di prezzo si effettua grazie ad un livello delle “tariffe variabili standard” molto superiore a quello delle tariffe non-standard, e che non è giustificabile con nessuna differenza di costo.

 

Inoltre, è stato individuato un benchmark di prezzo equo, in grado cioè di recuperare un livello efficiente di costi e di remunerare il capitale a un tasso di mercato: rispetto al benchmark concorrenziale, il prezzo medio delle Big Six dal 2009 al 2013 è risultato maggiore dell’8% per i consumatori domestici e del 14% per le PMI. In termini monetari, ciò significa che famiglie e imprese hanno rispettivamente pagato 1.2 miliardi di sterline e 500 milioni di sterline in più all’anno, rispetto a quanto sarebbe accaduto in un mercato più efficiente.

 

Secondo le analisi dell’Antitrust, dal 2004 al 2014 i prezzi dell’elettricità per le famiglie sono aumentati del 75% .

 

Inoltre, per quanto riguarda il quadro regolatorio, la CMA ha individuato ulteriori criticità. La più importante riguarda l’intervento del regolatore in favore di una semplificazione delle tariffe (con l’eliminazione di offerte troppo complesse, un tetto al numero di offerte presentabili, ecc), che ha in realtà ridotto le potenzialità competitive del mercato, limitando la possibilità per gli operatori di elaborare offerte più adatte alle esigenze dei clienti.

 

Infine, la categoria più colpita dalla ridotta concorrenzialità del mercato britannico è quella delle PMI. In particolare, ci sono problemi di pubblicità delle offerte; inoltre, una significativa percentuale delle tariffe viene negoziata individualmente e non è quindi conoscibile dalle altre PMI.

 

Inoltre, sono stati rilevati anche problemi nel settore degli intermediari terzi per le PMI: ci sono state molte denunce di pratiche scorrette che hanno determinato sfiducia in questi soggetti e più in generale nel mercato elettrico.

 

L’Antitrust sottolinea inoltre una grave mancanza di trasparenza per i clienti non domestici, con addirittura l’esistenza di incentivi per operatori e intermediari a non proporre la migliore offerta tra quelle possibili. Questa situazione è ulteriormente alimentata dalla mancanza di un benchmark di prezzo facilmente consultabile, e dal fatto che molte offerte non vengono neppure pubblicate dagli operatori.

 

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Antitrust britannica sul mercato elettrico: possibili soluzioni

 

Nell’analisi delle possibili soluzioni per le criticità del mercato retail, la CMA evidenzia che il ritorno alla regolazione di prezzo non può essere preso in considerazione. Infatti, in questo modo si rimuoverebbe ogni prospettiva, presente e futura, di ottenere benefici dal mercato concorrenziale.

 

L’approccio dell’Antitrust britannica è quindi basato sulla capacitazione del consumatore e sulla spinta per un maggior coinvolgimento nel mercato; al tempo stesso, però, si deve considerare una qualche forma di protezione da prezzi troppo alti per i consumatori più passivi.

 

Tutte le misure di sostegno alla customer engagement hanno ottime potenzialità di successo, ma rimarrà sempre una significativa minoranza di consumatori completamente inattiva. Basti pensare che i mercati retail dell’energia sono stati completamente liberalizzati da ben 17 anni, eppure questo problema è ancora di grandi dimensioni, sia per le famiglie che per le PMI.

 

Oltre a strumenti che intervengano nella fase informativa e che permettano un maggior coinvolgimento dei consumatori, la CMA ritiene opportuno proporre delle misure a valle, che riducano cioè i danni nei confronti dei piccoli consumatori. Un esempio potrebbe essere quello del “price control”, spesso usato in settori regolati in cui è difficile introdurre una vera e propria concorrenzialità. Si tratta, in ogni caso, di misure transitorie, che proteggono i consumatori mentre si sviluppa una maggiore competitività.

 

L’Antitrust, in primo luogo, ritiene necessario eliminare il tetto alle offerte degli operatori: questa misura ha ridotto sia la concorrenza tra fornitori, che quella tra i portali web, oltre ad impedire la creazione di offerte specifiche per categorie di consumatori.

