Nessuna maggiore apertura del mercato elettrico ma solo ed esclusivamente un favore alle grandi aziende di vendita. Così 16 associazioni dei consumatori (tutte quelle aderenti al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti ad eccezione del Movimento Difesa del Cittadino) definiscono la norma contenuta nella Legge sulla concorrenza che, nei fatti, abolirebbe il mercato tutelato. Non c’è ancora nulla di concreto ma la bozza di Legge che gira già dal 16 gennaio non lascia sperare in nulla di buono: dal 30 giugno 2015 l’abolizione riguarderebbe il settore gas e le piccole e medie imprese nel settore elettrico; dal 30 giugno 2016 i consumatori domestici del settore elettrico.

In altre parole stiamo parlando della fetta più ampia del mercato dal momento che è tale il numero delle famiglie che da quando può, ovvero dal 1° luglio 2007 data dell’entrata in vigore della liberalizzazione, ha scelto di aderire alle offerte del mercato tutelato, affidando all’Autorità per l’Energia il controllo di tali mercati e, cosa non trascurabile, la determinazione del prezzo e della qualità del servizio.

Cosa accadrebbe dal 30 giugno? Anche in questo caso nulla è ancora certo: “Cosa accadrà ancora non è dato saperlo – spiega Luigi Gabriele, relazioni istituzionali di Codici – ma è probabile che automaticamente le utenze che aderivano al mercato tutelato di una detta società passino automaticamente al mercato libero di quella società così l’azienda, senza alcuno sforzo, si trova improvvisamente a guadagnare di più a parità del servizio che rende”.

In effetti, dando uno sguardo alla relazione dell’Aeeg è facile intuire le parole di Gabriele: un cliente nel mercato libero “vale” circa 20 euro in più rispetto ad un del mercato tutelato. Un bel “bottino”. Dunque prezzi più alti, per l’utente, ma anche regole del gioco differenti come spiega Marco Vignola dell’Unione Nazionale Consumatori: “Facciamo l’esempio di una bolletta di conguaglio che, spesso, hanno importi astronomici. Se nel mercato tutelato è possibile rateizzare l’importo secondo regole stabilite dall’Autorità, nel mercato libero queste regole le scrive l’Azienda ed è difficile pensare che siano a favore dei consumatori”.

Insomma, un gran bel pasticcio che farebbe risaltare ancora di più tutte le pecche del mercato libero dell’energia. Basti pensare che nel 2013 si è assistito ad un record del numero di reclami nel settore: 500 mila, 2/3 dei quali riguardavano il mercato libero, un mercato fatto di tanti, tantissimi, contratti non richiesti e scarsa, scarsissima, confrontabilità delle tariffe. Se questi sono i presupposti, come si può pensare di fare un favore ai cittadini abolendo il mercato tutelato?

Infine c’è la questione delle morosità e del capitolo, ancora aperto, relativo al distacco delle utenze morose: con l’abolizione del mercato tutelato, ovvero con l’eliminazione del prezzo di riferimento, i prezzi – è prevedibile – schizzeranno all’insù in maniera vertiginosa. Come faranno coloro che già oggi non riescono a far fronte al costo dell’energia?

di Valentina Corvino da helpconsumatori