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Consumatori

Energia, niente gas e luce agli utenti che hanno problemi con banche e finanziarie. E’ legale?

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Energia, niente gas e luce agli utenti che hanno problemi con banche e finanziarie. E’ legale?
Firenze, 21 Novembre 2017. Che si dovesse combattere contro fornitori di energia elettrica e gas, che vogliono propinarci dalla mattina alla sera nuovi contratti a condizioni più vantaggiose dei concorrenti, è cosa nota. Forse però è molto meno noto il fatto che a breve potremmo dover iniziare a combattere per ottenere la fornitura di elettricità e gas.
Infatti, finora i fornitori di energia elettrica e gas potevano rifiutarsi di stipulare contratti con clienti morosi quando migravano da un operatore all’altro lasciandosi debiti alle spalle. E’ infatti concesso ad un gestore, anche di maggior tutela, rifiutare l’attivazione di un’utenza ad un cliente se quest’ultimo ha ancora debiti pendenti nei suoi confronti.
E’ invece la prima volta che ci capita di vedere un utente, che ha richiesto ad Enel Energia la fornitura di gas per la sua abitazione in affitto, al quale viene rifiutata la fornitura a seguito di un credit check (verifica dell’affidabilità creditizia) poiché alcuni anni prima, nell’ambito della propria attività imprenditoriale travolta dalla crisi, risultava essere stato protestato. La cosa incredibile è che in questo caso non si tratta di un utente moroso nei confronti di Enel, ma bensì di un utente che risultava non essere un soggetto bancabile in ambito del tutto estraneo a quello della fornitura di energia o gas.
L’utente è stato infatti informato che non poteva avere l’allacciamento in quanto risultava avere una posizione di rischio credito e che la verifica della sua posizione creditizia aveva avuto esito negativo, poiché persona non solvibile con riferimento alla sua attività imprenditoriale, peraltro cessata.
 A questo punto ci chiediamo: ma le verifiche di merito creditizio di un utente, da quali società sono effettuate? Le informazioni per la valutazione sul grado di solvibilità finanziaria provengono da Società di Credit Rating esterne specializzate in tale attività e quindi si tratta di società investigative?
Con questo precedente si apre la strada per i fornitori di energia, gas, ecc… a rifiutare la stipula dei contratti di fornitura di elettricità e gas perchè da controlli effettuati, proprio come farebbe una banca in caso di richiesta mutuo o una finanziaria in caso di richiesta di finanziamento, quell’utente risulta avere pendenze.
Ma qui la situazione è ben diversa.
Non siamo in presenza di una banca o una finanziaria che prima di prestare ingenti somme di denaro deve effettuare verifiche di solvibilità di un cliente. Qui siamo nell’ottica di servizi quali luce, riscaldamento, da cui non possiamo prescindere e come tali indispensabili, per i quali la società fornitrici in caso di inadempienza dell’utente hanno strumenti per tutelarsi (distacco del contatore dal remoto per i nuovi contatori elettronici, distacco fisico del contatore, apposizione sigilli). Sappiamo inoltre che uno strumento contro la c.d. migrazione degli utenti morosi da un gestore all’altro è il CMOR (Corrispettivo MORosita’) (1), il sistema introdotto dall’Aeegsi in base al quale viene garantito un indennizzo al vecchio fornitore uscente di energia elettrica per l’eventuale mancato incasso del credito relativo alle fatture degli ultimi tre mesi di erogazione, prima del passaggio effettivo del cliente finale al nuovo fornitore.
Già in passato l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali si era espressa con riguardo alla possibilità per i gestori telefonici di fare una verifica sulla solvibilità e affidabilità dei clienti, osservando che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica non stipulano contratti di finanziamento, neanche nella forma della dilazione del pagamento, rispetto ai quali può farsi lecito uso di sistemi di informazioni creditizie, ma concludono contratti ad esecuzione continuata o periodica. In questi ultimi contratti la scadenza pattuita delle singole rate non è riconducibile alla diversa figura della dilazione del pagamento, nè tantomeno all’obbligo restitutorio derivante da un finanziamento. Le scadenze periodiche rappresentano infatti non un differimento del pagamento della somma dovuta, ma i termini nei quali quest’ultima deve essere pagata dall’utente quale corrispettivo delle prestazioni godute per le correlative rate temporali. In tal senso il Garante si
è pronunciato disponendo la cancellazione dei dati comunicati ai predetti fornitori dal sistema di informazioni creditizie in quanto non pertinenti per commisurare il rischio creditizio.
Pare invece che i fornitori di energia e gas si stiano muovendo per far sottoscrivere nuovi contratti agli utenti che prevedano l’esplicito consenso all’accesso alle banche dati creditizie ai fini della valutazione del rischio credito e quindi per ottenere implicitamente l’autorizzazione a rifiutare la fornitura in caso di soggetto con rischio creditizio.
A questo punto viene da porsi una domanda: chi in passato ha avuto un’attività imprenditoriale che non è andata bene, oppure chi in passato si è trovato in difficoltà a pagare una rata del mutuo o di un finanziamento ed è quindi stato iscritto al Crif, potrebbe teoricamente vedersi rifiutato l’allaccio di qualunque utenza?
Si rende opportuno un intervento legislativo in merito, che istituisca semmai apposite banche dati nelle quali siano consultabili solo dati relativi a pregresse morosità in ordine alle forniture di servizi, con istituzione eventualmente di apposita black list. Solo se si rientrasse nell’elenco dei cattivi pagatori di bollette, allora si potrebbe legittimamente vedersi rifiutata la fornitura del servizio.
Ça va sans dire, strumenti sempre più efficaci per combattere la morosità degli utenti devono essere affiancati da strumenti sempre più efficaci per combattere le massive pratiche commerciali scorrette perpretrate dai fornitori di energia ai danni dei consumatori.
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Consumatori