Inoltre, l’eliminazione di tale tetto determinerebbe una maggior concorrenza tra portali web di comparazione dei prezzi, che potrebbero ottenere delle tariffe speciali, esercitando una pressione al ribasso dei prezzi (sia della fornitura che delle loro commissioni).

 

Inoltre, si propone anche la creazione di un sito web indipendente di comparazione dei prezzi e gestito dall’OFGEM, sulla scorta del Trovaofferte, che permetta ai consumatori di valutare le offerte proposte dagli altri siti e di aumentare così la generale fiducia nei confronti di questi strumenti.

Tale portale indipendente sarebbe ancora più importante per le PMI, che hanno grandi difficoltà nel conoscere le offerte a loro dedicate. Per questa categoria di clienti, inoltre, si propone che i fornitori debbano esplicitamente indicare le offerte nei loro siti web.

 

Nonostante le varie misure di capacitazione, rimarranno comunque dei consumatori completamente inattivi, a cui i fornitori applicano la tariffa variabile standard, quella con i prezzi più alti. Poiché gran parte di questi consumatori ha anche problemi di vulnerabilità (economica, sociale, educativa), si potrebbe applicare loro, in modo automatico, una sorta di “offerta di salvaguardia”. Per proteggere questi clienti da prezzi eccessivamente alti, si tratterebbe cioè di individuare (da parte di OFGEM o CMA) un prezzo massimo.

Questo price cap non dovrebbe però funzionare come le normali tariffe dei settori regolati, in cui l’Autorità individua un presunto prezzo competitivo. Bisognerebbe fare una valutazione dei costi effettivi, e poi lasciare un margine, una sorta di range entro cui il prezzo può fluttuare.

 

In ogni caso, CMA ribadisce che si tratterebbe di una misura transitoria, e poi formula una serie di domande a cui i vari attori del mercato potranno rispondere (come in un documento di consultazione).

 

 

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Luce e Gas, cosa fare e come risparmiare. Luigi Gabriele da “Quelle brave ragazze” Rai 1

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Luce e Gas, cosa fare e come risparmiare, Luigi Gabriele approfondisce insieme  a “Quelle brave ragazze” Rai 1

6 agosto 2018 – per rivedere la puntata, clicca su questo link da minuto 55″

1) cosa significa e quando avverrà il superamento del mercato tutelato per l’energia elettrica e il gas

La differenza consiste nel fatto che, mentre nel mercato tutelato periodicamente (trimestralmente) l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas propone un prezzo di riferimento per il mercato e quindi le aziende che vendono gas ed energia elettrica sono obbligate ad applicare il prezzo imposto dall’Autorità, invece nel mercato libero, gli operatori possono applicare il prezzo che preferiscono. Nel mercato libero, sostanzialmente è il cliente a decidere quale venditore o tipo di contratto scegliere, decidendo di cambiare qualora l’offerta non sia più confacente ai propri consumi. In linea di massima, il prezzo di riferimento del mercato tutelato è stato finora anche il più conveniente.

Il superamento è previsto per il 1° luglio 2019, anche se aleggia un’ipotesi molto plausibile sul fatto che il decreto mille proroghe, prorogherà appunto al luglio 2020, la completa liberalizzazione.

2) cosa deve fare il consumatore e cosa rischia in caso non scelga un nuovo operatore

Dunque, il consumatore che non optasse per un operatore del mercato libero, si ritroverebbe catapultato contro la sua volontà, nel cosiddetto servizio di salvaguardia, dove l’energia costa il 40% in più. Quindi il consumatore dovrà scegliere un nuovo fornitore oppure esprimere chiaramente di voler passare al mercato libero dello stesso operatore, se del mercato tutelato.

Codici, per aiutare il consumatore ad orientarsi in vista della liberalizzazione del mercato, sta organizzando un gruppo di acquisto energia e gas.

