I rischi per il consumatore finale nell’ipotesi di riforma del mercato elettrico circolata in queste ore

L’emendamento al decreto Destinazione Italia, che Asselettrica ha tentato di far presentare in Parlamento,  annullerebbe di fatto il mercato della Maggior Tutela20140204-140059.jpg, esponendo il consumatore finale a imprevedibili variazioni di prezzo dell’energia elettrica e cancellando, di fatto, la liberalizzazione del mercato, assegnando i clienti che non hanno scelto un fornitore all’operatore che oggi opera come fornitore del servizio di maggior tutela.

Innanzi tutto, la nuova ipotetica norma prevede che i clienti finali domestici e le piccole imprese che non scelgono un fornitore di energia elettrica sul mercato libero continuano ad essere forniti dall’attuale fornitore. Ciò significa, nei fatti, che i clienti che oggi fruiscono del servizio di maggior tutela vengono trasferiti all’operatore che eroga tale servizio (e che opera contestualmente nel mercato libero), divenendone clienti a tutti gli effetti (ad esempio, il solo Enel acquisirebbe di colpo 22,5 milioni di clienti).

In secondo luogo, l’operatore dovrà offrire il proprio prezzo accanto a quello che calcolerà l’Autorità. Ma poiché comunque ad approvvigionarsi sul mercato sarà direttamente l’operatore (e non più l’Acquirente Unico), il prezzo determinato dall’Autorità non potrà che avvicinarsi al costo di approvvigionamento dell’operatore meno efficiente. Se infatti il cliente finale scegliesse il prezzo indicato dall’Autorità, ed esso fosse più basso della capacità di approvvigionarsi da parte dell’operatore che deve praticarlo, avremmo un prezzo amministrato che causa una perdita ad un operatore del mercato. Il che non può essere, perché chi svolge obbligatoriamente un servizio non può certo perderci. Il prezzo dell’autorità non potrebbe che essere simile, concettualmente, all’attuale prezzo di salvaguardia (praticato a chi perde il proprio fornitore) e che, in quanto prezzo emergenziale o di ultima istanza, non può che essere molto elevato.

Oggi, lo ricordiamo, l’operatore della maggior tutela si limita a fornire un servizio, che viene remunerato in tariffa, mentre il prezzo dell’energia fornita è prezzo determinato da acquisti sul mercato. Nei Paesi in cui è stata adottata una soluzione di questo genere, i clienti che non avevano mai scelto il proprio fornitore sono diventati all’80% clienti, sul mercato libero, del fornitore a cui sono stati automaticamente trasferiti. Considerata la situazione specifica nel nostro paese, possiamo parlare di un sostanziale ritorno a monopolio.