15 marzo, giornata mondiale dei consumatori. Il decalogo per non farsi fregare on line

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Marzo 2019. In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti del Consumatore, che ricorre il 15 marzo, Tiendeo.it, ha preparato un pratico decalogo di consigli su come fare shopping online in modo sicuro e salvaguardando la propria privacy.
Malgrado gli acquisti online rappresentino ancora un volume basso (solo l’1,2% delle vendite di prodotti di largo consumo in Italia avvengono online, secondo il rapporto “Opportunità nell’e-commerce” di Nielsen) è anche certo che sempre più consumatori si stiano lanciando nell’utilizzo di questo canale d’acquisto. Per questo è importante acquisire e fare proprie determinate abitudini che garantiscano pagamenti sicuri e protezione dei propri dati personali.
Marc Oliveras, CTO di Tiendeo, ha elaborato una lista delle 10 pratiche più responsabili sia per quanto riguarda l’acquisto su e-commerce che la protezione dei dati quando si naviga su un sito internet o si fa uso di determinate app.

  1. Bollini di sicurezza d’acquisto online, queste grandi spie
    La prima cosa che dovremmo fare prima di realizzare qualsiasi acquisto online è verificare se il sito internet in cui stiamo per effettuare la transazione possiede bollini di sicurezza di acquisto
    online, come ad esempio “Trusted Shops” o “Symantec” (l’antica “Verysign Secure”). Così, con un semplice sguardo, potremo valutare l’affidabilità di questa pagina. Inoltre, il colore del lucchetto che appare nella parte esterna della URL ci indicherà il livello di sicurezza del sito in cui stiamo navigando: se ci troviamo davanti a un lucchetto rosso, prima di tutto si raccomanda di adottare precauzione.
  2. Evita gli acquisti online in reti Wifi pubbliche e utilizza la modalità privata
    I nostri dati personali sono molto ambiti e per questo dobbiamo proteggerli al massimo. Le reti wifi pubbliche facilitano l’accesso a tale informazione e quando si tratta di pagamenti online devono essere evitate. Navigare in modalità privata (in incognito) è un altro modo per rendere più difficile il tracciamento delle nostre orme digitali.
  3. Negli acquisti da privato a privato realizza le transazioni nelle piattaforme opportune
    Esistono siti e app d’acquisto e vendita di seconda mano che svolgono molto bene la loro funzione: offrire un canale in cui realizzare queste transazioni con una certa garanzia di sicurezza. Quindi, usiamoli!
  4. Preferenza per le carte di credito o Paypal
    Paypal ci facilita la realizzazione di pagamenti su e-commerce in modalità molto semplice e
    sicura, poiché l’informazione che dobbiamo fornire è minima e si tratta di una piattaforma di
    pagamento molto sicura e di fiducia. Inoltre, si consiglia di effettuare pagamenti con carta di
    credito piuttosto che con carta di debito, poiché in caso di sospetto di possibile frode, sarà molto
    più facile gestire le procedure per annullare il pagamento.