 

3) cosa fare in casi di conguaglio e cosa prevede la nuova legge sui maxi conguagli

– In caso di maxiconguaglio bisogna inviare un reclamo scritto al proprio fornitore e richiedere l’accertamento dell’addebito. Ci si può anche far aiutare da un’Associazione di Consumatori per scrivere il reclamo da inviare ad un’azienda. Questo perché grazie alla nostra esperienza, in poche righe riusciamo a cogliere il problema e ad ottenere risposta entro i tempi stabiliti. I recapiti in genere sono scritti sulla bolletta o sul sito dell’operatore. Attenzione perché il reclamo telefonico non è valido, cioè lagnarsi al telefono con un operatore non viene considerato come reclamo!

Bisogna inoltrare un reclamo scritto per mezzo, in genere, di raccomandata A.R, FAX o PEC, posta elettronica certificata comunque deve rimanere una ricevuta a chi invia.

– La Manovra di Bilancio 2018 ha segnato l’addio per legge (speriamo definitivo) alle fastidiose maxi-bollette che troppi di noi conoscono bene e contro cui Codici combatte da ormai diversi anni. Infatti, secondo il provvedimento, nei contratti di forniture di acqua, gas e di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescriverà in due anni, a partire da marzo 2018, per le bollette del gas bisognerà aspettare gennaio 2019, per quelle dell’acqua il 2020.

NON sarà più possibile richiedere al consumatore somme che vadano al di là dei due anni precedenti l’emissione della bolletta. Una bella novità, di cui beneficeranno sia gli utenti domestici che le microimprese.

Un altro diritto garantito all’utente dalla Manovra consiste nella possibilità di sospendere i pagamenti in attesa di una verifica della legittimità di condotta dell’operatore in questione, ad esempio nel caso in cui:

  • Siano state emesse fatture a debito per conguagli relativi a periodi maggiori di due anni
  • L’utente abbia presentato reclami riguardanti i conguagli nelle forme previste dall’Autorità
  • L’Autorità garante abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice del consumo: relative alle modalità di rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato

Detto ciò, il diritto che, con ogni probabilità, interessa di più il consumatore consiste nell’obbligatorietà di ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati entro tre mesi (a titolo di indebito conguaglio), in caso di esito della verifica sulla legittimità della condotta dell’operatore.

4) come formulare e a chi un reclamo in caso di problemi con la bolletta *VEDI punto 3

5) come valutare i propri consumi ed eventualmente scegliere un nuovo operatore

– Controllare e monitorare sempre i propri consumi, stando attenti agli apparecchi elettrici ed elettronici presenti in casa, spesso ci viene detto dai consumatori di avere solo frigorifero e scaldabagno elettrico. Ecco, già questo da solo fa lievitare i consumi e le persone non ne sono consapevoli.

– Per evitare amare sorprese, comunicare attraverso tutti i canali disponibili, l’autolettura. Questo è l’unico modo, certo se acquisita dall’operatore, di tutelarsi.

– Controllare sempre che il contatore funzioni, che abbia un display leggibile e che registri il dato.

 

  • Il nuovo operatore va scelto sulla base di alcuni parametri fondamentali a nostro avviso:
  • Ovviamente il prezzo che offre per la fornitura, conveniente e tra i più bassi, ma non è l’aspetto fondamentale. Anche da un’indagine condotta da Codici emerge che,
  • la trasparenza e correttezza dei processi aziendali sono prioritari: la modalità di acquisizione di nuovi clienti, la contrattualistica e le politiche in genere che l’azienda attua nei confronti del consumatore, lo fanno stare più tranquillo.
  • La trasparenza delle informazioni che offre
  • I tempi di risposta e attesa
  • La reputazione, che per carità può sempre essere ribaltata e quindi può essere riabilitato
  • L’assistenza che è in grado di fornire

 

 

6) Fino ad oggi come e’ stato gestito  il mercato per l’energia elettrica e del gas e come sta cambiando ora ?

Fino ad oggi c’è stato un doppio binario tra il meccanismo di tutela, diciamo di natura monopolistica, e da meno di 10 anni un po’ per l’energia e un po’ più per il gas, si è pensato invece di aprire un po’ più alla liberalizzazione sia della produzione che della vendita di energia. Quindi sostanzialmente già oggi coesistono il mercato tutelato e il mercato libero di energia e gas.

