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Energia, sentenza storica contro ENEL, bolletta nulla se i conteggi sono inesatti

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La Sentenza in esame rientra nel sempre più ampio contenzioso civilistico tra clienti e fornitori di energia elettrica e gas.

I costi energetici in aumento a causa di una pressione fiscale che incide sulle fatture per il 13,30 % sull’elettrico e 35,25 % sul gas, uniti agli effetti depressivi della crisi economica e di un format di fatturazione ormai intellegibile da pochi esperti, sono le cause principali dell’aumento di contestazioni.

È noto che il rapporto contrattuale tra cliente e venditore di energia  è inquadrabile nella disciplina di cui agli artt.  1559 e ss  del Codice Civile e  si caratterizza per la presenza di un soggetto, terzo tra le parti, eppure fondamentale nell’ esecuzione della prestazione: il distributore.

È il distributore infatti a curare gli allacci della fornitura, la manutenzione e, sopratutto, la lettura del misuratore ai fini della fatturazione.

Tutto quanto essenziale all’esecuzione della prestazione ed alla sua quantificazione economica, secondo le tariffe fissate dall’Autorità (nel mercato tutelato) ovvero dal venditore  (nel mercato libero) è affidato  ad un terzo i cui obblighi rispetto al cliente sono fissati da delibere amministrative dell’Autorità per l’energia elettrica il gas ed i sistemi idrici.

La complessità del sistema normativo che sovraintende alla regolazione dei diritti e dei doveri tra le parti nelle forniture energetiche è dovuta proprio  all’insieme di fonti primarie e secondarie  che lo compongono.

Ai richiamati articoli del Codice Civile si affiancano i diritti dei consumatori specificati nel Codice del Consumo circa le cosiddette clausole vessatorie (art. 33 e ss) o il diritto di recesso, nonchè i numerosi interventi dell’Authority.

Ai sensi della legge  istitutiva n. 481/95 l’emanazione di provvedimenti dell’Autorità, ai sensi dell’articolo 2, comma 12, lettera h), ha l’effetto di modificare o integrare il regolamento di servizio che i soggetti esercenti sono tenuti a predisporre ai sensi dell’articolo 2, comma 37, della legge n. 481/95, come previsto dal medesimo comma 37 (anche in base a quanto chiarito in Cass. Civ.  11032/94 e n. 19531/04 e Cons. di Stato n. Sez. VI n. 6628/03 nonché Sez. VI n. 5622/08 e Cass. Civ. n. 16141/11 ).

L’inserzione automatica delle clausole nel contratto e la prevalenza delle disposizioni dell’Autorità rispetto alla volontà delle parti  è stata confermata dalla Suprema Corte secondo cui è ammissibile solo qualora la disposizione indichi esattamente tempi e contenuti dell’eventuale obbligo e sia dettata nell’interesse del consumatore (Cass. Civ. n. 16141/11).

Mentre nel cosiddeto mercato tutelato le condizioni contrattuali sono espressamente previste (Delibera n. 200/99 – elettricitàDelibera n. 229/01 – gas), nel mercato libero, al contrario, alla libertà di contenuti si contrappone una miniziusa disciplina della fase precontrattuale e delle informazioni minime che il venditore deve fornire all’atto della stupila e durante l’esecuzione con  Testo Integrato della Regolazione della Qualità dei Servizi di Vendita di Energia Elettrica e di Gas Naturale.

Infine, con specifico riferimento alla trasparenza dei documenti di fatturazione, la Delibera ARG/com 202/09 ha fissato una serie di parametri predeterminati a renderla comprensibile dagli utenti.

Nel caso di specie il giudicante ha accolto la domanda di accertamento negativo del credito avanzata da una società relativamente ad una fattura del fornitore di elettricità  attestante una morosità di € 2.155,67   ”poi divenuti   € 1.578,41  in corso di causa” (testuale).

Per il magistrato onorario la bolletta   sarebbe inesatta e integrerebbe un vero e proprio inadempimento contrattuale da parte del fornitore prevedendo  somme dallo stesso non  specificate ne previste.

Da tanto discende l’anullamento della fattura, la declaratoria di non debenza delle somme in essa riportate  e la condanna del venditore alle spese sostenute per la fase di reclamo extragiudiziale svolta dall’attore con l’ausilio di una associazione di consumatori, oltre spese legali.

La scarna parte motiva della sentenza non sembra supportata da un adeguato excursus normativo sulla fattispecie e, tuttavia, nella sua equità sembra aver colto nel segno dimostrando l’urgente necessità di un aggiornamento degli operatori sulla materia.

L’approssimazione dei conteggi dei consumi, svolta spesso  dal distributore con misuratori di cui è ormai acclarata l’assenza di ogni forma di verifica legale della taratura (sia per l’elettricità che per il gas),  unita alla ferrea volontà del venditore di riscuotere somme spesso presuntive, rischia ormai di dare il via ad una vera e propria escalation dei contenziosi.

Di Francesco Luongo

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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