  1. Proteggi i tuoi pagamenti NFC
    I pagamenti con smartphone (NFC) sono sempre più popolari e si apprestano a dominare il futuro dei pagamenti nel retail, senza ombra di dubbio. Si tratta di un metodo totalmente sicuro,
    però la cautela non è mai troppa, ed è bene proteggere lo smartphone con un codice pin numerico o stabilendo una somma limite nei pagamenti.
  2. Più informazione, maggiore fiducia
    Un altro indicatore che ci segnalerà se il sito è sicuro è la quantità di informazione corporativa offerta dalla pagina, così come la pubblicazione di termini legali sulla protezione dei dati ecc…
    Possiamo anche cercare online opinioni di altri consumatori sulla qualità del servizio di post vendita per avere maggiori informazioni.
  3. Prima di fare click, leggi attentamente. È in gioco la tua privacy:
    È molto frequente che i siti internet o app richiedano il consenso da parte dell’utente per poter conoscere il suo comportamento, attraverso i famosi cookies, oppure online, attraverso dispositivi di geolocalizzazione. Non ci sono problemi nel acconsentire al trattamento dei dati, però è necessario leggere bene i messaggi che vengono mostrati per accettare (o no) in modo proattivo e con consapevolezza.
  4. Esercita i tuoi diritti di protezione dei dati ogniqualvolta lo ritieni opportuno
    La regolamentazione sta diventando sempre più rigida da questo punto di vista, preoccupandosi per la sicurezza personale degli utenti online (la famosa GDPR). È importante conoscere i propri diritti ed esercitarli ogniqualvolta sia necessario.
  5. Stabilisci una password online sicura
    La modalità principale per evitare possibilità di attacchi hacker è stabilire una password sicura per tutti i luoghi online in cui disponiamo di un account. Si raccomanda che sia composta di
    maiuscole, minuscole, numeri e lettere.
  6. Antivirus, il nostro grande alleato per navigare in sicurezza
    Una gesto così semplice come installare l’antivirus nel proprio computer si rivela essere di vitale importanza nell’evitare che terzi possano inserirsi nel nostro sistema e ottenere i nostri dati.
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Consumatori

Disastro aereo Etiopia, consumatori chiedono stop voli

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Mentre si allunga la lista dei paesi stranieri e delle autorità che hanno deciso in via precauzionale di lasciare a terra i Boeing 737 Max 8, il Codacons – unica associazione dei consumatori che in Italia ha già avviato iniziative legali a seguito del disastro aereo dell’Ethiopian Airlines – affila le armi a tutela dei passeggeri e della sicurezza del trasporto aereo.

“L’immobilismo delle autorità italiane è semplicemente assurdo, e Ministero dei Trasporti ed Enac devono subito bloccare la circolazione dei Boeing 737 Max 8 sul territorio italiano, sospendendo cautelarmente sui nostri scali partenze e decolli di tale modello di aereo per tutte le compagnie, così come hanno fatto molti altri paesi allo scopo di salvaguardare l’incolumità dei viaggiatori – afferma il presidente Carlo Rienzi – Se non saranno adottate misure urgenti in tal senso il Codacons, coinvolgendo anche le associazioni dei piloti e degli assistenti di volo, si farà promotore di ricorsi d’urgenza presso le sedi giudiziarie per ottenere lo stop ai Boeing 737 Max 8 sul suolo italiano, fino a che non vi saranno adeguate certezze sul fronte della sicurezza”.

L’associazione inoltre si costituirà oggi stesso parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sul disastro del volo Ethiopian Airlines, nominando un proprio staff di esperti per contribuire all’accertamento dei fatti e offrendo assistenza legale ai parenti delle vittime dell’incidente.

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Consumatori

Come scegliere la polizza auto? Ecco i 6 trucchi.

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Di Luigi Gabriele, su contenuti estratti dal sito IVASS.

Puoi riascoltare l’intervista audio con approfondimento di RADO CUSANO CMAPUS del 4 marzo 2019

Intervista di Livia Ventimiglia

Luigi Gabriele (Affari Istituzionali Adiconsum) – rischio assicurazioni false

Prima di scegliere una polizza per il tuo veicolo fai bene attenzione a questi aspetti, leggendo con attenzione il preventivo proposto, la nota informativa e le condizioni di contratto.

Di seguito ti diamo qualche utile suggerimento per scegliere la polizza r.c. auto più adatta alla tue esigenze.

1) Confronta le offerte

Prima di stipulare una polizza r.c. auto, confronta le offerte delle diverse imprese di assicurazione.

Oltre al preventivo che puoi ottenere dal sito di ciascuna impresa hai a disposizione gli strumenti di comparazione online, come il TuOpreventivatore dell’IVASS o i siti privati di comparazione.

Segui in ogni caso i nostri 5 passi per essere sicuro di rivolgerti sempre a un’impresa di assicurazione regolarmente autorizzata e per proteggerti dalle frodi e dagli operatori abusivi.