Ciò che cambierà è che a partire dal 1° luglio 2019 o 2020 (secondo emendamento al mille proroghe), esisterà solamente il libero mercato.

 

7) Si parla di mercato tutelato e mercato libero: quali sono le differenze e che peso hanno in questo momento sulle decisioni dei consumatori?* vedi domanda 1

 

 

8) Quali sono le cause principali di questi rialzi?

 

I motivi sono:

  • Le tensioni internazionali, ad esempio tra Iran e USA che quindi sui mercati determinano un aumento del prezzo del greggio
  • Le numerose voci che compongono la bolletta

Il fatto che l’Autorità uscente abbia formulato una riforma tariffaria che da progressiva diventa regressiva, quindi più consumi meno spendi, che determinerà un aumento dal 10 al 30% della bolletta elettrica, e questo è stato programmato e voluto.

9) Quale sarà il costo che peserà sulle famiglie la prossima estate

Il costo sulle famiglie che peserà maggiormente quest’estate è ovviamente quello dei condizionatori, date le temperature e l’utilizzo massiccio degli stessi. Ma in un contesto più ampio, i consumatori la sorpresa se la ritroveranno dal 1° ottobre 2018. Nell’ultimo trimestre infatti, la tariffa che avrebbe dovuto subire degli aumenti ancora più elevati, è stata calmierata dalla stessa Autorità, diciamo che in questo modo la impopolarità dell’atto verrà scaricata sulla Autorità entrante. Questi aumenti sono stati solo rimandati al trimestre successivo, che va da ottobre a dicembre 2018 e qui si che si arriverà ad aumenti anche del 10% ed oltre.

 

10) Come possiamo difenderci dal caro spesa luce e gas?*vedi punto 5. Inoltre, essere noi stessi virtuosi con dei comportamenti quotidiani come: non lasciare le luci accese dove non siamo presenti, non lasciare il frigorifero aperto inutilmente, non lasciare le persiane aperte nelle ore più calde con l’aria condizionata accesa, al contrario non chiuderle finché si può utilizzare la luce naturale ecc ecc…

 

11) Cosa puo’ rischiare il consumatore volendo  rimanere con il vecchio operatore senza optare per uno nuovo?*servizio di salvaguardia vedi punto 2

 

12) Quali sono i consigli per meglio orientare le decisioni del consumatore?* vedi punto 5 secondo punto.

 

13) Come valutare i propri consumi  per gestire al meglio la propria situazione di gas e luce?* vedi punto 5

 

14) A fronte di queste novita’, In base a quali criteri va scelto un nuovo operatore, senza la paura di sbagliare?  *vedi punto 5

          Il nuovo operatore va scelto sulla base di alcuni parametri fondamentali a nostro avviso:

–          Ovviamente il prezzo che offre per la fornitura, conveniente e tra i più bassi, ma non è l’aspetto fondamentale. Anche da un’indagine condotta da Codici emerge che,

–          la trasparenza e correttezza dei processi aziendali sono prioritari: la modalità di acquisizione di nuovi clienti, la contrattualistica e le politiche in genere che l’azienda attua nei confronti del consumatore, lo fanno stare più tranquillo.

–          La trasparenza delle informazioni che offre

–          I tempi di risposta e attesa

–          La reputazione, che per carità può sempre essere ribaltata e quindi può essere riabilitato

–          L’assistenza che è in grado di fornire

 

15) Una parola che incute timore: il famoso conguaglio, che quando arriva, in genere, prevede somme ragguardevoli da pagare.. ma sono sempre cifre che corrispondono alla realtà?

Dipende, possono anche essere cifre dovute se ad esempio qualcuno non ha mai pagato la propria fornitura di energia o gas. In genere però, dalla nostra esperienza, i conguagli non sono mai dovuti in toto rispecchiando la cifra addebitata in quanto interviene la prescrizione, che prima era quinquennale ed ora, da marzo 2018 sarà biennale.

 

16) Ma questo conguaglio  in che modo viene calcolato?

In genere, sulla base di letture stimate, che significa mai rilevate né da un letturista che dovrebbe passare almeno 1 volta l’anno perché è una attività retribuita in bolletta, né dal contatore teleletto che dovrebbe essere talmente intelligente e preciso da rilevare il dato a distanza.

Oppure il distributore, cioè colui che rileva e detiene il dato della lettura, non ha adempiuto al suo compito comunicando la lettura al venditore di energia (colui per intenderci che si rapporta al consumatore), quindi si sono accumulate letture stimate non realistiche, e poi si sveglia un bel giorno e invia al venditore un conguaglio tra lettura stimata ed effettiva che risulterà in bolletta, perché bisogna riallineare i consumi.

E’ ovvio che magari pur essendo dovute sono insostenibili.

 

 

17) Ci si puo’ tutelare dai maxi conguagli? E soprattutto cosa fare?

Si. L’autolettura VA SEMPRE COMUNICATA e bisogna monitorare il proprio dato di consumo attraverso consumi e contatore, sono sempre la soluzione per evitare amare sorprese in bolletta.

 

18) C’e’ la possibilita’ di poter rateizzare l’importo di questi conguagli? In che modalità?

Si, la regola è concedere una rateizzazione pari almeno al numero di fatture che sono state saltate (cioè non emesse), ovvero pari al periodo del maxiconguaglio.

 

19) E per chi avesse pagato di piu’ del dovuto, in che modo può rientrare delle somme versate?

Attraverso una nota di credito nel caso in cui abbia interrotto il rapporto contrattuale, altrimenti verrà riaccreditato sulle bollette future.

 

20) In caso di problemi di bolletta   come dobbiamo  formulare la richiesta di reclamo  e a chi?* vedi punto 3 reclamo

 

 

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Consumatori

New Deal per i Consumatori, audizione in Senato della repubblica

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Giovedì 26 Luglio 2018 alle ore 8.30 Commissione Industria, commercio, turismo – Ufficio di Presidenza

Protezione dei consumatori

Audizione informale nell’ambito dell’esame degli atti dell’Unione europea n. COM (2018) 183 def. (Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo – Un “New Deal” per i consumatori) e n. COM (2018) 185 def. (Proposta di Direttiva sulla protezione dei consumatori) del Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU)

Audizione di Luigi Gabriele- Affari Istituzionali CODICI dal minuto 28.

Per rivedere il video

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Consumatori

Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte – da Il Fatto Quotidiano

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Fonte: Il Fatto Quotidiano del 16 luglio 2018, in edicola

di Patrizia De Rubertis

Verso la liberalizzazione . I milioni di euro di multa inflitti a Eni per la scorretta fatturazione dei consumi

Il provvedimento dell’Antitrust trae origine dalle segnalazioni dei consumatori che hanno lamentato maxi conguagli sulle bollette del 2007 Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte.

La piattaforma dell’Authority riporta i prezzi del mercato libero e non quelli del tutelato » 