2) Chiedi l’applicazione della legge Bersani

Verifica se puoi avvalerti dei benefici offerti dalla Legge Bersani, che consente, a certe condizioni, di usufruire della classe di merito CU maturata da un tuo familiare convivente e quindi di utilizzare una classe di merito più vantaggiosa rispetto a quella d’ingresso.

Fai attenzione, perché si può usufruire della classe di merito del familiare solo:

  • fra membri dello stesso nucleo familiare, con identica residenza
  • per le polizze assicurative di veicoli dello stesso tipo (autovetture, motoveicoli, ecc.)
  • per un veicolo assicurato per la prima volta nel nucleo familiare di riferimento, anche se usato
  • fra le persone fisiche, non giuridiche (sono quindi escluse dal beneficio le società)

3) Stai attento alle “formule di guida”

La “formula di guida” è un’opzione che devi scegliere quando stipuli una polizza r.c. auto. Viene richiesta dalle compagnie di assicurazione per conoscere chi guiderà il veicolo e per calcolare il premio assicurativo in base al rischio ipotizzato. Alcune di queste formule ti consentono un risparmio sul premio, ma comportano dei rischi da valutare con attenzione. Se hai dubbi parlane con il tuo intermediario assicurativo.

In presenza di una polizza con “Guida libera” la tua auto potrà essere guidata da chiunque e, in caso di incidente, l’impresa rimborserà sempre il danneggiato.

Una polizza con la clausola di “Guida esperta”, a fronte di uno sconto, prevede che il veicolo potrà essere guidato solo da persone “esperte” e quindi che hanno maturato una certa esperienza alla guida o che rientrano in una certa fascia di età: per molte imprese il conducente deve avere compiuto almeno 26 anni e avere la patente da 2; altre imprese abbassano il limite d’età a 23, sempre con possesso di patente da 2 anni, mentre altre lo alzano a 28 anni.

Sebbene per legge chiunque può guidare un’auto purché in possesso di patente, in caso di polizza con la clausola di “guida esperta” se un sinistro è causato da un conducente che non raggiunge i limiti di età previsti dalla polizza, la compagnia può avvalersi del diritto di rivalsa e richiedere al contraente parte del danno liquidato. Pertanto scegli questa formula solo se sei certo che alla guida ci sarai sempre tu o persone “esperte”.

Una polizza con la clausola di “Guida esclusiva” prevede che l’auto potrà essere guidata da un unico conducente e da nessun altro. In questo caso il vantaggio economico sul premio assicurativo potrà essere rilevante. Fai attenzione a non scegliere la formula di guida esclusiva se non sei sicuro che l’auto verrà guidata unicamente da te. In caso di sinistro, infatti, se la compagnia dovesse pagare per un sinistro causato da un guidatore diverso, potrà avvalersi del diritto di rivalsa e farti pagare parte del danno liquidato.

4) Occhio alle franchigie

La franchigia è una clausola contrattuale in base alla quale, a fronte di un premio più contenuto, il contraente si obbliga a pagare di tasca propria (rimborsando all’impresa) parte del sinistro liquidato dall’impresa al terzo danneggiato. Tale clausola può essere conveniente nel caso in cui, ad esempio, il veicolo è guidato raramente o da persone molto prudenti e se il livello della franchigia non è eccessivo.

5) Fai attenzione alle esclusioni e alle rivalse

Le clausole di esclusione e rivalsa sono condizioni contrattuali che limitano o escludono la copertura del rischio e quindi il risarcimento in caso di sinistro. Di solito, i casi di esclusione indicati dalle imprese sono gli incidenti provocati dal conducente in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti ovvero la guida senza patente, ma le imprese possono prevedere ulteriori casi di esclusione.

Leggi con attenzione, quindi, le clausole di esclusione e rivalsa previste dal tuo contratto che devono essere indicate nella nota informativa precontrattuale e chiedi consiglio al tuo intermediario assicurativo!

6) Valuta l’installazione di una “Scatola Nera” per risparmiare

Alcune polizze r.c. auto prevedono una riduzione del premio se l’assicurato acconsente all’installazione sul veicolo della scatola nera o dispositivi similari. I costi di installazione, manutenzione, disinstallazione, sostituzione, funzionamento, per legge sono a carico delle imprese.

La scatola nera è un dispositivo elettronico capace di registrare la posizione e la velocità di un veicolo; è in grado di ricostruire la dinamica di un sinistro contribuendo così al contrasto delle frodi. Inoltre, grazie ai suoi sistemi di rilevazione chilometrica delle percorrenze, ti consente di accedere alle offerte di assicurazione auto “a consumo” che possono essere convenienti.

In alcuni casi, inoltre, la scatola nera funziona anche come segnalatore per il ritrovamento dell’auto in caso di furto e permette di inviare richieste di soccorso stradale.

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