Ventidue milioni di consumatori dell’energia e 18 milioni del gas entro il primo luglio 2019 dovranno obbligatoriamente passare al mercato libero, così come ha deciso il ddl Concorrenza. Ma, salvo un ulteriore slittamento deciso dal governo nei prossimi mesi, questo passaggio iniziato nel 2009 potrebbe essere “subito” dalle famiglie che ignorano l’avvento della rivoluzione che mette fine al mercato libero. Con la concreta possibilità, tuttavia, di non scegliere il nuovo gestore che soddisfi le proprie esigenze e il serio pericolo di pagare una bolletta più cara. Tanto che, secondo un sondaggio effettuato dall’associazione Codici, un terzo delle famiglie non sa quanto spende davvero in elettricità e gas, mentre 1’80% ignora addirittura il tipo mercato in cui si trova. COSÌ, se la liberalizzazione del mercato nasce da un’esigenza di maggior concorrenza tra gli operatorie di più ampi margini di guadagno che possano portare a maggiori investimenti sul settore, le offerte “libere” già presenti sul mercato non sempre si sono rivelate convenienti. Senza giri diparole, quello che difatto ha sempre bloccato il passaggio (nel 2016 ultimo dato disponibile nel mercato libero c’era solo il 34,4% dei clienti domestici dell’elettricità e poco meno del 38% del gas) è la paura della mancanz a di trasparenza. Fino ad oggi, infatti, chi ha abbandonato consapevolmente il mercato libero (ma è alta lapercentuale dei clienti ai quali sono stati “estorti” contratti stipulati tramite reti di agenti che operano porta a porta o attraverso il teleselling), dopo la scadenza del primo anno quello su cui solitamente viene applicata una forte scontistica si è ritrovato a pagare più di prima. Mentre solo i più smanettoni che hanno sottoscritto i contratti via web sono riusciti a risparmiare fino al13%, secondole elaborazionidiRef Ricerche. Facciamo chiarezza. Alle decine di operatori di call center e agli emissari porta a porta che in queste settimane stanno telefonando o scampanellando a casa per comunicare che entro il mese in corso bisogna passare al mercato libero, va subito risposto che c’è ancora un anno di tempo per prendere una decisione così importante che vede sul piatto migliaia di euro all’anno che si sborsano per le bollette della luce e del gas. La scomparsa del mercato a maggior tutela significa, infatti, scegliere personalmente il proprio fornitore (come si fa con la telefonia), dal momento che non ci sarà più un garante, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), che ogni tre mesi stabilisce il prezzo di luce e gas. Un importo, frutto dell’acquisto collettivo di energia senza ricarichi, salvo i rialzi che si registrano solitamente per la corsa del petrolio. E che per ilterzo trimestre equivalgono a un +6,5% per l’elettricità e il +8,2% per il gas, che per una famiglia tipo equivalgono a un aumento di spesa da 24 euro all’anno.

COME FARE, quindi, a decidere a quale gestore affidarsi, la forma contrattuale da sottoscrivere (monoraria, bioraria, multioraria) e la condizione di prezzo (fissa, variabile)? E perché proprio queste tre domande? Sono i quesiti che pone il “Portale offerte”, il sito operativo da inizio mese e realizzato dall’Acquirente Unico sulla base delle indicazioni fornite dall’Arera. Iniziativalodevole che dovrebbe aiutare le famiglie a individuare l’offerta più vantaggiosa rispetto al proprio profilo di consumo visualizzando le cosiddette offerte “placet”, vale a dire le proposte commerciali per i clienti domestici che contengono un prezzo determinato dal venditore, ma a condizioni contrattuali e struttura di prezzo definiti dall’Authority. Noi abbiamo fatto la prova sul campo. Quasi impossibile trovare il sito che non solo non è indicizzato sui motori di ricerca, ma non è neanche promosso sul sito dell’Arera, dove tra i banner in bella evidenza, campeggia ancora il “Trova offerte”, il vecchio comparatore. Poi, una volta che si inseriscono i dati, l’offerta del fornitore che esce è alquanto improbabile: un gruppo sconosciuto che riconduce a un sito assi lontano dal concetto di trasparenza tariffaria. “Questo portale ingenera solo confusione in un settore già di per sé molto complicato”, commenta Luigi Gabriele di Codici. Che spiega: “Peccato che si siano dimenticati di comparare queste offerte con il prezzo del servizio ditutela, ossia proprio con il parametro di riferimento piu importante; inoltre mancano le offerte green, qualsiasi informazione sui bonus destinate alle fasce più deboli”. E dal nostro . Dal canto suo l’Acquirente unico si discolpa spiegando che il sito è in fase di rodaggio e che la comparazione tra le offerte avverrà per gradi: a dicembre verranno pubblicate tutte le offerte esistenti sul mercato. Ma il peccato originale della mancata comparazione con il prezzo della tutela resterà.

L’aumento della spesa per luce (+6,5%) e gas (+8,2%) della famiglia tipo nel mercato tutelato per il terzo trimestre 34,4% La quota dei clienti domestici che nel 2016 sono passati al mercato libero dell’elettricità Sul fronte del gas, la percentuale è poco meno del 38% 21% La quota totale sul mercato libero che detiene Enel. Edison è al 6,1%, Eni al 5,5% e agli altri operatori va il 24,9% Alt 1.6 r 72). tr. . r. . 41 ».. . 1¦Igh tie ” Contratto Placet È la nuova proposta ibrida che i rivenditori devono fornire per agevolare gli utenti

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